Una messa a punto sulla questione di Dio

Una messa a punto sulla questione di Dio

DIO E’ CREATORE.

Se osservo il susseguirsi delle stagioni, il sorgere ed il tramontare del sole, il moto degli astri, la nascita, la morte, ecc., mi rendo conto che l’universo é governato da una legge perfetta. Questa legge fa in modo che – ad esempio – le orbite dei pianeti siano disegnate in modo tale che gli stessi non si scontrino o che l’organismo umano assomigli ad una “macchina” talmente perfetta che il tutto non può essere ricondotto al caso (sarebbe una contraddizione in termini, evidentemente). Questi piccoli esempi – frutto della retta ragione – inducono a ritenere che un Essere superiore all’uomo, Eterno e Perfettissimo, deve essere stato necessariamente all’origine di tutto. Se poi ci si spinge oltre col ragionamento si arriva anche ad osservare che ogni effetto ha una sua causa e che, rimontando il rapporto causa/effetto all’infinito, si deve necessariamente ammettere una causa iniziale e necessaria per tutto. Così come un quadro non si è “dipinto” da solo, ma ha avuto bisogno almeno di un pittore, analogamente si deduce che all’origine di tutto (in virtù di quelle leggi sempre perfette che reggono tutto l’universo) deve esserci stato un Creatore e non un semplice “architetto” che organizza materiali che altri hanno prodotto e reso disponibili. Al principio di tutto, quindi, vi è un Creatore che dal nulla ha creato tutto.

DIO CREATORE E’ ANCHE LEGISLATORE E RE (SIGNORE).

Se quindi Dio ha creato dal nulla l’universo, quest’ultimo soggiace ad una legge. Ed è anche vero che questa legge universale non può essersela data la creatura, ma l’autore della vita. Quindi, il Creatore è anche, conseguentemente, Legislatore e Re (Signore) del Creato. Il rapporto che intercorre quindi tra il Creatore-Legislatore-Signore e le creature è simile a quello che intercorre tra l’unità di misura e la “cosa” misurata. L’uomo non è misura di tutte le cose, ma essere misurato che non trae da sé stesso l’origine della sua esistenza, che gli è derivata da Dio, Essere perfettissimo (anzi Egli é la Perfezione).

DIO, ESSERE PERFETTISSIMO, NON PUO’ CHE ESSERE UNO.

Sempre la retta ragione conduce a ritenere che non può esistere un politeismo, poiché – in caso contrario – avremmo tante infinite perfezioni in una molteplicità di ipotetici “dei”, i quali sarebbero mancanti di una o più caratteristiche proprie di Dio. Avremmo, cioè, tanti “creatori” e, quindi, nessun creatore; tanti essere perfetti e, quindi, tutti imperfetti; tanti legislatori e, quindi, nessuna legge (cioè l’anarchia), ecc.

DIO NON PUO’ CONFONDERSI CON LE COSE CREATE.

Se Dio, quindi, ha creato dal nulla il mondo, ha stabilito una legge perfettissima. Ne consegue che il creato non può essere inteso – in tutto o in parte – come una sorta di emanazione divina in una logica “panteista” (tutto è “dio”). Si avrebbe, infatti, una contraddizione in termini, in quanto la creatura si confonderebbe con il Creatore, il quale, a sua volta, sarebbe sottoposto alle medesime leggi di corruzione materiale del tempo e dello spazio. Un “dio” immanente non è possibile a dirsi.

DIO NON LO VEDO QUINDI NON ESISTE.

Anche se non lo si “vede” con i sensi materiali, non per questo può affermarsi che non esista. Anche i sentimenti sono intangibili, ma è pur vero che esistono, e così via. In più, se Dio lo si potesse “vedere”, nel senso propriamente detto, con il senso della vista, vorrebbe dire che egli non sarebbe Dio, in quanto creatura e sottoposta alle medesime leggi di corruzione materiale (vedi sopra).

 

NESSUNO PUO’ IMPORMI UNA RELIGIONE E DECIDO IO COSA SIA GIUSTO E SBAGLIATO IN TEMA DI MORALE, FEDE, ECC.

Questa asserzione, lungi dall’essere innovativa, è vecchia quanto il mondo ed è alla base della ribellione di Lucifero, creatura di Dio, puro spirito, che per essersi rifiutato di prestarGli obbedienza (“non servirò!“) fu fatto precipitare sulla terra e da allora non smette, con i suoi seguaci e ministri umani, di tentare, ingannare e far dannare il genere umano con sofismi apparentemente logici e razionali. Ora, se Dio è uno, anche la religione (da  re-ligio, ossia ri-legare) non può che essere una, altrimenti si determinerebbero tante “religioni” quante sono le “menti pensanti” da sempre apparse sulla faccia della Terra. E se fossero quindi infinite le opzioni religiose, chi potrebbe mai stabilire quale tra le tante è quella vera? A maggior ragione, se si considera che, essendo le opinioni umane mutevoli e cangianti sia nel corso del tempo che dello spazio, si finirebbe col giungere (e di fatto ci siamo già…) ad una “Torre di Babele” nella quale l’oggettività delle cose sarebbe rifiutata a priori e prevarrebbe il soggettivismo individualista. Verrebbe, altresì, negato il principio di non contraddizione secondo il quale “VERO diverso dal FALSO; FALSO diverso dal VERO; FALSO = FALSO; VERO = VERO”. Tutto potrebbe essere vero e falso contemporaneamente. Il che è un assurdo.

