Prudente non è mai stato, furbo sì, intraprendente senza dubbio!

Prudente non è mai stato, furbo sì, intraprendente senza dubbio!

E’ dall’inizio del suo pontificato che Bergoglio sceglie parole e gesti come un chimico le sue molecole, con l’intento che gli stupidi ancora non intendono e i complici fingono di non saper interpretare.

Eppure, c’è chi, decenni prima del suo arrivo, ne aveva già previsto le “doti”, gli intendimenti e persino gli ispiratori.

Così come per Dio, dal quale ricevono il dono per un attimo o per una vita intera, anche per i profeti le barriere del tempo s’infrangono e s’annullano: passato e futuro, per Grazia e talora per merito, sfumano nell’eterno presente intuito e descritto da San Tommaso…

E’ così che Anna Maria Taigi, tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, poté vedere l’oscenità dei gay pride sfilare a Roma; è così che Pio XII profetizzò non solo la grande apostasia oggi in atto, ma persino la devastante ristrutturazione delle chiese, ormai templi protestanti, nelle quali ”i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta. Come Maria Maddalena in lacrime dinanzi alla tomba vuota si chiederanno: dove Lo hanno portato?”

Era il 1907 quando San Pio X descrisse un fenomeno allora “di nicchia” ed oggi di massa, la Misericordia senza Verità, annunciata nel nuovo millennio dall’argentino, che non è cattolico e forse nemmeno Papa: ”I modernisti predicano una carità senza fede, tenera assai per i miscredenti, che apre a tutti, purtroppo, la via dell’eterna rovina.”

Antonio Socci, con uno studio attento e mai contestato da chi avrebbe il dovere e l’interesse a farlo, mette in dubbio la validità dell’elezione di Bergoglio al soglio pontificio.

Se il giornalista e scrittore cattolico abbia prove sufficienti a dimostrare le sue tesi, non sappiamo e non possiamo dire; certo è che il pontificato del sudamericano Bergoglio sembra non esser guidato da quello Spirito Santo che sempre soccorre laddove l’intelligenza latita e la cultura fa difetto.

E manca, oltre alla Grazia, anche la Prudenza e, per non voler scomodare il Cielo, persino il catechismo.

A saper ben guardare, però, un catechismo nella predicazione bergogliana c’è. Alle sue formule e alle sue verità il Papa obbedisce con la scrupolosità di un soldato che tema la fucilazione per diserzione… e disertore, Bergoglio, certamente non è.

Milita nella chiesa clerical-massonica con la coerenza e la determinazione con la quale Pannella combatteva in quella laica ed ugualmente massonica. Non è un caso che i due si amassero e si stimassero: il Papa che paragona Cristo a Maometto e l’abortista che si dichiarava cristiano; Pannella che confondeva la ancora immacolata sessualità dei bambini con la devianza dei pedofili e Bergoglio che mette assieme l’invito evangelico alla conversione con la jihad delle esecuzioni di massa.

La sua chiesa, che festeggia Lutero e insulta i cattolici, è un tempio New Age nel cui gran bazar Buddha è sul medesimo scaffale di Cristo, il jihadista va a braccetto con la sua vittima cristiana e il musulmano siede sempre alla destra del Santo Padre.

Una fede da seduta spiritica, senza verità assolute, se non quelle che non si dovrebbero avere (“C’è una sola certezza per noi: siamo tutti figli di Dio” sostiene Bergoglio, dimentico di Gv 1, 12-13) fortemente umanista e vagamente spiritualista, tutta ispirata alle parole del primo direttore dell’UNESCO, Julian Huxley: ”Quanto alla Chiesa, essa dovrà essere gradualmente purgata dalle sue dottrine intransigenti e particolari non conserverà che le espressioni basilari della religione, condivisibili con una vasta fraternità religiosa e culturale che dovrà includere tutti i culti e tutte le civiltà.”

E come rapportarsi con questa nuova chiesa degli apostati è presto detto:” «Che ognuno eviti qualsiasi rapporto con coloro che si nascondono dietro la maschera della tolleranza, del rispetto di tutte le religioni, della mania di conciliare le massime del Vangelo con quelle della rivoluzione, Cristo con Belial, la Chiesa con lo Stato senza Dio» (Leone XIII, Enc. “Inimica Vis”, 8 dicembre 1892).

Il virus massonico – nutrito in cento anni di perversioni, viltà e complicità più o meno esplicite – sembra aver risparmiato la Russia, ma in Occidente ha proporzioni elefantiache: impossibile ignorare la sua invasiva presenza, così come sarebbe impossibile non vedere una cancrena deturpante sul viso fresco di una donna giovane e bella.

I muratori, proprio come una cancrena, l’8 Dicembre 2015, giorno dell’Immacolata Concezione, hanno infestato la facciata di san Pietro, proiettando la scimmia (non casualmente la scimmia!) sulla chiesa più importante della cristianità, laddove san Pietro morì facendosi crocifiggere a testa in giù perché indegno di morire come il suo Maestro.

Il cardinale Lienart, massone del 33° grado, confessò sul letto di morte: ”umanamente parlando, la Chiesa è perduta”.

“…ma Dio aveva altri progetti” gli risponde dal passato – qui e ora! – la beata Katharina Emmerick.

Perché Dio ci trovi degni dei Suoi piani, preghiamo come mai avremmo pensato di dover fare: per la conversione del Papa e per le intenzioni della Russia!