Elezioni comunali, Roma è pronta per il cambiamento!

Forza Nuova Iorio Sindaco-2

Queste elezioni amministrative di Roma arrivano in uno dei periodi più decadenti della città – giudizio che si distacca da ogni comprensibile retorica dell’ottimismo. Dopo decenni di sostanziale abbandono, Roma versa in una condizione di sfacelo. Una città mortificata nella sua bellezza e oppressa dal traffico; una metropoli che immersa nel caos e nell’immondizia. Qui non funziona quasi nulla, qui non è stato avviato alcun progetto di riqualificazione delle periferie, qui non si è ancora lontanamente pensato alla vita quotidiana delle persone, gravemente compromessa dalla condizione di totale degrado in cui giacciono numerosi quartieri capitolini. Qui la Storia, la Cultura, la Civiltà non albergano più. E peggio ancora, la politica che si propone di risollevare Roma dalla decadenza non ha alcuna idea di come far ripartire una macchina che, ormai da decenni, stenta a mettersi in moto. O per lo meno, le idee ci sarebbero, ma sono poche e decisamente confuse. È un’emergenza, quella romana, che riguarda l’Italia intera senza eccezioni, una nazione che è stata avvilita da una classe politica inetta e ignorante. È un’emergenza che racconta di una povertà intellettuale crescente, di una subcultura politica galoppante, di un’inettitudine che spesso soggioga ragione e buon senso, quasi fosse un’ostentazione autolesionista alla mediocrità.

Intanto, mentre un’intera città versa in uno stato di abbandono difficile da spiegare, la vecchia politica continua a fare il suo gioco, mettendo in campo i soliti volti. Gli stessi nomi, visti e rivisti, che, con artificiose argomentazioni e improponibili alleanze, tentano di ergersi ad emblema di rinnovamento. Ne siamo certi: non saranno Marchini, Raggi, Giachetti, Meloni a portare nuova linfa a questa città ferita, agonizzante, indirizzata verso un collasso organico.

Siamo, dunque, alle solite: assistiamo ad una campagna elettorale caratterizzata dai continui proclami di rinnovamento, che spesso si riducono a mere operazioni di facciata, prive di qualsivoglia fondamento. La ricerca del consenso, troppe volte, tocca volutamente obiettivi “sensibili” al fine di intercettare una parte dei consensi. Di parole ne sono state spese in abbondanza. Lo stesso programma elettorale, il quale dovrebbe rappresentare il documento d’identità con cui una forza politica si presenta ai propri elettori e cittadini, ha assunto una valenza decisamente distorta. Negli ultimi decenni, il sistema partitico, dal Pd a Forza Italia, passando per i vari partiti “centristi”,  ha utilizzato quest’ultimo come uno spot pubblicitario; un logoro faldone di promesse, svuotate di ogni significato etico e civile, che ha concesso ad una politica inetta, mafiosa ed autoreferenziale di perseguire i propri interessi, o quelli dei loro finanziatori: gruppi di potere, lobbies, clan criminali, onlus invischiate con il malaffare. L’inequivocabile dimostrazione l’abbiamo avuta in occasione dell’inchiesta di “Mafia Capitale”. L’indagine ci ha raccontato di un patto trasversale, inquietante, in grado di legare, in un sodalizio criminale, imprenditori, amministratori pubblici e politici di destra e sinistra.

Pecunia non olet, dicevano i nostri padri dell’Antica Roma: di fronte alla possibilità di fare soldi – e tanti – nessuno aveva intenzione di rinunciare alla sua fetta di torta, nessuno voleva tirarsi indietro ed abbandonare un business così ben remunerativo.

Ma se “il denaro non ha odore”, la puzza di marcio che aleggia su Roma, sui palazzi di potere, nei vicoli del centro profanati dall’incuria, nelle vie periferiche oltraggiate da degrado e abusivismo edilizio, inizia a soffocare una città martoriata da endemiche criticità alle quali nessuno è riuscito – o ha voluto – porre un freno. Qualche tempo fa, in un mio precedente articolo in cui descrivevo la situazione drammatica in cui versa la Capitale, auspicavo un cambio di rotta sostanziale.

Certo, in una città governata da abietti personaggi e permeata dal malaffare tutto è possibile, tutto è lecito, tranne il cambiamento. In questo periodo, la rassegnazione sembra aver preso il sopravvento; le mistificazioni della politica hanno prodotto visioni distorte, artefatte della realtà. Appare difficile, forse impossibile, invertire un trend grottesco, raccapricciante.

Tuttavia, le elezioni del prossimo 5 giugno possono rappresentare lo spartiacque con il passato. Siamo di fronte ad una vera chance di rinnovamento politico per una città, Roma, che vive uno dei periodi più bui della sua storia millenaria.

La nostra lista, “Patria”, capeggiata dal candidato sindaco Alfredo Iorio, si presenta come alternativa, forse l’unica alternativa concreta,  per tutti coloro i quali non si sentono più rappresentati dall’attuale classe politica, troppo impegnata a contabilizzare in fretta il consenso e ad alimentare i propri affari privati. Quella stessa politica incapace di tenere saldo il timone per la guida della nostra città, perché radice, essa stessa, del dilagante malcostume.

Il nostro programma politico è frutto di un grande lavoro durato mesi. Fonda i suoi principi su elementi cardini quali la Tradizione, la centralità e il rispetto della Famiglia tradizionale, non solo come riconoscimento etico e civile della stessa, ma soprattutto come soggetto attivo all’interno della società, con le proprie potenzialità e risorse. Al centro delle nostre battaglie vi sarà, inoltre, il tema del sociale: dalla riqualificazione delle periferie al sostegno economico per giovani italiani indigenti colpiti dall’attuale congiuntura economica.

Quello che ci proponiamo è, dunque, un impegno che si pone dichiaratamente in continuità con i valori tradizionali che hanno contraddistinto Roma e che sappia, al tempo stesso, improntare una politica di sviluppo e di riqualificazione, umana e sociale, del centro e delle periferie, abbandonate da troppo tempo da una classe politica che sembra essersi accorta solo adesso delle innumerevoli problematiche che si insinuano nel tessuto sociale di interi quadranti metropolitani, i quali difficilmente saranno esplorati da turisti e politici – salvo per elemosinare voti in campagna elettorale -, quest’ultimi, per altro, poco avvezzi a imbrattare le tomaie delle loro calzature pregiate.

Roma non cerca né vuole ulteriori equivoci, giochi di potere, falsi compromessi o pseudo-promesse. Il popolo romano vuole lottare compatto per il futuro della Capitale, in difesa dei nostri costumi e delle nostre tradizioni, per rompere con la politica degli affari e degli interessi personali.

Un vento nuovo inizia soffiare sulla Capitale. Un vento in grado di scuotere le coscienze dal torpore, dalla disillusione e dalla mancanza di prospettive. Noi vogliamo essere protagonisti e artefici del cambiamento, possediamo la volontà e i valori necessari per invertire la rotta di questa città, ormai alla deriva. Costi quel che costi!

Il 5 giugno, a Roma, vota Iorio sindaco!