Quarta pillola di Islam

Quarta pillola di Islam

Ecco la quarta pillola, quella che v’ho preannunziato amarissima… in realtà è un vaccino e come ogni vaccino che si rispetti vi darà la febbre, probabilmente una febbre da cavallo da sdraiarvi a letto una settimana. Tachipirina e coraggio!

Assimilato il farmaco, vi accorgerete che vi stanno propinando una tal scarica di fesserie da far esplodere tubi catodici, hardware e tipografie tutti insieme, non ci fosse satanasso in persona a tenerli in salute.

Mi par chiaro che oggi ci sia da soffrire, pressappoco come un tradizionalista durante una Messa novus ordo, ma ne varrà la pena! L’antidoto alle scemenze buoniste che acquisirete si porterà dietro anche l’immunità, si spera permanente, alle infezioni più comuni, in un tempo in cui – ahinoi! – i meno rincretiniti sono, purtroppo, i nostri nemici.

E allora andiamo… che la pillola-vaccino vi purifichi come l’olio di ricino d’altri tempi, a suo modo olio santo pure lui!

Un Dio totalmente irrazionale e un codice morale solo formale.

Mentre il Dio cristiano (“il Logos si fece carne”) può essere parzialmente conosciuto dall’uomo, Allah è insondabile, razionalmente inavvicinabile e tutto ciò che di lui si sa è stato rivelato dal Corano. Egli non crea a sua immagine e somiglianza, ma con totale, assoluto, illimitato ed incondizionato arbitrio. Si deve a quell’arbitrio una delle maggiori differenze con il cristianesimo: il codice dell’etica islamica non corrisponde ad un ordine che sia specchio dell’infinita sapienza del Creatore e della Sua Verità (che per noi è necessariamente una e indissolubilmente legata al principio di identità e di non contraddizione): si tratta semplicemente di regole formali, irrazionali, contraddittorie (come il loro ideatore!) ed arbitrarie, rivelate da un dio il quale è sia entità misericordiosa, sia dio della schiavitù, sia mandante degli omicidi degli infedeli. Entrambe le situazioni (schiavizzare ed uccidere) sono perfettamente lecite, in quanto permesse dal Corano. Tanto basta! Il Dio che le ordina cade in una incongruenza della quale il musulmano non si meraviglia affatto, perché sa che Lui è “molto al di là della coerenza e della logica”, come molto bene sottolinea Al Ghazzali. Irrazionalità e relativismo per noi inconcepibili! Come duro da digerire il fatto che al “sottomesso” non sia richiesto di interpellare la propria coscienza. Mai nessun foro interno da interrogare: se si macchia di colpa grave, tutto ciò a cui è tenuto è mettere in atto il gesto che lo purificherà. Non si pretende alcun vero pentimento, frutto del ravvedimento della volontà e dell’intelligenza. L’Islam è la religione dello schiavo, il sottomesso non deve capire, non deve interrogarsi, non deve cercare: può solo obbedire, perché la Verità è totalmente inconoscibile dall’intelligenza umana. La cieca obbedienza, anche senza alcuna adesione interiore, lo porterà in paradiso.

Gli altri …

Non c’è, per i musulmani, una comune umanità da condividere con gli infedeli. Non esistendo legge naturale, il nemico catturato diventa proprietà dell’islamico, che può farne ciò che vuole. Il massacro, la crocifissione, l’amputazione sono direttamente previsti dal Corano (Cor 5,33) in modo esplicito. Miscredente è anche l’apostata, che viene condannato a morte se non si ravvede entro tre giorni. I suoi beni sono bottino di guerra. Dal momento in cui ha abbracciato un’altra fede, il suo matrimonio è diventato nullo così come il suo testamento. Tutti possono ucciderlo. E’ davvero un dead man walking.

Diritti umani?

Gli unici diritti previsti sono quelli dettati dal Corano. Chi rifiuta la legge coranica non ne ha alcuno, nemmeno quello d’esser considerato e trattato come un essere umano, perché l’unica possibile umanità, l’unica maniera di essere “umani” è coranica. Chi islamico non è non ha, dunque, diritto, perché rifiutando l’Islam rifiuta le sue leggi, in realtà un unicum. Al miscredente possono essere elargite, temporaneamente e per l’interesse della ummah (comunità islamica), solo concessioni.

La cittadinanza si basa sullo Ius religionis e lo Stato è la comunità religiosa… chi a quella religione non appartiene, non appartiene nemmeno a quella comunità. Gli islamici che in Occidente sono di fatto e di diritto pienamente cittadini pur rimanendo islamici, sanno di avere una posizione giuridica che loro non potrebbero concedere e non concederebbero a coloro dai quali l’hanno, senza fatica, ottenuta! Negli stati islamici, persona giuridica pienamente capace è dunque una sola: il musulmano, pubere, libero, sano e maschio, naturalmente superiore alla donna… ma di lei, di questa “schiava affrancata”, parleremo dopo che avrete “sfebbrato”… auguri!