L’omicidio della deputata Labour e le possibili ricadute sulla Brexit

L’omicidio della deputata Labour e le possibili ricadute sulla Brexit

Verso le 14 della giornata di ieri, nella piccola cittadina di Birstall, vicino a Leeds (West Yorkshire), un uomo ha ripetutamente accoltellato e poi sparato a Helen Joanne Cox, deputata laburista, per la quale non c’è stato nulla da fare: la donna è morta in ospedale dopo poche ore.

Il movente dell’autore, così come la dinamica del fatto, resta al momento un punto interrogativo. Il colpevole sarebbe l’inglese Thomas Mair, detto Tommy, 52 anni, di cui il Daily Mirror ha pubblicato una foto in cui appare in tuta mimetica e con un berretto da baseball (nonché con uno sguardo che Lombroso avrebbe indubitabilmente giudicato come idoneo a un folle omicida). Non è sicuro, come riportato da alcuni media nelle ore successive all’omicidio, che Mair abbia gridato “Britain First” prima di compiere il suo folle gesto. In ogni caso, l’omonimo gruppo nazionalista si è affrettato a precisare di non avere alcun legame con l’omicidio e si è totalmente dissociato dal gesto. Secondo l’ANSA, tuttavia, che riporta una tesi dell’Independent online, sussisterebbe invece un legame fra Tommy Mair e un “gruppo suprematista bianco”, “simpatizzante del vecchio apartheid sudafricano”, di nome Springbok Club. Mair risulterebbe citato nel database della rivista online legata a questo gruppo, la Springbok Cyber Newsletter, fin da 10 anni fa.

Sussistono, inoltre, molti interrogativi su come si sia effettivamente svolto il fatto. Alcuni giornali hanno parlato del coinvolgimento della deputata in una lite scoppiata all’interno di un bar vicino alla biblioteca di Birstall. Altri hanno parlato, invece, di un vero e proprio agguato (preceduto o meno dal sopracitato grido), in cui il killer avrebbe aggredito prima a coltellate la donna, per poi spararle tre volte. Il tutto sarebbe durato tra i 15 e i 20 minuti (un periodo di tempo lunghissimo per un fatto di questo genere): la donna si sarebbe difesa e sarebbe intervenuto anche un altro uomo rimasto ferito. Il principale testimone sembra essere tale Hithem Ben Abdallah, che ha sostenuto che l’aggressore fosse in possesso di una strana pistola, forse fatta in casa o forse risalente alla Prima guerra mondiale; insomma, un’arma insolita e non convenzionale.

Tutti questi resoconti pieni di interrogativi non hanno però impedito che questo fatto si riversasse come un’onda sulla campagna referendaria per la Brexit, arrivata al suo culmine in questi giorni. La Cox era una parlamentare del Labour Party nettamente schierata dalla parte del Remain (sebbene anche il suo partito, come i Tories, sia molto diviso sul tema). Non solo: “Jo” Cox aveva anche partecipato pochi giorni prima a una manifestazione sul Tamigi per il No alla Brexit, in diretto contrasto a quella organizzata da Nigel Farage per il Sì. Era anche una difensore dei diritti degli immigrati, nodo centrale degli ultimi giorni di campagna, con i sostenitori della Brexit che hanno agitato lo spauracchio di un possibile ingresso della Turchia nell’Unione Europea come pegno in cambio dell’accoglienza alle migliaia di profughi siriani che altrimenti si riverserebbero in Europa (in realtà, anche se fosse, tra Francia e Inghilterra rimarrebbe comunque in vigore il trattato di Le Touquet, che impone alla Francia di bloccare, come avviene a Calais e a Dunkerque, gli immigrati che vogliano attraversare illegalmente la Manica).

Il profilo pubblico schieratissimo della Cox ha fatto sì che inevitabilmente l’omicidio avesse dirette conseguenze sulla campagna e probabilmente anche forti influenze sull’esito finale del referendum che si terrà il 23 giugno. Entrambe le campagne per l’Exit e per il Remain sono state sospese, ma è facile pensare che questo fatto condizionerà il voto verso un No all’uscita della Gran Bretagna dall’Euro. Nonostante il tradizionale pragmatismo del popolo inglese, sappiamo bene che le narrazioni mediatiche che fioccheranno a decine sulle passioni unitarie della Cox e l’orrore suscitato da un delitto che è verosimile venga attribuito a un estremista di destra favorevole alla Brexit, avranno comunque un notevole peso nel determinare la scelta degli indecisi, visto il margine risicato che la maggior parte dei sondaggi attribuisce tra le due posizioni, con la Brexit mediante avanti con il 53% contro il 47%.

Che le cose potrebbero andare così, è confermato dall’andamento della sterlina.

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Come si vede dal grafico, alla notizia dell’attentato e, poi, della morte della deputata, la sterlina ha arrestato il suo calo e ha iniziato una veloce rivalutazione, sintomo delle speculazioni di molti operatori che, in virtù dell’attentato, ritengono ora più probabile la permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea, rispetto ai rischi di Brexit che nei giorni scorsi avevano fatto precipitare il valore della moneta di Sua Maestà.

Si potranno successivamente fare molte riflessioni sulla straordinaria puntualità di questo omicidio da parte di un fanatico del Brexit di una deputata pro-Remain. Questa volta, pur disprezzando a fondo complottismi, fantasie e ridicole narrazioni basate su Illuminati e Governo Mondiale a tutti i costi, veramente la chiarezza che qualcosa non torna è tale da non poter essere francamente ignorato da nessuno. Sicuramente, qualcuno dirà che il corpo è ancora caldo, che bisogna avere rispetto di un omicidio appena avvenuto e che non è il caso di fare queste speculazioni politiche su un omicidio. Ma troppe volte questa tesi infarcita di bon ton e politicamente corretto è stato uno strumento diabolico di annientamento del dibattito, del dissenso e delle visioni alternative. E’ inaccettabile far passare che lo speculatore sarebbe chi pone dubbi sulla verità mediatica di un omicidio che avviene a un momento culminante di una campagna referendaria fondamentale per le sorti dell’intero continente, invece di chi ha fatto impennare i valori di tutte le borse europee, quasi a festeggiare per un colpo messo a segno, quando ad alzare le borse è stato invece un omicidio.

Non bisogna assolutamente cadere in questa trappola: ai familiari di Jo Cox, al netto delle differenti posizioni politiche, va tutto il nostro cordoglio. Ma ignorare che su questo omicidio ci sono ancora troppe ombre, sarebbe prima di tutto fare un torto a lei, oltre che al destino del popolo inglese e dell’Europa intera alle soglie di una decisione così importante.