La voce del patriarca

La voce del patriarca

Dopo decenni, il Front National non ha più tenuto per il primo maggio la sua usuale grande manifestazione parigina di commemorazione a Giovanna d’Arco. La grande manifestazione dedicata all’eroina di Orléans, legata ai ricordi e al retaggio storico della storia della destra nazionale francese, è stata sacrificata dalla politica della dédiabolisation condotta da Marine Le Pen, volta a presentare un nuovo Front National sempre più “presentabile”.

Al posto dell’ordinario raduno si sono tenute due opposte e concorrenti manifestazioni, l’una un “banchetto popolare e patriottico” di Marine Le Pen con i dirigenti del partito e circa duemila simpatizzanti in una piazza parigina, l’altra di Jean-Marie, che, raccolti i fedelissimi, non ha rinunciato a commemorare la santa guerriera di Francia.

Sul discorso dell’anziano alfiere dell’opposizione nazionale d’Oltralpe vale senz’altro la pena soffermarsi.

Jean-Marie Le Pen, presidente d’onore del Front National, escluso dalle sue funzioni e dal proprio ruolo, ha lanciato il suo monito all’attuale dirigenza del partito.

Ha avvisato che la politica della “dediabolizzazione”, dello sdoganamento – come un tempo si diceva per la destra nazionale italiana – non potrà pagare per due ragioni: la prima è che, qualora il Front National divenisse un partito integrabile nell’attuale sistema politico, avrebbe perso la propria ragion d’essere. Il Front National, ha ricordato l’anziano patriarca del movimento, ha avuto un senso fino a che ha rappresentato un’opposizione irriducibile al sistema di potere che da decenni guida la Francia, come l’Europa, verso la dissoluzione.

Le Pen ha ricordato che la lotta del Front National potrà essere vittoriosa solo nel caso in cui  sia in grado di raccogliere il consenso del popolo francese per cambiare la natura stessa dell’attuale sistema politico, non per farsi integrare in esso per cambiarne solo qualche accento.

La seconda ragione, in un certo senso più tattica, per condannare la strategia dello sdoganamento è in qualche misura senso inversa alla prima. Jean-Marie ha evocato l’inutilità della pretesa che l’avversario politico possa ritenere di spartire parte del suo potere col Front National; sia di sinistra, di centro o di destra, il sistema continuerà sempre e comunque a sbarrare la strada al Front National. Il caso delle ultime elezioni regionali, col Front National ovunque perdente ai ballottaggi per le alleanze tra sinistra e candidati conservatori, è citato come controprova di questo concetto. La “dediabolizzazione” diviene allora utile solo a ridurre l’antagonismo politico del Front National nei confronti dei partiti attualmente alla guida della Francia.

Tuttavia, oltre e al di là di questi ragionamenti politici, il discorso di Le Pen merita considerazione anche per altri aspetti.

Il suo richiamo affascinante alla vita di Jeanne d’Arc non è rimasto chiuso in una lirica nostalgia di battaglie e di vicende passate.

Dal richiamo all’eroina di Francia, Jean-Marie ha saputo connettersi all’attualità politica francese. In particolare, ha toccato temi troppo spesso dimenticati dal Front National di Marine.

Ha criticato il femminismo, che ha peggiorato la condizione della donna, obliandone l’alta funzione e dignità di moglie e di madre.

Ha criticato al tempo stesso l’Islam e ha rimarcato la sua impossibilità di essere integrato in seno alla Francia, anche per la sua differente concezione della donna. Su questo punto, ancora, ha rimarcato la differenza di tono col Front National della figlia Marine.

Se, infatti ,nei discorsi di Marine l’opposizione all’islamizzazione e ad alcuni suoi aspetti culturali, come appunto la sottomissione della donna, sono sbandierati in chiave di difesa dei valori repubblicani di libertà, eguaglianza e fraternità, di laicità dello stato e di emancipazione femminile, nel discorso di Jean-Marie, invece, nulla di tutto ciò è stato rintracciabile.

La difesa della dignità della donna è rivendicata non come conquista della società secolarizzata, ma come patrimonio trasmesso alla Francia dalla propria millenaria tradizione cristiana.

Le Pen non ha mancato di ricordare che è stata in primo luogo la devozione mariana, tanto forte in Francia, dove il più delle chiese si chiama appunto Notre Dame, a conferire alla figura femminile, nella sua dignità di moglie e ancor di più in quella di madre, quella considerazione di cui invece la donna è priva nell’Islam.

Da qui poi la critica alle conseguenze nefaste della via scelta dalla Francia e dall’Occidente di svalutare il ruolo della madre, ossia le criminali politiche contrarie alla natalità, che meccanicamente si accompagnano a quelle immigrazioniste: una società senza più madri è una società senza più figli e una società senza più figli ha meccanicamente bisogno di sostituire la propria invecchiante popolazione con una più giovane e più feconda.

Le Pen ha quindi descritto, richiamandosi alla giovane di Lorena, ragazza, santa e guerriera, un patriottismo che rende ragione della difesa della Francia e della vita del suo popolo non in virtù dei vuoti dogmi della laicità o degli altri pseudo-valori della Repubblica giacobina, ma legandosi invece ad una ben più vasta e profonda tradizione di fede e di eroismo.

La testimonianza di questo vecchio leone, che da giovane deputato abbandonò il suo comodo scranno parlamentare per andare a fare il paracadutista in Algeria, non potrà non lasciare il segno.

Senz’altro, il Front National resta ancora un punto di riferimento per l’opposizione all’attuale sistema di potere. Lo stesso Jean Marie l’ha ricordato, ribadendo che non è ancora troppo tardi per correggere la via. L’auspicio che ha lanciato ai suoi sostenitori non è quello di mettersi in concorrenza col Front National, quanto quello di creare dei comitati, dei raggruppamenti militanti, che sappiano incidere, da dentro quanto da fuori, sulle organizzazioni ufficiali del movimento e sulla linea del partito.

Auspichiamo che la voce di questo vecchio combattente, tante volte profetica nel saper descrivere i futuri mali ai quali andava incontro la sua Francia e la nostra Europa, possa essere ascoltata e possa così permettere al Front National di evitare la via dell’omologazione, affinché i consensi che ha saputo generare non si perdano in una politica rinunciataria, ma possano essere la base di una vera e propria rinascita nazionale.