Terni: buona notte al motu proprio!

Terni: buona notte al motu proprio!

L’Umbria, come si sa, è terra di bellissime chiese, di straordinari paesaggi, di santi e di vescovi… particolari!

A Terni ce n’è uno fatto tutto a modo suo che, poco amico della gerarchia e non sensibilissimo all’obbligo dell’obbedienza, s’è messo in testa un grillo buffo: decidere di suo, far come gli pare, anche volesse dire andar contro la volontà di un Papa, Sua Santità Benedetto XVI.

Costui, motu proprio del 2007, stabilì che se quindici fedeli avessero chiesto la celebrazione stabile della Santa Messa nella forma extra-ordinaria del Rito Romano, la “Messa di sempre”, questa si sarebbe dovuta concedere.

Lo strano prelato, dopo aver fatto attendere i fedeli un annetto buono, interrogato ancora da costoro, ha detto che – tante scuse a tutti, sono mortificato, mi spiace tantissimo! – un sacerdote disponibile che masticasse un po’ di latino, lui proprio non era riuscito a trovarlo.

“Non s’incomodi oltre!” hanno risposto i pazientissimi fedeli con già in mano il coniglio fuor di cilindro,”il prete, anzi i preti ce li abbiamo noi! Preti seri, in talare, vanno anche ad Orvieto, sono disponibili pure a venire a Terni e poca fatica fanno, essendo giovanissimi!”

A quel punto il povero prelato s’è visto scoperto ed ha dovuto sputar fuori il rospo con tutta la verità: lui, preti o non preti disponibili, con talare e meglio senza, la Messa addirittura in latino non poteva proprio concederla, altrimenti all’interno della diocesi si sarebbero “create divisioni”.

I fedeli, temibili perché ancora cattolici, ma in quanto cattolici sicuramente in grado di ragionare diritto, si sono dispiaciuti perché, scartabella dottrina, catechismi, bolle ed encicliche, non hanno trovato scritto, ma neppure sottinteso da nessuna parte che la Santa Messa possa essere un pericolo per la pace di una qualsivoglia comunità cristiana.

I richiedenti Messa, non essendo richiedenti asilo, sono stati invitati – con la consueta paterna sollecitudine che i prelati mostrano ai “tradizionalisti” – ad allontanarsi, o meglio a farsi un viaggetto di cinquanta chilometri per arrivare a Vigne di Narni dalle Suore della FSSPX.

Il prelato aveva già predisposto… lontano dagli occhi, lontano dal cuore…

La nuova Chiesa di Roma accoglie tutti, dai gay impenitenti ai seguaci di Lutero.

 È per i cattolici che ci sono delle difficoltà!