La Francia e il problema sicurezza

La Francia e il problema sicurezza

Minacce terroristiche, hooligans e scioperi contro la riforma del lavoro. I motivi per cui la Francia non avrebbe dovuto ospitare gli Europei.

Nel bel mezzo degli Europei di calcio, la Francia è sotto gli occhi del mondo. Soprattutto per ciò che concerne la gestione della sicurezza interna. Dopo aver subito due colpi al cuore, prima il 7 gennaio 2015 alla sede di Charlie Hebdo, poi il 13 novembre, lo stato è di allerta perenne. Non può che essere così. Proprio la seconda ondata di attentati, in concomitanza con l’amichevole contro la Germania, ha mostrato quanto l’occasione degli Europei possa essere ghiotta per i terroristi. Come è noto a tutti, gli Europei di calcio hanno un grande potere. Quello di attrarre e convogliare una grande quantità di tifosi, da tutta Europa, in poche città. Di per sé, un’affluenza così elevata di persone risulta rischiosa. Se poi la situazione interna in Francia è già difficile, dopo l’approvazione del “Jobs act” francese, ci si rende facilmente conto degli innumerevoli grattacapi che il governo francese deve affrontare.   

La grande paura di infiltrazioni estremiste islamiche ha spinto le autorità francesi a un grande dispiegamento di forze. Senza, però, alcuna modifica del programma da seguire. Le tanto discusse fan-zones dotate di maxi-schermi resteranno regolarmente aperte. Non si vogliono dare segnali di preoccupazione o debolezza, neppure minima. Sarebbe una sconfitta, secondo Hollande, disposto a spendere 24 milioni di euro per renderle sicure. Sono state effettuate numerose esercitazioni per prevenire eventuali situazioni drammatiche. Con le informazioni dei servizi segreti, preoccupati per il possibile piazzamento di ordigni in luoghi affollati, si stanno prendendo le contromisure. Lo Stade de France è circondato da una barriera di metallo ed è accessibile da soli quattro punti. I controlli sui tifosi, una volta entrati, sono serrati. Le misure di sicurezza si estendono anche alle applicazioni per smartphone. Il Système d’Alerte e d’Information aux Populations (SAIP), gratuitamente, permette una comunicazione più agevole delle forze di sicurezza con i cittadini in caso di attacchi. In più, si possono controllare fino a 8 aree (dove magari sono presenti parenti e amici) per sapere cosa sta succedendo. Insomma, la situazione sembra sotto controllo sotto ogni punto di vista.

Ma attenzione a credere che sia tutto facilmente gestibile. Le forze di sicurezza, per ora, non sono riuscite a tenere sotto controllo nemmeno il previsto pericolo degli scontri tra le frange estreme del tifo. Nonostante la partita tra Inghilterra e Russia fosse stata segnalata come una tra le partite con maggiori rischi, le contromisure prese non sono state efficaci, in primis la scelta di disputarla a Marsiglia. Il Vieux Port si è ritrovato in mano a hooligans armati di sedie e bottiglie, e gli stessi ultras della città si sono resi partecipi degli scontri. La stessa Marsiglia è stata poi teatro di scontri tra polacchi e ucraini. A Lille sempre i russi, prima del match con la Slovacchia, hanno cercato lo scontro con inglesi e gallesi. La gestione di questi casi da parte della Police National ha gettato qualche ombra, specialmente sulla gestione delle città meridionali. Difficile fermare terroristi ben organizzati, se non si riescono ad arginare dei tifosi.

Oltre alle problematiche create dalla scelta di ospitare gli Europei, bisogna tenere conto di una situazione interna calda. La riforma sul lavoro, approvata a fine maggio, ha provocato scontri accesissimi. La prefettura ha vietato, il 23 giugno a Parigi, l’ennesima manifestazione organizzata dai sindacati, per motivi di ordine pubblico. Dopo gli episodi di scontri con la polizia a Nantes, a Rennes e, soprattutto, a Parigi, il governo non può permettersi ulteriori situazioni spiacevoli. Ma lo sciopero di autotrasportatori, mezzi di trasporto urbano, ferrovie e aeroporti rischia di paralizzare il Paese. Insomma, anche se sotto i riflettori la situazione sembra normale e tutto si svolge regolarmente, in realtà nel sottosuolo la situazione è rovente. La scelta della Francia come paese ospitante degli Europei si è rivelata pericolosa. Più del previsto. Non si dovevano disputare lì. Le forze dell’ordine hanno troppi fronti da tenere sotto controllo. Bisogna sperare che le problematiche secondarie non distolgano l’attenzione dal vero problema. Il pericolo terrorismo è sempre dietro l’angolo, soprattutto in Francia. Di questo bisogna rendersene conto, sperando che ogni cosa vada per il meglio.