In memoria di Bud Spencer e di una vita vissuta controcorrente

In memoria di Bud Spencer e di una vita vissuta controcorrente

Ci abbandona un uomo che ha fatto la storia del cinema italiano. Un personaggio divertente, coraggioso e poliedrico. Dotato, allo stesso tempo, di un grande spessore morale.

Bagno di folla per i funerali di Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, a Roma. La numerosa affluenza ritrae l’amore dalla gente per un personaggio iconico di una generazione, e non solo. Le sue interpretazioni, al fianco di Terence Hill, nel ruolo del gigante buono che picchia i cattivi, hanno strappato e continuano a strappare risate, dai più grandi ai più piccoli.

Una carriera cinematografica che nacque, inizialmente, grazie alla sua prestanza fisica incredibile, che gli concesse l’accesso in piccoli ruoli da comparsa. Ma la sua abilità venne fuori e, nel giro di pochi anni, grazie agli spaghetti western, acquistò fama internazionale. Basti pensare che in tedesco è stato coniato il termine budspenceren, ovvero “picchiare come Bud Spencer”. Ma Carlo Pedersoli non era solo Bud Spencer. Era un artista incredibile, che ha spaziato nei settori più disparati. Un uomo dotato di un dinamismo, di una gioventù interiore che gli permetteva di mettersi sempre in gioco.

La sua carriera iniziò nel mondo dello sport. Nel 1950, entrò nella storia per essere stato il primo italiano a infrangere la barriera del minuto netto nei 100 metri stile libero. Ai giochi del Mediterraneo del 1951, ottenne due medaglie d’argento, sempre nel nuoto. L’anno dopo, prese parte alle Olimpiadi di Helsinki. Nel 1955, partecipò sempre ai giochi del Mediterraneo, questa volta come pallanuotista, vincendo l’oro con la nazionale. Partecipò successivamente alle Olimpiadi di Melbourne e di Roma. Ma non era appassionato solo del nuoto, giocava anche a rugby, nel ruolo di seconda linea.

La sua volontà di apprendere e di fare lo spinse sempre oltre. Arrivò a parlare sei lingue. In più, a testimonianza della sua completezza come artista, si dedicherà al canto. Al di fuori della sua carriera artistica, nella sua vita privata, era comunque di un coraggio inarrestabile. Nel 1975, ottenne il brevetto per pilotare l’elicottero, una passione che coltiverà a lungo. Ed era anche pronto ad avviare attività economiche, seppur rischiose. Fu tra i fondatori della Mistral Air, una piccola compagnia aerea, ma non riuscì a sostenerne il costo e, insieme ai suoi soci, fu costretto a vendere. La compagnia è in mano ora alle Poste Italiane. Inoltre, dedicò il suo impegno anche a servizio della politica, candidandosi nelle Regionali del 2005 nel Lazio con Forza Italia, a sostegno di Storace. Nelle comunali del 2013, appoggerà la candidatura della figlia, Cristiana, tra le file del PdL.

Proprio la sua breve parentesi politica, attira su Pedersoli l’odio della parte avversa, come spesso avviene in questi casi. Basti pensare che più di qualcuno ha esultato sui social network per la dipartita dell’attore. Infatti, oltre ai molti ammiratori, aveva molti nemici. Non poteva essere altrimenti, data la sua natura di uomo chiaro, che poco amava il compromesso. Si è sempre definito di destra e cattolico, e si è pronunciato diverse volte contro l’aborto e a favore dei valori cristiani. Una voce fuori dal coro nel mondo dello spettacolo, orientato storicamente a sinistra. Un mondo che, all’alba di un nuovo millennio, finirà per metterlo da parte definitivamente. Di questo, l’ormai ex Bud Spencer ne era consapevole e se ne lamentava spesso.

Quella di Carlo Pedersoli, quindi, è stata una vita vissuta al massimo. Un uomo mai banale, profondo e un vero lottatore. Come il suo alter ego, Bud Spencer, non aveva paura di niente. Sicuramente, non aveva paura della morte. Ed è giusto, a tal proposito, ricordare le sue parole a riguardo: <<Non temo la morte. Dalla vita non ne esci vivo, disse qualcuno: siamo tutti destinati a morire. Da cattolico, provo curiosità, piuttosto: la curiosità di sbirciare oltre, come il ragazzino che smonta il giocattolo per vedere come funziona. Naturalmente, è una curiosità che non ho alcuna fretta di soddisfare, ma non vivo nell’attesa e nel timore. C’è una mia canzone che racchiude bene la mia filosofia: “Futtetenne”, ovvero fregatene. E ridici su.>>