Destra e Sinistra addio – Maurizio Pallante

Destra e Sinistra addio – Maurizio Pallante

Il superamento della dicotomia politica fra Destra e Sinistra è stato da sempre un cavallo di battaglia degli intellettuali provenienti dall’esperienza della Destra. La ricerca di una posizione che si ponesse al di fuori di un paradigma tutto interno al liberalismo progressista e derivante dall’Illuminismo, segnava la rottura con il concetto di modernità da parte di quelle forze sconfitte nella Seconda Guerra Mondiale.

Con Destra e Sinistra Addio, Maurizio Pallante introduce una critica “da sinistra” al mondo moderno, dove per “mondo moderno” si deve intendere quello sorto in seguito alla rottura filosofica di Cartesio e diffusosi con l’avvento della Rivoluzione Industriale. Partendo dalla distinzione antropologica, elaborata da Norberto Bobbio, secondo la quale Destra e Sinistra  rifletterebbero due pulsioni insite nell’uomo, l’una tesa all’eguaglianza (sinistra), l’altra invece più proclive a rimarcare ciò che negli uomini è differente (destra), correttamente Pallante sottolinea un dato: la destra e la sinistra politiche nascono con la Rivoluzione Francese ed hanno senso solo in ottica liberale. Dato per scontato che industria, progresso e libertà dell’uomo da ogni vincolo naturalistico, all’interno di una visione materialistica, utilitaristica e positivista dell’esistenza, siano il bene da contrapporre al male dei secoli bui precedenti, la Sinistra si è caratterizzata per essersi posta il problema di come consentire la massima redistribuzione sociale delle risorse, in ottica collettivistica o socialista, mentre la Destra si è preoccupata di difendere i privilegi acquisiti dalla borghesia capitalista, sia sulla vecchia classe nobiliare e clericale, sia sulle classi operaie subalterne in ascesa.

Correttamente, Pallante giunge alla conclusione che Destra e Sinistra non mettono assolutamente in discussione la visione di fondo, basata sull’ideologia della libertà e sul paradigma della crescita economica e materiale. Anche la Chiesa, dopo la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto a partire dall’enciclica Populorum Progressio di Papa Paolo VI, accetta la modernità liberale e democratica, fondata sulla crescita economica. Ma era forse prevedibile, come poi è accaduto, che in un mondo fondato sulla competizione e sul denaro, dove la produzione di merci è finalizzata solo all’accumulo dei profitti, secondo la nota equazione marxiana D-M-D, il potere delle destre, incarnato dal sistema capitalista americano, avrebbe avuto la netta vittoria sulle sinistre sia dell’economia di stato comunista, sia delle social-democrazie riformiste.

La domanda che si pone dunque Pallante è essenziale. In un mondo ipercapitalista, dove la pulsione all’uguaglianza non può essere rappresentata dalla Sinistra politica, la quale in fin dei conti fa da spalla alla Destra politica, garantendone la vittoria incontrastata, dove può questa trovare forma e concretizzazione? La soluzione viene individuata dall’autore del saggio nella filosofia della Decrescita Felice e nell’ecologia profonda. Gli assunti di fondo di questo pensiero sono:

  • De-mercificazione dei beni che non sono merci;
  • La interconnessione totale fra tutti gli enti, viventi e non viventi: uomini, animali, piante, ecosistema;
  • Riscoperta della spiritualità e della vita in comunità;
  • Etica del dono;
  • Riscoperta dell’arte del saper fare, del lavoro delle mani;
  • Il valore dell’autoproduzione e del tempo libero.

Al di là di ogni valutazione sia sull’analisi, sia sugli approdi cui giunge Pallante, ciò che preme sottolineare è che anche coloro che provengono dalla Sinistra, nel tempo della crisi del mondo della produzione capitalista, si siano cominciati ad interrogare sulla bontà di un pensiero politico, quello della Sinistra politica fondata sul marxismo, il quale risulta ormai sconfitto in tutto il mondo dalle destre. Se, infatti, la Sinistra politica è stata la casa di coloro che, spinti dalla pulsione all’uguaglianza, hanno lottato affinché il sistema industriale di produzione di merci basato sulla crescita facesse stare meglio il maggior numero di persone, oggi, con la vittoria del capitalismo di destra a livello globale, ciò non può più essere vero. Se il pensiero di alcuni intellettuali, transfughi della Destra più intransigente, che da tempo hanno abbandonato la Destra politica, hanno condotto ad una sorta di anarchismo superomistico, inteso come rivolta individuale alla modernità, il pensiero di Pallante, che invece viene dalla sinistra, sembra proteso verso una riscoperta della dimensione comunitaria dell’umano, alla socialità intesa come sistema di rapporti relazionali e non più come comunione dei mezzi di produzione. A livello spirituale, invece, se i ribelli che vengono da destra hanno scelto la via dell’esoterismo magico, della lotta ascetica individuale, o del tradizionalismo religioso, la scelta cui sembra propendere Pallante è quella delle piccole comunità religiose sul modello monastico cenobitico.

Si potrebbe opporre che, in realtà, ecologia, anarchismo e movimento hippy già avessero rotto i ponti con la Sinistra politica. Ciò è solo parzialmente vero. Tali movimenti, caldeggiati e promossi dalle destre e dalle lobby occidentali attraverso un’oculata propaganda, onde addormentare qualsiasi avversa organizzazione politica, sono distanti dalla rottura di livello operata da Pallante e dal suo Movimento della Decrescita Felice. Lì vi era una reazione individuale al modello borghese, lontano da una sincera pulsione all’uguaglianza. Qui, invece, assistiamo al tentativo di dare forma ad una nuova declinazione dell’uguaglianza quale pulsione essenziale dell’essere umano.

La misura in tutte le cose è segno di saggezza. In realtà, l’uomo politico virtuoso non deve ceder né alla pulsione all’uguaglianza né a quella della differenza, ma fare buon governo di entrambe. È questa la vera Cultura della Tradizione. La saggezza da coltivare è quella di saper mantenere in equilibrio la Destra e la Sinistra dell’animo umano, superandole nel Centro, nell’unità oltre ogni dualità. Sia la ribellione di destra che non è più destra, chiusa in alambicchi alchemici e titanici scontri con la modernità, sia la rivolta di sinistra che non è più sinistra, fatta di marmellatine biologiche, non saranno in grado di dare vita ad un vero movimento di opposizione radicale al sistema.