Cristo è vivo

Cristo è vivo

Prima di Cristo: la Mesopotamia, la Persia, l’Egitto, la lontanissima Cina e, tra molte ombre e qualche luce, le Americhe. E i giganti: l’India, la Grecia, Roma; dunque la teologia, la filosofia, l’architettura, la matematica, la geometria, il diritto, la letteratura, l’arte.

C’era già tutto prima di Cristo. Tutto o quasi. Il cristianesimo non ha inventato la civiltà. Il cristianesimo però ha cambiato i connotati alla civiltà, irreversibilmente.

Dopo Cristo, ciò che il mondo definisce civile porta, consapevolmente o no, le insegne gloriose del Crocifisso. La dignità che Cristo attribuisce agli uomini è, prima di Lui, ignota: nell’Europa cristiana, non altrove, non per caso, nascono le opere di carità, muore la schiavitù, fioriscono gli ospedali.

In nessuna cultura al mondo la maternità ha assunto una tale funzione, la donna un tale ruolo.

L’inaudito si fa realtà: è Maria, prima di Cristo, a decidere il destino del mondo! E’ solo nel cristianesimo che una semplice creatura – femmina addirittura! – seppure concepita senza macchia, stabilisce, col suo “sì”, le sorti dell’umanità.

Prima di Cristo, la divinità è lontana, irrazionale, incomprensibile, capricciosa; con Cristo, Dio si fa Logos e si rende parzialmente accessibile all’intelletto umano.

Nasce la ricerca scientifica, per alleviare le fatiche dell’uomo, e l’università, per conoscere le meraviglie di Dio.

E’ solo con Cristo che il lavoro, obbligo dannato da demandare agli schiavi, diventa dignità e servizio: i monaci “orano et laborano!”, dissodano la terra, “inventano” le piante officinali, scandiscono il tempo sui tempi della preghiera e della fatica.

Il cristianesimo unisce l’Europa nordica e barbara alle civiltà, ormai decadute, del Mediterraneo; il Vangelo sancisce quei diritti inalienabili dell’uomo, nell’antichità o negati o semplicemente inconcepibili e inconcepiti, ai quali si rifanno – duemila anni più tardi, seppur deformandoli (1) – le Costituzioni dei Paesi civili del mondo, primi fra tutti quelli europei.

Oggi, in nome di quei diritti generati dal cristianesimo e negati da Maometto, apriamo le porte agli islamici, la cui religione, nata e prosperata nel deserto, oggi in Europa ne trova un altro da colonizzare a piacimento. In ossequio al nostro nulla e alla loro prepotenza, abbiamo tolto Cristo dai luoghi pubblici, negando a Lui, Vittima innocente, quel diritto di asilo che concediamo a tutti i perseguitati del mondo ed anche ad un buon numero di farabutti.

Ma chi è che ha dichiarato guerra a Cristo? La massoneria … e non da oggi!

Una dichiarazione di guerra che è, però, a ben vedere, anche una testimonianza di fede, a suo modo appassionata.

I massoni che vogliono sloggiare Cristo dalle scuole, dai tribunali, dagli uffici e persino dalla Chiesa, creandone una umanista e falsamente ecumenica, sono forse gli ultimi a riconoscere il valore del Crocifisso e la Sua rilevanza nella storia del mondo.

Loro sì che credono nella Sua potenza, loro sì che Lo temono!

I massoni hanno offerto ad un continente imbelle e ad una Italia sfinita una conferma poderosa della forza che ancora e per sempre sprigiona dall’Uomo dei dolori, così come i satanisti, che, rubando le ostie consacrate, confessano la certezza della presenza divina in quel pane.

Magari potessero un giorno i popoli d’Europa, volti finalmente al Bene, vantare di nuovo una simile fede!

Note

  1. L’Occidente liberale e democratico ha inventato i cosiddetti “diritti dell’uomo”, i quali altro non sono che una volgare strumentalizzazione della dignità della natura umana, finalizzata a giustificare l’assurda pretesa, da parte dell’uomo, di emanciparsi da Dio.