Illuminismo e femminismo

Illuminismo e femminismo

Kant chiama “Illuminismo”, in una frase frequentemente citata, “l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità, che egli deve imputare a se stesso”. Tale uscita dovrebbe concretizzarsi attraverso l’uso della ragione. “Sapere aude!”, abbi il coraggio di sapere, era il motto dell’illuminismo.

Dunque, vennero fatti molti studi in svariati campi. Ma concentriamoci su quelli che riguardarono, in special modo, le donne.

Secondo degli studi anatomici condotti sul cervello femminile, venne “appurato” che esso era di dimensioni inferiori rispetto a quello degli uomini e, quindi, si arrivò alla conclusione che le donne fossero inadatte alle occupazioni intellettuali.. conclusioni che, purtroppo, vennero accettate anche da alcune donne dell’epoca!

Come ci spiega bene Dorinda Outram (1), nel suo saggio sull’Illuminismo analizzato alla luce della questione femminile, i pensatori illuministi sembravano asserire soprattutto due cose: da un lato che le donne, in quanto esseri umani, avevano dei diritti; dall’altro, però, che a causa della loro irrazionalità e della mancanza di autonomia loro attribuite, non si doveva consentire che prendessero parte alla vita politica. In questo modo, in realtà, l’Illuminismo pose i presupposti per la creazione, durante la Rivoluzione Francese, di una cultura politica esclusivamente maschile, al contrario di quello che si reputa comunemente. Ma la teoria dell’universalismo diede anche la forza ad alcune donne di lottare per ribellarsi a questa cultura di stampo illuministico, come, ad esempio, Emmeline Pankhurst. Nata a Manchester nel 1858, la Pankhurst è stata un’attivista e politica britannica, fondatrice, nel 1902, della Women’s Social Political Union.

Tutti conosciamo bene l’idea tradizionale di donna che ispira Forza Nuova, in quanto movimento cattolico. Noi forzanoviste non possiamo che fare riferimento a Maria Santissima, nostra madre, che costituisce un esempio per tutte, insieme a molte altre figure di riferimento importantissime per la formazione politica della donna forzanovista. Ma non si può non spezzare una lancia a favore di alcune donne, come Emmeline, grazie alle quali oggi possiamo votare, andare all’università e, soprattutto, fare politica!

DONNE. Non “cagne” che mostrano le proprie nudità in luoghi sacri.

Vi è una bella differenza tra Donne che scendevano in piazza, marciavano sul parlamento, facevano scioperi della fame per poter votare, per poter studiare, per poter fare politica, e “tipe” come le odierne femministe che chiedono di abortire o poter diventare uomini! O magari sono pronte a tutto per comprarsi l’ultima Prada…