I Cinque Stelle conquistano Roma. Prima sconfitta per Renzi

I Cinque Stelle conquistano Roma. Prima sconfitta per Renzi

Virginia Raggi è il nuovo sindaco di Roma. La vittoria dei Cinque Stelle ai ballottaggi nella Capitale, dove la candidata grillina ha prevalso di oltre trenta punti percentuali sul candidato del Partito Democratico, Roberto Giachetti, è stata schiacciante. Senza dubbio, il risultato non sorprende. Il disastro della Giunta Marino, condito da quella vergogna bipartisan che è stato lo scandalo di Mafia Capitale (per non parlare del commissariamento di Ostia e degli altri scandali che hanno condito la cronaca politica recente), hanno lasciato l’amaro in bocca a molti romani. I cittadini, infatti, o non hanno votato o hanno scelto il voto di protesta. Bassissimi i dati dell’affluenza (dato finale 51,18%), il che lascia intendere un diffuso scoramento fra la popolazione.

Le prime parole di Alessandro Di Battista sono state chiare. Lo sguardo sarà rivolto alla “pancia” degli elettori. Legalità, trasparenza, lotta ai poteri forti, rilancio di periferie, cultura e trasporti sostenibili. Ma soprattutto, normalizzazione della vita politica e controllo serrato sul sistema degli appalti. Ed è proprio questo il tasto dolente della Capitale, dove un sistema clientelare diffuso e ampiamente radicato, unito ad un debito di svariati miliardi di euro, renderanno la vita molto difficile alla neo-eletta. Restano, e a ragione, i dubbi sulla leale collaborazione da parte del Governo. Il quale di certo non tenderà la mano ai grillini.

Virginia Raggi parla di vittoria dei romani. La “fatina buona”, come è stata subito ribattezzata, celebra il primo sindaco donna, attribuendo i meriti di ciò alla capacità di visione di Grillo e Casaleggio. Anche lei tiene a ribadire che saranno centrali legalità e trasparenza nelle scelte della politica. L’augurio sincero, ribadito con forza dal neo-sindaco, è quello di un dialogo aperto con le altre forze politiche – obiettivo, a dire il vero, un tantino pretenzioso.

Dalla direzione Pd, invece, ammettono lucidamente la sconfitta. Chiaro è stato Giachetti sul ruolo da tenere verso la Raggi. L’ex radicale promette sin da subito un’opposizione serrata, anche insieme alle minoranze (di destra) se necessario. Quello che sembra non essere, invece, sufficientemente chiara ai Democratici è la genesi della vittoria della grillina. La sua vittoria viene attribuita in larga parte ad un appoggio chiaro e compatto della destra. Una stigmatizzazione che non sembra cogliere totalmente nel giusto, dato che il largo divario tra i contendenti lascia intuire una sconfitta nata soprattutto da una spaccatura totale tra l’elettorato di centro sinistra e il partito del premier Renzi.

La sensazione è che la Raggi non riuscirà a governare la Capitale. Troppi i nodi da risolvere, evidenti la debolezza e l’inesperienza dei grillini. Certamente, se i Cinque Stelle dovessero fallire nella Capitale, si apriranno spazi nuovi per le forze nazional-popolari, come d’altronde ha più volte ribadito lo stesso Grillo. Infatti, tolti loro, è ben difficile che il popolo torni improvvisamente a fidarsi dei partiti moderati tradizionali. Almeno, questo è l’augurio. Di certo, per le stesse forze, si apre una fase importante di vigilanza sulle politiche che verranno attuate, soprattutto sul fronte immigrazione e della difesa sociale. Non si potranno tollerare ulteriori dilazioni nel cominciare a risolvere il grave problema sociale che attanaglia Roma, soprattutto nelle periferie. Certamente, si apre una fase interessante. Sarà la capacità di radicarsi nei territori e di organizzarsi che darà la possibilità di cominciare a far male alle forze pseudo-criminali che mangiano sulle spalle del popolo romano.