Lupi a caccia di iene

Lupi a caccia di iene

Una settimana fa circa, un lupo a caccia di iene ha accettato di morire per portare a termine la missione affidatagli.

È morto da eroe, da vero eroe. Non da eroe di carta pesta, di quel tipo creato ad arte dai mass-media.

Questo soldato delle forze speciali russe, impiegato in zona di combattimento a Palmira, in Siria, con lo scopo di individuare il nemico e fornirne le coordinate all’aviazione, non si è suicidato come una iena dell’Isis, facendosi saltare per aria insieme a qualche decina di innocenti.

Si è sacrificato nella maniera più santa e occidentale: il suo suicidio non era fine a se stesso, ma aveva uno scopo ben preciso, quello di procurare un danno gravissimo al nemico in zona di guerra; sicuramente non desiderava morire, semplicemente ha considerato che il dovere veniva prima della sua stessa vita.

Così come facevano i kamikaze giapponesi quando andavano a schiantarsi sulle portaerei americane nel Pacifico, gli stessi che, infangandone la memoria, vengono equiparati ai terroristi vigliacchi dello Stato islamico, che i giornalisti si ostinano a chiamare kamikaze.

Lupo (lo chiameremo così, perché il suo reparto ha per emblema proprio quel magnifico animale) era uno specnaz, è morto facendo il suo dovere, nel silenzio assoluto di TV e giornali (a parte, per la verità, un articolo apparso su Il Giornale).

L’episodio è stato reso noto dallo Stato Maggiore della Difesa russo. La missione di Lupo era quella di identificare le postazioni nemiche del califfato in vista dell’offensiva dell’esercito siriano. Di quello stesso esercito contro il quale sono da sempre schierati, in maniera più o meno diretta, Arabia Saudita, Turchia, USA e Israele.

Lupo viene però identificato dai combattenti dell’Isis: inizia un inevitabile e drammatico scontro a fuoco.

Lo specnaz è circondato da numerosi terroristi che giungono dalla roccaforte e che continuano l’accerchiamento della sua posizione.

I russi non dispongono di squadre di estrazione rapida in zona. Lupo è quindi solo, senza il suo branco. Considerando la superiorità numerica dei terroristi, e consapevole della presenza di sistemi missilistici terra-aria presenti a difesa di Palmira, una missione di salvataggio si sarebbe potuta trasformare in una tragedia per i suoi compatrioti.

Lupo, ormai, ha deciso quale sarà il suo destino e, esaurite le munizioni, comunica ai Mig di non avere scelta.

Lupo sa che a tutti i quattromila specnaz non è consentito farsi catturare vivi.

Il Cremlino conferma che, grazie alle sue informazioni, il bombardamento a tappeto dell’aviazione russa ha spazzato via i soldati del Califfato che lo avevano ormai raggiunto.

Di seguito la nota del Cremlino:

“L’ufficiale, operativo nella zona di Palmira da una settimana, aveva individuato obiettivi Isis per l’aviazione russa. Dopo essere stato individuato, ha diretto contro di se i raid. E’ morto da eroe”.

È caduto un lupo sul campo di battaglia, portandosi dietro qualche centinaio di iene. E noi non lo consideriamo solo un esempio di abnegazione al dovere e un eroe russo, ma un vero patriota europeo, perché si è sacrificato per fermare le brulicanti iene dell’Isis, insidiatesi nel cuore dell’Europa.