Il problema, perché di problema si tratta, è rappresentato dalla falsa e deleteria idea (moderna) di libero pensiero, o meglio di libertà di espressione del proprio pensiero. Sarebbe opportuno che non ci si formasse un’idea personale (molto probabilmente errata se l’intelletto e la volontà sono condizionati da false opinioni), ma se ciò non fosse possibile, sarebbe almeno auspicabile che queste opinioni non venissero messe in circolo nel corpo sociale, come fa un veleno inoculato nell’organismo. Può apparire irragionevole questa asserzione ad orecchie moderniste, abituate ad ascoltare (anche dove ciò non dovrebbe avvenire) sermoni tutti intrisi di “diritti individuali, libertà incondizionate, diritti di parola, ecc.“, ma è l’unico modo per preservare la salute spirituale e materiale di un corpo sociale. Al supermercato, si passi questo paragone, ognuno di noi compra cibi che non siano scaduti, oppure ci si informa circa la composizione alimentare degli stessi per evitare di intossicarsi con sostanze nocive. Ossia, si compie una discriminazione a tutela della propria salute e di quella dei propri cari. Ma oggi l’uomo, avendo smarrito la sua dimensione spirituale ed essendo divenuto solo un tubo digerente, ragiona più con lo stomaco (e la parte irrazionale) che con l’anima. Intelletto e volontà sono imbavagliati e si assiste al predominio della parte istintiva ed irrazionale, nonché ad un progressivo, quanto inarrestabile (all’apparenza), processo di animalizzazione dell’uomo.

QUINDI CHI STABILISCE COSA E’ GIUSTO O E’ SBAGLIATO?

La Chiesa Cattolica Apostolica e Romana è stata fondata direttamente da Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio e Dio Egli stesso, seconda Persona Divina della SS. Trinità, che si è incarnato storicamente nel seno della Vergine Maria, assumendo la natura umana. Ma perché è stata decretata l’incarnazione? Perché la distanza tra il genere umano e Dio si era talmente divaricata che solo il sacrificio di Gesù Cristo poteva placare l’ira Divina e soddisfare pienamente Dio-Padre. L’offesa arrecata a Dio con il peccato degli uomini poteva essere soddisfatta unicamente con un sacrificio perfetto, come quello di Gesù Cristo in Croce al termine della Sua Passione. Cristo, quindi, ci ha lasciato gli strumenti a cui attingere per la salvezza delle nostre anime: i Sacramenti, segni visibili ed efficaci della Grazia, tutti istituiti direttamente da Gesù Cristo e che realizzano quanto essi simboleggiano. Ad esempio, il battesimo cancella il Peccato Originale e l’elemento materiale ne è l’acqua (un elemento naturale facilmente rintracciabile), che appunto simboleggia il “lavaggio”, la pulizia, la purificazione. Ma Cristo, per consentire che la Sua opera salvifica continuasse nel tempo e nello spazio, ha voluto istituire una “società perfetta e Maestra di verità” perché fondata da Egli stesso (Lui che è Via, Verità e Vita, e unico tramite per giungere al Dio Padre). Ecco perché la Chiesa Cattolica (dal greco “perfetta, universale, completa”) è l’unica Chiesa che può “vantare” di possedere la Verità e l’Autorità di insegnare a tutti gli uomini, di ogni tempo e di ogni continente, per la salvezza delle loro anime: perché è stata fondata direttamente da Gesù Cristo, che, prima di andare incontro alla morte, rassicurò i discepoli dicendo loro che sarebbe presto arrivato il “Consolatore”, il Paraclito, lo Spirito Santo, Spirito di Verità e che procede dal Padre e dal Figlio. Ma se la Chiesa, istituzione divina e divinamente fondata, non avesse avuto una successione materiale (il posto che si occupa in un determinato “posto”) e formale (l’adesione alla Vera Fede), gli uomini fino alla fine dei tempi non avrebbero potuto avere alcuno che insegnasse loro ed amministrasse i Sacramenti. Ecco perché Gesù, tra tutti gli Apostoli, ne scelse uno come loro capo: San Pietro, primo Pontefice, su cui è fondata la Chiesa Cattolica e contro cui le porte dell’inferno non prevarranno. Quindi, se il primo Pontefice ed i primi Apostoli (che ricevettero lo Spirito Santo, come promesso da Gesù) non avessero avuto legittimi successori, materiali e formali, la Chiesa Cattolica, come istituzione gerarchica visibile, sarebbe terminata naturalmente con la morte fisica degli stessi. Quindi, il Papa è il legittimo successore di San Pietro ed i Vescovi – in comunione con il legittimo Pontefice – sono i legittimi successori degli Apostoli. Ed ecco perché – ad esempio – la Chiesa Cattolica è detta Apostolica.