Dbrs minaccia l’Italia: “Vi abbassiamo il rating”

Dbrs minaccia l’Italia: “Vi abbassiamo il rating”

Un’agenzia di rating è una società che assegna un giudizio, appunto un ‘rating’, riguardante la solvibilità e la solidità di società emittenti titoli finanziari. Questi enti si occupano anche di emettere valutazioni sullo stato di salute di uno Stato, in quanto questo può essere visto come una grande società che emette titoli, ovvero i “titoli di stato”.

E’ di venerdì scorso la decisione da parte di Dbrs, la quarta società di rating per importanza dopo le “3 sorelle” (Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch), di rivedere in negativo l’outlook per il nostro paese. L’ente canadese è stato fino ad oggi il più generoso con l’Italia, valutandone la solvibilità con una A. Infatti, attualmente Moody’s ha confermato una valutazione medio-bassa, pari a Baa2, Fitch rimane sul grado BBB+ e, infine, la più dura Standard & Poor’s ci assegna un BBB-.

Nonostante le tre sorelle abbiano assegnato un rating di grado più basso di Dbrs, hanno però confermato una prospettiva futura stabile, e non negativa. L’opposto, invece, sta succedendo con la quarta in classifica, che rivede il suo outlook da stabile a negativo; correzione dovuta, in primis, all’instabilità politica del nostro paese (Renzi non avrebbe quindi tutto sotto controllo, nessuno lo avrebbe detto…); in secondo luogo, ma non meno importante, alla pressione che i mercati stanno mettendo alle nostre banche (ma come, Padoan, non era tutto a posto?); infine, all’incertezza gravante sulle esportazioni.

I mercati non hanno ancora scontato questa decisione, tant’è che venerdì il FTSE MIB segnava positivo, ma l’eventuale downgrade del rating da parte dell’unica società che ancora ci assegna un grado semi-positivo, potrebbe portare a conseguenze non di poco conto. Tra queste, vedremo sicuramente una maggiore severità nella valutazione dei titoli di stato garantiti dalla BCE e una richiesta da parte di quest’ultima di ulteriori e maggiori garanzie. Le banche si ritroverebbero, quindi, a dover fornire queste garanzie alla banca centrale (e con tutti i crediti inesigibili a bilancio sembra molto dura), oppure dovrebbero accontentarsi di minore liquidità, data da un acquisto minore di titoli di stato da parte della BCE. Un’ulteriore minore liquidità vorrebbe dire una diminuzione della già bassissima percentuale di finanziamenti concessi a imprese e famiglie e un rallentamento ulteriore della già inesistente crescita economica.

P.S Il Tesoro ha detto che, siccome la comunicazione è stata fatta fuori calendario, prenderà provvedimenti verso Dbrs. Perché ovviamente i mercati e Mr. Draghi vanno a vedere il calendario, non che i nostri titoli di Stato stanno piano piano diventando immondizia.