Strage di Dallas, perché la questione razziale è solo una maschera

Strage di Dallas, perché la questione razziale è solo una maschera

Negli Stati Uniti governati dal primo Presidente nero della loro storia, Barack Obama, da due anni a questa parte è riesplosa con la massima forza lo scontro razziale. L’accusa, rivolta dal poderoso movimento di protesta afroamericano Black Lives Matter, è quella di un atteggiamento razzista e violento da parte dei poliziotti bianchi americani nei confronti dei cittadini di colore. Solo negli ultimi due anni, infatti, sarebbero circa 21 i casi di violenza sospetta rimasti sostanzialmente impuniti.

Gli episodi degli ultimi giorni, dove due neri sono stati uccisi dalla polizia in 48 ore e a Dallas un riservista nero dell’esercito americano, reduce dell’Afghanistan, ha, durante una marcia di protesta, aperto il fuoco sulla polizia, provocando la morte di 5 agenti e il ferimento di altri 7, sono probabilmente il culmine di un fenomeno che il Governo Federale non potrà più stigmatizzare. Non sorprende la brutalità degli eventi. Grazie ai social, tutti hanno avuto modo di vedere il poliziotto che apre il fuoco su un arrestato immobilizzato a terra, o seduto in macchina. Quello che sorprende è l’estrema superficialità con cui media e politica stanno affrontando la situazione.

Siamo sicuri che il problema siano il razzismo e la discriminazione, sentimenti ancora forti all’interno della popolazione Usa? O dietro la violenza di questi giorni si annida qualcosa di diverso, ben più difficile da ammettere, da parte di chi pensa di poter governare il mondo quale unico depositario della verità e della giustizia? Proviamo a dare un volto più realistico alla situazione Usa, non troppo diversa dalla crisi che imperversa in tutto l’Occidente, a dire il vero, facendo cadere la maschera dell’intolleranza (mossa che serve ad assolvere i politici illuminati da un popolo ancora arretrato culturalmente).

Gli Stati Uniti nascono nella violenza, nel mito della sopraffazione del prossimo, della guerra perenne e del conflitto sociale ed etnico. Basti pensare a come è avvenuta la colonizzazione del territorio nordamericano, oppure alla storia degli States dalla Guerra di Secessione in poi. Non esiste, nel dna Americano, l’idea di Fondazione, di città terrena come specchio della Civitas Dei, ma solo quella della colonizzazione e dell’insediamento, della città come castrum, come fortino. Non esiste una Roma negli Usa. Nessun senso di sviluppo sociale organico, ma piuttosto creazione di bande, di gang, di imprese commerciali d’assalto.

Nella società più anti-tradizionale della storia, forse peggio di Babilonia, non esiste uno spazio sacro nel quale sia vietato, per i cittadini, entrare in armi. Si gira armati ovunque. Una legge texana di quest’anno ha eliminato il divieto di girare mostrando le armi. Che il cittadino possa entrare in armi in città, luogo della Pax per eccellenza, zona pacificata per definizione, è un’aberrazione. Non esiste un rapporto subordinato con il trascendente. Dio si conquista e si sventola come una bandiera, si invoca per dimostrare la propria Potenza. Non a caso, negli Usa dominano le lobby massoniche più feroci sul globo. Con tali premesse, come si può immaginare che la violenza non sia il pane quotidiano del popolo americano?

La verità è che la tanto sbandierata politica di rinnovamento adombrata da Obama è stata, come prevedibile, un fallimento. Era solo fumo negli occhi di milioni di cittadini che vivono in una giungla sociale dove si sopravvive unicamente grazie ai legami stretti nel ghetto o nel club, non certo grazie ad uno Stato rappresentativo di un Ordine superiore. L’America di Obama non è diversa a quella di Bush o di Clinton prima di lui, questa è la verità. Noi Europei, fa male dirlo, siamo ormai contagiati nel profondo dal male Yankee. Stiamo scivolando in quel Caos, tipico elemento dominante della cultura di oltre Oceano, dissolutore di ogni autentico legame, sia col Cielo che con gli altri componenti dei nostri popoli. La guerra perenne, lo scontro dialettico, sono lontani anni luce dalla Roma della Pax o della Civitas Dei agostiniana che sono alla base della nostra civiltà millenaria. Perdere del tutto quelle radici, porta a Dallas.