L’AfD e la sindrome del neonazismo in Germania

L’AfD e la sindrome del neonazismo in Germania

E infine, anche la Germania sembra essere caduta nel vortice mediatico dellascesa delle destre xenofobee dei movimenti neonazisti. Dal 2014, a turbare i sonni del politically correct in terra tedesca è il movimento PEGIDA (Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes – Patrioti europei contro lislamizzazione dellOccidente), fondato da Lutz Bachmann e autore di un ottimo risultato nella natìa Dresda, dove ha ottenuto quasi il 10% dei voti alle elezioni municipali nel 2015. (1) Recentemente, però, le cose sembrano essere decisamente peggiorate per gli intellò lib-lib e lib-lab. Non c’è più solo un movimento contro lislamizzazione della società occidentale, con le sue oceaniche manifestazioni in alcune delle più importanti piazze tedesche e i suoi  contatti con lNPD (Nationaldemokratische Partei Deutschlands – Partito Nazional-democratico di Germania). Il dramma del momento è la svolta a destra dellAfD (Alternative für Deutschland – Alternativa per la Germania), partito euroscettico fondato nel 2013 da Bernd Lucke e autore di una discreta performance già alle elezioni europee del 2014, dove ottenne 7 seggi con il 7,04% dei voti.

A luglio 2015, infatti, il congresso del partito ha incoronato come nuova leader Frauke Petry, donna che i giornali già vedono predestinata per una sfida diretta con la cancelliera Angela Merkel. Il partito ha rischiato di implodere quando, in conseguenza dellelezione della Petry, il professore di macroeconomia ed ex-segretario Lucke ha deciso di abbandonare il partito per fondarne uno suo, ma lAfD è infine sopravvissuto alluscita del suo fondatore, accompagnato da 5 eurodeputati, e gli sviluppi odierni sembrano aver dato ragione alla svolta a destra impressa dal partito.

Con la nuova segreteria, il partito ha, infatti, alzato notevolmente i toni sulla questione migratoria, da mesi terreno cruciale su cui si gioca il destino di quellUnione Europea verso cui lAfD è stato sin dallinizio molto critico. Laffiancamento della lotta contro limmigrazione alla richiesta chiara e netta di portare la Germania fuori dallEuro e dallUE (determinando così, in tutta sicurezza, la morte di entrambi) ha permesso ad alcuni esponenti del partito di avvicinarsi a PEGIDA, partecipando alle sue manifestazioni, e ha portato a una notevole crescita di consenso elettorale. Nel momento in cui si scrive, gli exit poll danno AFD al 21,5% in Sassonia-Anhal, al 10% in Renania-Palatinato e al 12,5% in Baden-Württemberg. (2)

Questo risultato renderebbe lAFD la sorpresa delle regionali tedesche, che prevedono il rinnovo dei consigli regionali di questi tre Lander, e il suo accredito come rivale da destradel tandem CDU-CSU che sostiene Angela Merkel. Questo ruolo è vacante da tempo immemore in una Germania che della destra ha sempre avuto un terrore viscerale, frutto di un semi-patologico senso di colpacollettivo nei confronti di quanto compiuto dalla Germania nazista prima e nel corso della II Guerra Mondiale. Nel concreto, un certo tipo di politiche, ancorché di taglio molto (o fin troppo) moderato, sono immediate bollate come recrudescenza nazista da fermare sul nascere. 

Senza entrare nel merito di quanto questo senso di colpa sia doveroso rispetto a quello che parimenti dovrebbero sentire altre nazioni, macchiatesi di svariati crimini non certo meno orrendi, è comunque evidente come esso sia una specie di tarlo psicologico indotto nellopinione pubblica tedesca da un bombardamento mediatico che dura da decenni e che impone ai tedeschi di ragionare in una sorta di ottica di espiazionedei crimini del passato ogni volta che si vada a trattare un argomento che, anche solo lontanamente, possa ricordare i tempi del Terzo Reich.

Così, semplici e, a volte, inadeguate e minimali richieste, come quelle presentate dall’AfD su immigrazione e crisi economica,  vengono fatte passare per un rientro della Germania nella spirale autoritaria che portò alla fine della tanto osannata Repubblica di Weimar, con tanto di preoccupazioni ebraiche espresse dal Jewish Press (3). In realtà, a parte qualche balzana proposta, come la messa al bando della circoncisione, il partito resta lontano dalle posizioni radicali, identitarie e nazionaliste dellNPD e appare più simile alla nuova Lega Nord di Salvini, senza la componente secessionista.

