Il tunnel del San Gottardo e il paradosso svizzero

Il tunnel del San Gottardo e il paradosso svizzero

La propaganda europeista che promuove l’integrazione sempre più stretta dell’Europa verso l’unità politica non è stata lesinata dalle élite europee neppure in occasione dell’inaugurazione del nuovo tunnel del San Gottardo.

La galleria ferroviaria più lunga al mondo (57,1 km) è stata inaugurata il 1 giugno alla presenza del presidente della Svizzera, Johann Schneider-Amman e collegherà tra loro i due Cantoni del Ticino e dell’Uri. Si tratta di un’opera completamente interna alla Confederazione elvetica. Tuttavia, all’inaugurazione è stato volutamente dato un respiro europeo, mediante la partecipazione di alcune delle più importanti cariche istituzionali degli Stati europei confinanti con la Svizzera, quali la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier italiano Matteo Renzi e il presidente francese François Hollande.

“Oggi si parla di confini e dobbiamo proteggere quelli esterni”, ha sottolineato la Merkel, secondo cui il miglior modo per farlo è “la difesa degli scambi interni e del mercato comune”. Merkel ha anche chiesto di ricordare le nove persone che hanno perso la vita nella costruzione del tunnel e ha definito il Gottardo “un simbolo” perché “il Nord e il Sud si avvicinano”: “L’identità europea è sempre stata la nostra ricchezza culturale e così deve rimanere”.

L’ampollosa retorica dei leader europei presenti all’evento trova la principale ragion d’essere nell’avvicinamento di una data cruciale per il futuro dell’Unione Europea, il voto sulla Brexit del 23 giugno. Hollande si è allora lasciato andare a una sorta di romanticismo, ricordando che vent’anni fa è stato fatto il tunnel sotto la Manica, che collega Francia e Gran Bretagna: “Nessuno pensava fosse possibile, invece è stato realizzato. Siamo stati uniti più che mai e spero che i britannici se ne ricorderanno”.

A spiegare il perché di questo genere di discorsi in presenza di un’opera non direttamente collegata a nessun paese facente parte dell’Europa politica, ci hanno pensato il Cancelliere austriaco, Christian Kern e il primo ministro del Liechtenstein, Adrian Hasler: “Oggi, è in Svizzera che il sogno Europa si realizza”.

Il sogno europeo è ammantato della solita aura modernizzatrice ed efficientista: sarebbe il sogno europeo come fine ultimo di tutta una serie di grandi opere e progetti pubblici che renderanno più facili i collegamenti all’interno del continente europeo. Nello specifico, il tunnel ferroviario del San Gottardo permetterà che nel 2020 si impieghino meno di tre ore per arrivare da Zurigo e Milano.

Il paradosso, però, sta tutto nella conclusione del presidente svizzero. L’opera, costata oltre 11 miliardi di euro, “è stata realizzata dalla Svizzera, ma è per tutta l’Europa”. In cambio dell’opera, la Svizzera, però, dall’entrare nell’Unione Europea se ne guarda bene. Chi sa come mai.

(ANSA.it)