La battaglia del grano: un esempio ancora attuale

La battaglia del grano: un esempio ancora attuale

La grande Rivoluzione del Fascismo si è manifestata con la vittoria della Battaglia del Grano.

L’esempio è attuale ancora oggi, poiché le condizioni socio-politiche sono le stesse: importazioni di prodotti che possiamo produrre da noi, miriadi di braccianti anziché di contadini, terre incolte anziché produttive; oggi, si aggiungono anche OGM e trattati europei (o extra-europei, vedasi TTIP); d’altra parte, la storia si ripete, perché il 40% delle persone non la studia, il 50% studia la storia scritta sui libri di Regime, e al massimo il 10% fa le Rivoluzioni.

Come scrive Antonio Pennacchi (autore non certo simpatizzante del Regime) nel suo libro “Fascio e Martello”, la grande Rivoluzione Fascista è stata l’esproprio delle terre incolte ai latifondisti; è stato un esproprio bolscevico, in un certo senso; sicuramente, è stato rivoluzionario.

Non molti sarebbero stati in grado di vincere una battaglia del genere, poiché era necessaria una Rivoluzione radicale e profonda.

Il tutto parte da un’idea geniale: c’è bisogno di posti di lavoro, per cui non è possibile lasciare le terre incolte e, soprattutto, non è economicamente utile avere dei braccianti al posto di dei contadini. Da qui, inizia la bonifica delle paludi, l’esproprio delle terre incolte ai latifondisti ed una ordinata ed organizzata ridistribuzione delle terre agli italiani, che da braccianti diventano contadini e che, pur di avere un futuro assicurato per i propri figli, si lasciano anche sradicare dalle loro città natie per andare a fare i contadini in altre zone ancora “vergini”, fiduciosi nel loro Capo del Governo.

Da qui, parte una seconda idea geniale: l’Italia importava molti prodotti cerealicoli, rispetto al suo fabbisogno. Per cui, Mussolini si pone una domanda interessante: non è che, per caso, è possibile aumentare la produttività dei terreni? Ed è qui che esplode il genio di Nazareno Strampelli, che coi suoi studi riesce ad innestare diverse tipologie di cereali tra di loro, aumentando la produttività della terra e portando il Fascismo alla (forse) sua più grande vittoria: una casa ed un lavoro per tutti e l’Autarchia alimentare.

Oggi, abbiamo bisogno di esempi come questo. Esempi di coraggio, di genialità, di italianità. Solo così riusciremo a risollevare le sorti del nostro comparto agricolo, bistrattato da tutti i politici, nazionali ed europei, che hanno l’unico obiettivo di affossarlo, proponendo il colpo di coda finale che sarà il TTIP. Tutto ciò, non lo possiamo accettare.