Il bail-in ci sarà! Lo dice la Corte di Giustizia UE

Il bail-in ci sarà! Lo dice la Corte di Giustizia UE

Saranno creditori, correntisti e obbligazionisti a dover pagare le perdite delle banche e ad accollarsi il loro salvataggio. Non sarà quindi possibile l’intervento con soldi pubblici in prima istanza, come richiesto dal governo Renzi, e come le banche (MPS in primis) speravano. La vittoria del bail-in rispetto al bail-out è stata decisa dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, durante una causa indetta da azionisti junior riguardante grosse perdite derivate da bond emessi dalla Slovenia, dopo la decisione di quest’ultima di ricapitalizzare le sue principali banche.

La decisione della corte UE è, però, inappellabile, inscindibile, valida per tutti, e cita:

“La condivisione degli oneri da parte degli azionisti e dei creditori di obbligazioni subordinate come pre-requisito di una autorizzazione, da parte della Commissione (Ue), per erogare aiuti di Stato a una banca con problemi di capitale non è contraria alla legge Ue”.

Che tradotto in parole semplici significa che, prima di ogni sorta di richiesta di aiuto esterno (bail-out), effettuato con soldi pubblici, a pagare saranno i risparmiatori (bail-in), seguendo le regole dettate dalla BRRD. La BRRD, che sta per Bank Recovery and Resolution Directive, è la nuova normativa europea sulla risoluzione delle crisi bancarie, la quale prevede, in breve, che a pagare il prezzo di una risoluzione siano i privati, in quest’ordine:

-Azionisti

-Obbligazionisti (con in portafoglio obbligazioni subordinate)

-Correntisti con conti superiori ai 100 mila euro

L’unico modo per aggirare il bail-in è sfruttare una deroga, scritta proprio nel testo del regolamento, nel caso in cui il bail-in possa “mettere in pericolo la stabilità finanziaria o provocare risultati sproporzionati”.

Una bruttissima notizia, quindi, per i risparmiatori italiani detentori di obbligazioni subordinate, che, a meno che non venga mostrata la concreta possibilità di un reale pericolo di stabilità finanziaria applicando la BRRD, rischiano con ottime probabilità di fare la brutta fine dei risparmiatori di Banca Etruria. A livello politico, lo schiaffo più pesante è tutto per il premier Matteo Renzi, che vede la sua già vacillante credibilità traballare ancora di più, dato che non gli sarà possibile sfruttare il bail-out per salvare MPS & Co., come aveva “minacciato” ad Angela Merkel qualche settimana fa.

P.s.: Come se non bastasse il report ABI ci informa che a fine maggio le sofferenze bancarie sono cresciute di un ulteriore miliardo rispetto al mese di aprile, passando da 84 a 85 miliardi, e di 1,5 miliardi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.