Surrogate mother. Pregnant woman with belly for sale. A baby business.

Gaio mammo

Io credo che, come me, anche voi lettori, avrete avuto modo di apprezzare sovente la crassa imbecillità che regna nei media nazionali. Una imbecillità, però, non uniforme, ma soggetta ad alti e bassi estenuanti. Nella trasmissione Fuori Onda di La 7 di qualche settimana fa s’è potuto gustare a fondo e per intero uno di quei picchi di balordaggine destinati a rimanere imperituri nella lunga storia della cretineria umana e televisiva.

Tutto è accaduto quando l’ospite d’onore, Costanza Miriano, attorniata da due giornalisti di regime che non val la pena nominare e da un Rosario Crocetta da Oscar per il peggior attore non protagonista, s’è trovata sola con l’immane compito di difendere l’ovvio.

L’ovvio, però, in tempi come i nostri, è materia pericolosa e, come tale, “attenzionata”!

I migliori cani da guardia sono, per l’appunto, i giornalisti ed il caso ha voluto che l’ovvio della Miriano fosse così ovvio da divenire, tempo tre parole, lapalissiano e dunque, per questioni di logica inversa note solo agli invertiti di tutta Italia, inaccettabile sia per le teste ”gay friendly”  dei conduttori,  che per quelle  “gay e basta” degli invitati “esterni”, una coppia di omosessuali che nella vita, oltre a comprare figli in Canada, fingono di essere una famiglia.

Costoro, piccati nel loro orgoglio di manipolatori della verità, scioccati dalla astrusa domanda della Miriano che – diavolo di una donna! – s’era permessa di chiedere dove fosse la madre dei bambini, hanno immediatamente dato segni di scoramento e nervosismo ... ”possibile si debba ragionare normalmente? Ed hanno chiamato proprio noi?!”.

Dobbiamo all’insistenza della Miriano se, tra tante finzioni, d’improvviso una verità è balzata fuori, schietta e solenne come una cannonata: il disprezzo degli omosessuali da gay pride (specie protetta e da distinguersi da altri omo-sessuali non omo-logati) nei confronti delle donne.

Incapaci di amarle per una tendenza che diventa scelta e poi addirittura orgoglio, impacciati nell’imitarle e impossibilitati ad emularle, gli arcogay modello “mammo e papo” si impegnano a denigrarle, invidiarle ed offenderle. E in televisione di solito lo fanno egregiamente soprattutto se pungolati da due bestie nere, anche loro femmine, Logica ed Evidenza. Non sorprende dunque che un maschio mancato abbia dato prova di tanto malcelato disgusto per la maternità, la più bella ed alta espressione della femminilità.

Solo uno che ha avuto l’ardire di comprare tre bambini affittando uteri, solo uno che ha creduto di formare una famiglia sposando un uomo, solo uno che non è riuscito a diventare padre se non sottraendo, per una manciata di quattrini, tre figli alle loro mamme, poteva dire che la madre è nient’altro che un concetto antropologico.

Mi piacerebbe lo ripetesse davanti al marito di Tonia che è morta rifiutando le cure che avrebbero danneggiato la piccola che portava in grembo o a Enrico, marito di Chiara, che due anni prima fece la medesima eroica scelta per un maschietto che già scalpitava nella sua pancia.

Sarebbe bello che questo acquirente di bambini potesse vedere come sua madre l’ha partorito! Tanto per ricordargli che si nasce tra lacrime, urla, sangue e sudore; da una donna atterrita dal dolore, sfiorata a tratti dalla paura della morte, sostenuta dalla consapevolezza di una gioia immensa che sta per arrivare. Niente c’è di più fisico, carnale, sublime, incantevole, spaventoso.

“Partorire è un po’ morire” ed ancora oggi molte, in quell’atto di carne che si apre fino allo spasmo, danno la vita.

Anche le donne che lui, gaio mammo, s’è permesso di affittare hanno rischiato e in televisione, liquidate come prostitute a fine servizio, non ne ricorda nemmeno l’esistenza.

”La madre non esiste, non esiste, non esiste!” ripete negando pure a se stesso lo scempio commesso.

Le disgraziate che gli hanno consegnato tre bambini che dice di amare sono tre concetti antropologici … e tre assegni da qualche decina di migliaia di euro! E quei bambini, anime innocenti, saranno per sempre figli di cataloghi, di assegni corposi e di chi ha sputato sopra le mani delle donne sventurate che li hanno ricevuti.

Certo è che finora nessuna civiltà al mondo, in nessuna epoca, aveva neppure lontanamente immaginato un modo peggiore per affacciarsi alla vita!

In bocca al lupo, piccolini!