Inizio di un percorso: Roma e l’Arte cristiana

Inizio di un percorso: Roma e l’Arte cristiana

Parlare di arte cristiana significa semplicemente parlare di Arte. Nessuna civiltà che la storia ricordi ha mai raggiunto apici stilistici ed estetici come, al contrario, è stata in grado di fare l’arte cristiana. Oggi, però, questo immenso patrimonio culturale e spirituale, di cui il nostro paese può andar fiero di essere ricco, non sembra essere così apprezzato. Da che cosa si può affermare ciò? S

Secondo recenti stime, verificabili sulla rete, la pluribombardata Berlino vanta ben 4 milioni di visitatori annui in più di Roma. 8 milioni sarebbero infatti i turisti della “Caput Mundi”, contro i 12 della capitale tedesca. Precisa esemplificazione di un’era in cui si privilegia piangere sui muri di un disastroso e recente passato, piuttosto che ammirare bellezze appartenenti sì al “ciò che fu”, ma talmente perfette da risultare imperiture allo scorrere dei secoli. Un’epoca alla ricerca del “Brutto”, anziché del “Bello”;  un mondo prostrato, che guarda chino alle macerie di Berlino, schiavo di fiacche e inoperose commemorazioni, incapace di osservare un glorioso ed eterno passato, unica fonte di ispirazione per nuove meraviglie.  

In questa rubrica, autentico elogio alla Roma cristiana, si tenterà di analizzare compiutamente da un punto di vista artistico, storico e spirituale capolavori della Città Eterna, lì allora concepiti e lì ancor oggi conservati.  Questa esplorazione dell’arte cristiana si svilupperà in 6 pubblicazioni, in cui verranno esaminate svariate opere di 4 tra i più importanti artisti italiani. Partendo dalla pittura, con Raffaello e Caravaggio, si giungerà alla scultura con Bernini, attraverso l’anello di congiunzione rappresentato da Michelangelo.