Italia a crescita zero, cialtronate a crescita 1000

Italia a crescita zero, cialtronate a crescita 1000

L’Italia è la terza potenza economica dell’area Euro, o almeno questo è quello che ci dicono. Ed effettivamente è vero, lo siamo o, per meglio dire, dovremmo esserlo. Il condizionale è d’obbligo, viste le nuove stime del Fondo Monetario Internazionale (FMI) per il Belpaese, che non vedono un ritorno a livelli pre-crisi prima del prossimo decennio, in assenza di riforme strutturali adeguate. Ad esse si aggiungono le correzioni al ribasso degli outlook annuali di crescita, al di sotto dell’1% per quest’anno e “attorno” all’1% per il 2017. Oltre alle stime del FMI, sono anche stati resi noti i nuovi dati trimestrali del PIL per i paesi dell’Eurozona; nel secondo trimestre 2016, l’Italia è la peggiore di tutta la zona, mentre su base annua siamo terzi dopo la Grecia e l’Estonia.

Insomma, un bel record per il governo Renzi e sopratutto per il Tesoro, il quale afferma che il dato immobile del PIL  “…dipende da fenomeni come la minaccia del terrorismo, la crisi dei migranti e la Brexit…”. Di cialtronate se ne sentono parecchie, ma quella della Brexit è qualcosa di incredibile, e il motivo è semplice: i dati del secondo trimestre vanno da aprile a giugno dell’anno in corso, e il referendum per la Brexit è avvenuto – ricordate un po’ – il 23 Giugno. Ebbene si, quei sette giorni di Giugno hanno contribuito alla crescita 0 del PIL Italiano e di un +0,6%, invece, per la Gran Bretagna. Non trovate sia un po’ troppo paradossale?

Per quanto riguarda la questione migranti, negli ultimi mesi sono arrivate dal governo affermazioni del tipo: “i migranti porteranno un aumento del PIL, perché aumentano la spesa pubblica”. A parte il fatto che si tratterebbe di spesa pubblica inutile, dato che questi qui più che pagarci le pensioni dai loro alberghi non fanno; adesso dal Governo ammettono che anch’essi sono causa della decrescita del nostro paese. Crediamo che per il PD fare pace col cervello sarebbe cosa buona e giusta.

La minaccia del terrorismo, invece, sempre qualche mese fa, non era un problema collegabile all’immigrazione, perché “i terroristi non arrivano con i barconi”. Chissà adesso cosa si inventeranno, dopo il ritrovamento di documenti a Sirte che affermano l’esatto opposto.

Ad ogni modo, quest’ultima era solamente una riflessione personale; il dato di fatto, invece, è che la minaccia terrorismo non è un deterrente al PIL, visto che nel secondo trimestre in Italia i dati sul turismo degli stranieri sono tutti positivi e maggiori rispetto ad altri paesi dell’Eurozona.