Discorso semiserio sul fascino indiscreto del golpe militare

Discorso semiserio sul fascino indiscreto del golpe militare

Le righe che seguono sono il frutto delle suggestioni provocate in chi scrive dalle notizie e dalle immagini giunte lo scorso sabato 16 luglio dalla Turchia.

Diciamolo: quale sincero patriota, di questi tempi, non prova un minimo di godimento al solo pensiero di un golpe militare?

Nel caos in cui siamo di fatto abituati a vivere, l’idea che uomini armati, inquadrati e soggetti alla severa disciplina della vita militare impongano l’ordine in una società ormai in via di sfaldamento progressivo – e in larga parte costituita da una massa informe di uomini eticamente ed esteticamente deformi – riempie il cuore di speranza.

L’esigenza naturale di ordine, infatti, precede ogni altra considerazione sulle finalità dell’ipotetico colpo di mano. Prima ancora di domandarsi cosa i militari golpisti vorranno realizzare, l’uomo che aborra l’anti-ordine esulta nel constatare che non tutto è perduto, che esiste ancora la possibilità di una reazione da parte di chi, costitutivamente, incarna tutti i valori invisi all’intrinsecamente perverso democratismo.  

L’azione risoluta e votata all’ordine, compiuta con l’austera precisione della marzialità che la condizione militare impone, ha un fascino che solo bischeri e persone in avanzato stato di decomposizione morale possono disprezzare.

L’atto di forza compiuto dalle Forze Armate, al solo fine di sottrarre la Patria al dominio del caos e di difenderne la legittima sovranità, è un gesto di amore che si concretizza nella volontà di bene per la Patria stessa ed il popolo che ne costituisce l’espressione vivente.   

Per queste ed altre recondite ragioni, proclamiamo senza esitazione l’elogio del golpe militare.

Giuseppe Tritoni

*Già deputato de La Grande Destra (Vogliamo i Colonnelli)