Ce lo chiede l’Europa (che del rischio sismico se ne frega)

Ce lo chiede l’Europa (che del rischio sismico se ne frega)

Ieri, il prof. Alberto Bagnai ha messo in luce, sul suo blog Goofynomics, un aspetto lasciato in disparte dalla maggior parte dei media mainstream relativamente all’ormai a tutti tristemente noto terremoto che ha colpito alcuni paesi del Reatino. Ha mostrato infatti come il presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), Armando Zambrano, abbia rilasciato una dichiarazione dalle implicazioni molto notevoli, per quanto passata sotto silenzio.

“Va detto che abbiamo qualche difficoltà a far capire ai nostri partner europei l’importanza dell’aspetto sismico. Non a caso a Bruxelles si dà più peso al tema del risparmio energetico che non alla messa in sicurezza degli edifici. Ciò accade perché il problema è percepito come marginale, dal momento che riguarda essenzialmente due paesi del sud Europa, noi e la Grecia. Sarebbe importante ottenere dei risultati su questo terreno perché si potrebbero dirottare preziosi fondi europei sulla riduzione del rischio sismico”. (Fonte)

Così, il fondatore di Asimmetrie ha ottenuto un’importante legittimazione a posteriori di una tesi sostenuta già il giorno precedente, a poche ore dalla tragedia avvenuta: l’Unione Europea del rischio sismico se ne frega, in quanto la stragrande maggioranza dei suoi paesi componenti si trova in una condizione di rischio di subire terremoti di entità superiore al sesto grado della scala Richter (come quello avvenuto due giorni fa in centro Italia) nettamente inferiore rispetto a quella presente in Italia e Grecia, come evidenziato dalla mappa sotto riportata.

rischio sismico

Questo non può che indurre a una vasta serie di riflessioni. In un paese dove uno dei più importanti esponenti politici d’opposizione (Giorgia Meloni), coadiuvata persino da alcuni deputati della maggioranza, propone una difficilmente realizzabile idiozia colossale come quella di utilizzare il jackpot del Superenalotto (128 milioni di euro) per aiutare gli sfollati, non si è ancora sentito nessuno evocare il tema dell’Europa sulla questione del rischio sismico e della necessità di adeguare i nostri edifici vecchi e nuovi a una realtà che vede