La lotta allimmigrazione da parte dellAFD è declinata a partire dal solito punto di vista securitario e integrazionista che vede limmigrazione essenzialmente come un problema di ordine pubblico, risolvibile obbligando le masse di immigrati a integrarsi allinterno della società tedesca. Il programma del partito (4) chiarisce come laccoglienza per i veri profughisia sacrosanta (in riferimento agli immigrati provenienti, essenzialmente, da Siria e Iraq) e la richiesta di una nuova legge sullimmigrazione, basata sul modello canadese. Tale modello è anche chiamato mosaico culturale, in contrapposizione al modello del melting pot statunitense, e prevede la coesistenza allinterno della società canadese di una molteplicità di etnie e culture (in primis, quella anglosassone, francese e amerindia, ma, ormai, svariate decine). Francamente, nulla che assomigli al Blut und Boden della Germania romantica, diventata poi nazional-socialista.

NellAfD è presente, ovviamente, qualche rimando alla motivazione identitariadella lotta contro limmigrazione non solo clandestina e loccidentalismo di fondo insito nel partito (ma anche in PEGIDA) è mitigato dalla volontà di intrattenere rapporti migliori con la Russia rispetto alla ferrea volontà sanzionatoria dellattuale cancelleria. Ma lAFD resta un semplice partito di destra conservatrice, centrato sul bisogno di ordine e sicurezza (esigenza, comunque, inequivocabile e da non sottovalutare in Germania, dopo i fatti di capodanno a Colonia e in altre città).

Anche in campo euroscettico, inoltre, lAFD rappresenta un unicum rispetto ad altri movimenti “cugini” e ciò è verosimilmente dettato dallo status della Germania di potenza economica più avanzata dellarea Euro (definirla locomotiva” è, per varie ragioni, assolutamente inappropriato). Mentre tendenzialmente in Europa lopposizione di destraallUE assume un carattere di critica dellausterity e dellEuropa a trazione tedesca e propugna un ritorno allinvestimento statale e alla flessibilità dei cambi, in Germania lAFD critica lUE per il suo dirigismo, che non farebbe altro che elevare tutti i difetti dello statalismo a un livello sovra-nazionale. Per contro, lAfD propone una minore ingerenza dello Stato nelleconomia, un contenimento netto del debito pubblico tedesco e di realizzare in maniera più piena e semplificata il modello fiscale progressivo ad aliquote molto basse proposto da Paul Kirchhof, che nel 2005 era stato annunciato dalla Merkel come Ministro delle Finanze nel caso (poi non realizzatosi) di una netta vittoria elettorale del ticket CDU/CSU.

Su entrambe le questioni cruciali sul tavolo di tutti i paesi europei, la crisi economica e la crisi migratoria, dunque, lAfD non fa altro che presentare un programma minimale, scarso per potenzialità risolutive contro l’immigrazione di massa, inficiato dal riferimento a un modello multiculturalista stantio nel suo fallimento cronico, denso di concetti e proposte di taglio liberista in economia. AllAfD va, indubbiamente, riconosciuto di stare portando una ventata daria fresca nella storia recente della Germania unita e di avere la possibilità di svolgere un ruolo decisivo per far sì che linevitabile crollo dellUnione che si profila allorizzonte avvenga in maniera ordinata, tramite uno smantellamento dellEurozona a partire dai paesi del Nord Europa. Ma detto questo, è bene chiamare le cose con il loro nome e, dopo 70 anni, piantarla con le reductio ad Hitlerum di tutto ciò che si muove al di fuori degli ottusi e ristretti confini mentali dellintellighenzia progressista.

NOTE

(1) http://www.ilpost.it/2015/06/08/il-buon-risultato-di-pegida-a-dresda/
(2) http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2016/03/13/germania.-oggi-voto-test-per-merkel-in-3-laender_ec598dbe-a045-4cfd-ab24-09c186aad354.html

(3) http://www.jewishpress.com/news/breaking-news/germanys-nationalist-alternative-fur-deutschland-seeks-ban-on-circumcision/2016/03/13/

(4) http://www.lolandesevolante.net/blog/2013/05/il-programma-del-partito-che-sconvolgera-le-elezioni-tedesche/