Fuga di capitali e Target 2

Fuga di capitali e Target 2

Target 2 è la piattaforma utilizzata dalle banche dell’Eurozona per tenere traccia e gestire i flussi in entrata e in uscita nei confronti delle altre banche, delle amministrazioni pubbliche, della BCE e delle banche nazionali. In pratica, uno strumento per controllare chi muove il denaro e dove si muove. Attraverso questo sistema transitano settimanalmente quantità di denaro pari al PIL annuale dell’intera Eurozona. E quando una banca accumula troppe “riserve” tramite i pagamenti di altre, tende a prestare questo denaro in eccesso ad altri istituti di credito più in difficoltà.

Si era molto discusso dei saldi target 2 tra il 2011 e il 2012, durante la crisi della fiducia sulla moneta unica, quando questi ultimi mostravano un divario esorbitante e uno spostamento massiccio dalle zone periferiche dell’Europa (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda) verso le zone centrali (Germania, Lussemburgo, Olanda e Finlandia). E l’ampliarsi del divario dei saldi faceva trasparire la situazione critica del sistema dei pagamenti europeo. In pratica, si avevano saldi negativi per i paesi periferici e saldi molto più positivi per le zone centrali europee. Perché? In quegli anni successe che, dopo il blocco del mercato e la conseguente impossibilità di ricevere denaro in prestito dalle banche del nord (tedeschi & co.), gli istituti periferici andarono a prendere liquidità dai propri istituti centrali, aumentando quindi il divario nei saldi target tra le banche dei paesi centrali (che non prestavano liquidità) e le altre dei paesi periferici, incrementando, inoltre, l’esposizione della Banca d’Italia con l’Eurosistema.

Nel 2012, il problema era prevalentemente tecnico e si risolse con l’inizio delle manovre correttive non convenzionali da parte di Mario Draghi; come si vede dal grafico qui sotto, infatti, dal 2012 in poi il saldo target 2 della Germania va a diminuire, il che si può tradurre in un rientro di capitali.

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Nel frattempo, però, è successo qualcosa di poco rassicurante. Nel mese di marzo di quest’anno, il saldo target 2 per l’Italia è stato il peggiore in assoluto, con un bel -263 miliardi, e in contemporanea c’è stato un reverse dei saldi tedeschi, come si può notare dal grafico precedente. Questo può essere spiegato in parte dal fatto che i tassi per prendere denaro a prestito dalla Banca d’Italia sono praticamente a zero e quindi più convenienti rispetto ai tassi interbancari. Ma allora perché la BCE si ostina a tenere così bassi i tassi? Semplice: per mantenere basso il valore dell’Euro e permettere che l’unica componente che tiene viva l’Eurozona aumenti, la domanda estera.

C’è però un fatto che non bisogna assolutamente trascurare: lo spread BTP/Bund negli ultimi 3 mesi sta letteralmente decollando, nonostante gli acquisti massicci da parte della BCE. Questo si traduce in un modo solo: fuga di capitali. E stavolta non si tratta dei tedeschi che stanno vendendo migliaia di miliardi di euro in titoli di stato italiani, ma di veri e propri italiani, famiglie e imprenditori, che mettono al sicuro i loro fondi al di fuori dell’Italia. E l’aumento dello spread, nonostante le fortissime manovre correttive attuate da Draghi, sono la dimostrazione che non siamo davanti ad un problema tecnico, come tra il 2011 e il 2012, ma di una crisi politica, che vede gli italiani fuggire prima che la tempesta dovuta alla crescita esponenziale dei consensi verso partiti euroscettici, e al deterioramento del governo Renzi si scateni imperterrita.