Alla fine, i Musei Vaticani sono italiani

Alla fine, i Musei Vaticani sono italiani

Caro Claudio, dopo annose battaglie, Vittorio Sgarbi ha affermato in pubblico ciò che difendo come principio da 12 anni in libri e articoli, molti dei quali usciti proprio sulle pagine della tua rivista… i Vaticani sono un MUSEO ITALIANO. Finalmente, anche nella TV popolare passa questo fondamentale messaggio.

Quando è successo il fortunato episodio? A Ballarò del 5 luglio scorso, per giunta alla sua ultima puntata di sempre: in questa, che è ormai una palese dittatura – e chi non se ne accorge è soltanto perché non lo vuole vedere – tutte le trasmissioni politiche vengono man mano stroncate. Il suddetto programma di Rai3 non gode certo delle mie simpatie, ma è ben triste constatare che l’oppressione di questo potere occulto, che sta spazzando via l’Occidente, non venga minimamente contrastata né dalle piazze – come si faceva sanamente un tempo – né tantomeno dai media nazionali.  

Il grido di Sgarbi, nel rettificare le solite baggianate giornalistiche di chi commenta senza avere una competenza specifica, mi ha risollevato. Come Lei sa, quante volte ho affermato che il primo museo al mondo sono i nostri Vaticani, i quali letteralmente annichiliscono per ricchezza il tanto amato – dalla italica sinistra esterofila – Louvre. «Battaglie» dicevo, giacché spesso sono andato contro le menzogne di tutta la cultura ufficiale italiana e degli addetti ai lavori nel settore del Patrimonio, i quali, nella stragrande maggioranza dei casi, odiano il Paese, altro che proteggerlo! Ecco perché il Premier coattello ha avuto gioco facile nello smantellare le Soprintendenze, le quali erano marce tanto quanto sono ancora oggi le nostre università.

Che altro dire? Continuerò a combattere, rinfrancato dal fatto che, malgrado i disagi professionali, pure un personaggio discutibile sì, ma non stupido, come Sgarbi «grida» insieme a me. Mi schernivano, quando sostenevo le restituzioni delle opere dai musei stranieri, ma poi è stato fatto. Gli stessi che mi odiavano quando rivendicavo non solo il primato mondiale dei Vaticani, ma anche la loro italianitàperò ora Sgarbi mi dà ragione. Sempre i soliti mi ridicolizzano quando affermo che è necessario completare l’opera del Grande Canova e riportare ciò che di nostro è rimasto a Parigi, e non solo nel criminale Louvre, che è il «museo di rapina».

La storia smentisce sempre i corrotti e i servi. Questa è la unica cosa che mi dà serenità, nel mare di ostilità culturale che mi circonda.

(Lettera inviata a Claudio Tedeschi, direttore de Il Borghese)