Capo della CIA avverte: ISIS potrebbe infiltrare miliziani tra gli immigrati

Capo della CIA avverte: ISIS potrebbe infiltrare miliziani tra gli immigrati

John Brennan, direttore della CIA, riferendo alla commissione intelligence del Senato Usa, è stato chiaro. L’Isis sta arretrando sul campo di battaglia, ma è ancora in grado di far male all’Occidente. Le sue dichiarazioni fanno eco alle recenti esternazioni del primo ministro francese Valls, il quale ha annunciato che la guerra durerà almeno una generazione e che altro sangue verrà sparso in Europa.

Cosa attendersi, effettivamente, nell’immediato futuro, attese le vittorie contro le milizie dello Stato Islamico in Libia, Iraq e Siria?

Secondo Brennan, due sono le strade che stanno intraprendendo i vertici del Califfato. Da una parte, tattica di guerriglia nei territori liberati, dall’altra, attivazione di nuclei capaci colpire duramente in Occidente con attentati mirati. L’importanza, poi, di saper colpire anche con “lupi solitari”, sta nella potenziale reazione emulativa a catena che una simile strategia può generare. Far passare nella testa di potenziali attentatori che non è necessario attrezzare organizzazioni complesse per far male nelle proprie terre di adozione ha i suoi indubbi vantaggi. Inoltre, la espressa libertà di azione di cui godono i fan del Califfato, rende sempre più difficilmente controllabile il fenomeno. Ricordiamo, infatti, che chiunque può uccidere per conto di Isis, senza necessità di autorizzazioni o permessi. Basta che rivendichi l’attentato pubblicamente.

Non si parla, però, solo di lupi solitari. Sempre secondo il direttore della CIA, Isis starebbe addestrando terroristi da infiltrare in Europa. Secondo il rapporto, due sono i metodi possibili. O infiltrandoli tra i “rifugiati”, o facendoli entrare attraverso le vie legali. Considerando che le forze maggiori e più letali dell’Isis sono in questo momento schierate tra il Sinai e la Libia, l’Italia risulta senza dubbio a rischio. Il nostro paese, infatti, potrebbe divenire il crocevia di scambio per il passaggio di potenziali terroristi. Certamente, l’accoglienza indiscriminata, le tendopoli e la disorganizzazione causata dal flusso sovradimensionato aumentano esponenzialmente la soglia rischio di attentati sul nostro territorio. Non sorprende che in una tale situazione aumenti il senso di insicurezza e la rabbia per l’apertura di nuovi centri di accoglienza tra la popolazione.

Secondo, però, quanto dichiarato dal Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ascoltato dal Copasir, non vi sono fattori che indicherebbero un aumento del rischio per l’Italia, e le dichiarazioni del capo della CIA non destano preoccupazione. Meglio così. Di certo, la vigilanza deve restare alta. Devono far riflettere, sul punto, anche le dichiarazioni del portavoce dell’Isis, Ali Adnani, il quale ha invitato a colpire, durante il ramadan, ovunque possibile. Un invito rivolto indistintamente a militanti, seguaci e semplici simpatizzanti. Il Califfato non ha mai nascosto di voler arrivare a Roma. Non sorprenderebbe se, prima o poi, anche da noi qualche “lupo solitario” salvato nel Mediterraneo si riveli un letale omicida. Speriamo solo che non venga “adoperato” dal Governo per vincere sul referendum costituzionale, ma questa è un’altra storia.