Seconda pillola: la religione di pace!

Seconda pillola: la religione di pace!

Ci siamo lasciati con l’Editto di Medina. L’Islam è ancora provvidenzialmente confinato nelle sabbie del deserto arabo. Godetevela, perché durerà poco! L’espansione sarà fulminea, micidiale, dolorosissima.

Pensate che, a forza di guerre e razzie, dodici anni dopo la morte di Maometto, i suoi vivaci seguaci avevano già messo i piedi in Mesopotamia, Palestina, Egitto, Siria e perfino a Tripoli; nel 638 conquistano Gerusalemme; un secolo più tardi, quella che alcuni in Europa ancora credono una eresia cristiana è già sui Pirenei ad ovest e sull’Indo ad est e, tanto per ribadire uno stile mai tradito, nel 1010 registriamo la distruzione della chiesa della Risurrezione.

1095: la prima crociata! Davvero arbitraria, come oggi ci vogliono far intendere, o vi paiono legittime le preoccupazioni del povero Urbano II? Pensate che, se il primo a fermare gli islamici nel 733 fu Carlo Martello a Poitiers, stesso stile stesso profeta… i “sottomessi” ce li ritroviamo sotto casa ancora nel Cinquecento, malgrado la eroica risposta dei coraggiosi cristiani di allora, i quali, ancora credenti di nome e di fatto, non erano per nulla convinti che cultura, integrazione, gessetti e lumini potessero molto contro gli squartatori di Allah!

E’ il 1571 e un Papa santo, Pio V (Pio…ricordatevelo, altri grandi Papi con  lo stesso nome!) decise di affidare alla Vergine e alle armi la Cristianità: è la battaglia di Lepanto, vinta contro ogni aspettativa e con la forza del Rosario recitato coralmente al momento dell’attacco (Santa Maria succurre miseris, implorava il vessillo della nave Real); 1683: battaglia di Budapest; 1686: assedio e battaglia di Vienna; 1687: battaglia di Mohacs, persa! Ma la religione di pace arriva in Transilvania e in Ungheria; 1717: assedio e battaglia di Belgrado.

Dobbiamo ai Papi delle Crociate e agli uomini che a migliaia dettero la vita, nell’arco di dieci secoli, se noi oggi possiamo ancora dirci cristiani; dovremo, Dio ce ne scampi, ai rammolliti pseudo cristiani d’oggi e ad una gerarchia cattolica di pavidi rinnegati, se i figli dei nostri figli vivranno in un’Europa completamente islamica.

In passato, non mancarono mai neppure le testimonianze eroiche della gente comune, come gli abitanti di Otranto, che si fecero massacrare piuttosto che rinnegare Cristo; oggi, sono i Vescovi, con o senza abito bianco, a voler spalancare le porte all’Islam in un’Europa infeconda e morente che, fino a soli tre secoli fa, fu capace di risposte poderose. Le date citate sono pietre miliari di uguale rilevanza. Senza quelle battaglie, checché ne pensino i pacifisti d’ogni risma, tutto sarebbe stato irrimediabilmente perduto.

In quel tripudio di momenti tragici ed eroici, debbo confessare che il momento che preferisco è il 1492.

“E adesso che c’entra la scoperta dell’America?” Niente!

“Contenta per la morte di Lorenzo il Magnifico?”  No, poveretto…che riposi in pace!

“E allora?”

Allora… ecco svelato il mistero!

Il 1492 è anche la data della riconquista della penisola iberica!

Vi par poco? Finalmente libera la Spagna, la cui resistenza all’Islam fu indomabile, la Spagna che si mantenne tutta cristiana malgrado un’occupazione di sette secoli, la Spagna che conobbe il Corano già nel 711 grazie ad un traditore, il conte Giuliano, signore di Ceuta, e all’aiuto degli ebrei (io, fossi in voi, terrei a mente questa strana alleanza in funzione anticristiana).

Non mi fate pensare a come è ridotta oggi, paladina dei matrimoni gay e dell’arte blasfema. Lasciatemi festeggiare il suo splendido passato e la data in cui, proprio quel fatidico 1492, i saraceni furono ricacciati al di là dello stretto di Gibilterra!

Io, a dire il vero, saranno pure passati cinque secoli, ogni volta che ci ripenso mi sento più leggera ed ho una speranza nuova…che Dio voglia sia un presentimento!

Alla prossima “pillola”