Come ti cambio la storia del genocidio armeno

Come ti cambio la storia del genocidio armeno

Con la visita del Papa in Armenia, si è sentito, da parte di alcuni mezzi di disinformazione, che il responsabile del genocidio degli Armeni fosse l’Impero Ottomano. In qualsiasi libro di storia, troverete che il responsabile principale è, invece, il movimento dei Giovani Turchi, con a capo il Kemal Atatürk fondatore dello stato turco come lo conosciamo oggi. Il nome di Atatürk deriva da ata-turck, che significa “padre dei turchi”.

Cioè, i mezzi di disinformazione, con la nota tecnica di Goebbels  “ripeti una bugia mille volte e diventerà  una consolidata verità”, cercano, per non offendere la Turchia, di farci dimenticare che quello Stato ha già dalla sua fondazione un terribile peccato capitale: lo sterminio e la pulizia etnica dei popoli che da millenni vivevano in quella che è l’odierna Turchia.

Vediamo le cifre fornite dallo Stato turco. Nel 1922, la popolazione totale dell’Asia minore era  12.388.551. Quelli che si dichiaravano appartenenti all’etnia greca erano 2.691.530, cioè il 21,72%. Quelli che dichiaravano di appartenere all’etnia turca erano 1.833.197, cioè il 14,80%. Da sottolineare che molti, per avere cariche istituzionali o un trattamento fiscale speciale, preferivano dichiararsi come turchi, anche se appartenevano ad altre etnie. Ad esempio, il nonno di Erdogan si è convertito all’Islam anche se era greco del Pontos.

Gli armeni erano anche loro il 14% , gli ebrei l’8% e ed erano poi presenti altri gruppi etnici.

I numeri, allora, ci dicono che gli armeni erano un gruppo etnico grande quanto quello turco. I greci non erano minoranza, ma il gruppo etnico più grande; cosa normale, visto che i greci vivevano là da sempre. Conosciamo città greche della Lycia, della Pamfilia, come Aspendos, con il teatro greco più grande del mondo e che ebbe come simbolo sulle sue monete la trinakria (legata al mondo minoico). Oppure città greche della Troade cara a Zeus, ma anche città greche della Karia, come Afrodisias, cara a Ottaviano Augusto. Il tutto, per un totale di circa 3500 città.

Quindi, la fondazione dello Stato turco è avvenuta quando una minoranza del 14% che deteneva il potere politico e militare decise di imporsi sulle altre etnie, sterminandole. Anche se oggi le nostre televisioni cercano di convincerci del contrario, è andata così.

Il genocidio degli armeni, cioè del 14% della popolazione totale, così come quello dei greci, cioè del 21%, sono avvenuti con particolare ferocia e crudeltà, con tanto di marce forzate nel deserto senza cibo e senza acqua e con crocifissioni. Non si tratta di nient’altro che quello che continua a ripetere oggi la Turchia contro i ciprioti, i curdi o i cristiani della Siria del nord. Non dimentichiamo che gli istruttori dei combattenti dell’ISIS sono consiglieri militari turchi.

Il risultato è davanti agli occhi di tutti. Il genocidio dei cristiani e delle altre minoranze da parte dei turchi continua anche oggi; per questo la Turchia si ostina a negare la storia. La storia si ripete nei villaggi occupati di Cipro, nelle città curde e nei paesini siriani .

Questa è purtroppo la cruda verità che ci vogliono nascondere i nostri telegiornali per poter giustificare gli sciagurati accordi che i nostri governanti hanno stretto con uno Stato fondato sui genocidi e sulla schiavitù delle minoranze. A questi terribili assassini, ogni anno versiamo dalle nostre tasse 600 milioni di euro, che da quest’anno sono diventati tre miliardi. Ma ovviamente non sono abbastanza. Il grande” filantropo“ Soros ha provveduto ad aumentare la cifra,  versando altri 11 miliardi di dollari.  

Stiamo pagando i nostri assassini. I contribuenti greci e ciprioti, ma anche i figli degli armeni che sono risusciti a emigrare in Europa, stanno pagando con le loro tasse versate a Bruxelles gli assassini dei loro nonni e padri e i violentatori delle loro madri.