Generazione Internet: ignoranza e fallimento del Progresso

Generazione Internet: ignoranza e fallimento del Progresso

Sono nato nel 1990, anno a cavallo dell’inizio della diffusione dei calcolatori nelle case. Li ho volutamente chiamati “calcolatori”, perché quelli che oggi si chiamano Personal Computer sono nati per risolvere complessi calcoli e, oggi, vengono usati per questo scopo solo da scienziati, da alcuni studenti e, al più, da alcuni scrittori; nessun’altro. Per tutti gli altri, con la tecnologia ed il progresso che avanzano, diminuendo il prezzo di oggetti di consumo, diventati merce grazie al turbo-capitalismo, il computer è, ormai, un oggetto di compagnia. Ma diciamoci la verità: il maggior uso che ne fa il 90% delle persone è per lo più la navigazione online.

Certamente, la rete ha avuto (ed ha ancora) un vantaggio molto importante: chiunque può trovare qualcosa in maniera immediata, che si tratti di informazioni, di luoghi, di eventi o di qualsiasi altra cosa. Lo svantaggio legato a ciò è che nascono, giornalmente, milioni di siti che parlano di tutto e di più, e vi sono altrettanti siti che dicono il contrario. Ed è qui che casca l’asino!

Una recente ricerca di una nota università americana, infatti, ha mostrato che una buona maggioranza degli utenti dei Social Network condividono gli articoli sul loro profilo dopo aver letto solo il titolo e senza nemmeno leggere il testo. Ciò porta, necessariamente, alla perdita dello spirito critico dei “naviganti” della rete. Non si è più capaci di farci un’idea di un fatto o di qualsiasi altra cosa confrontando le fonti, come facevano i nostri genitori a scuola: si leggeva un articolo di giornale, si guardavano le fonti ed i libri citati e si andava approfondendo, creandosi la propria opinione. Oggi, invece, si resta arroccati sulla propria opinione, rafforzandola, condividendo articoli da siti casuali e di cui si è letto solo il titolo, senza confrontare se altri siti riportano la stessa notizia.

Tutto ciò porterà, forse, al progressivo diminuire delle persone che leggono libri e che sviluppano uno spirito critico, aumentando la diffusione dell’ignoranza che già, a causa di queste cose, sta avanzando? Tutto sommato, forse, la cultura generale e lo spirito critico delle generazioni passate, di cui molti hanno frequentato la scuola solamente fino alla quinta elementare, potrebbero esser stati decisamente più sviluppati rispetto a quelli della maggioranza degli odierni studenti universitari, impegnati ad ottenere like alle loro foto su Facebook.