Riflessioni agostane in tema di sciatteria dilagante

Riflessioni agostane in tema di sciatteria dilagante

I corpi marchiati da assurdi tatuaggi e cosparsi di piercing, l’abbigliamento trasandato e inopportuno, le barbe incolte, il parlare sboccato, l’abitudine di dare indistintamente del “tu” sono alcune delle espressioni estetiche e comportamentali di degrado in cui è facile imbattersi quotidianamente, soprattutto nel corso delle vacanze estive.

Si tratta della manifestazione eloquente di un imbarbarimento progressivo e trasversale – che tocca un po’ tutti i ceti sociali, ciò che resta degli schieramenti politici, le istituzioni civili e militari, e persino la Chiesa (si pensi al vestire sciatto ed al comportamento clownesco di certi preti e di certi vescovi, all’architettura ed agli arredi sacri di alcune chiese moderne) – imbarbarimento inteso come smarrimento della buona educazione, del buon gusto e del decoro.

A questo degrado non si oppongono – trattandosi di ulteriori manifestazioni di cattivo gusto – né il lusso sfrontato e l’ostentata ricchezza di beni materiali (vera o simulata che sia) dei parvenu e nemmeno il fare di certuni che si compiacciono delle bassezze altrui per esaltare se stessi, bensì uno stile di vita sobrio e conforme alle virtù del bonus civis che hanno informato la migliore romanità: virtù riprese ed esaltate nel loro più alto significato dal cattolicesimo.

Un modello di elevazione spirituale ed etica, a cui dovrebbero tendere, ciascuno secondo le proprie possibilità ed il proprio status, tutti gli italiani – almeno quelli che ambiscano ad essere degni dell’onore e della responsabilità che derivano all’Italia dal fatto di essere l’erede più diretta di Roma e della Cristianità – seguendo l’esempio dei maiores, ossia di coloro che ci hanno preceduto e che si sono distinti nell’esercizio delle virtù; coloro che costituiscono quella che potrebbe essere definita come la “aristocrazia perenne della nazione” (i santi, gli eroi, i virtuosi – tali in forza del loro radicamento nella Verità – espressi dalla Patria), la cui funzione è appunto quella di essere e di insegnare ad essere esempio.

Ecco il punto: essere esempio di virtù, non per l’orgoglio di apparire, ma per la volontà di riconoscere il Vero, il Bene, il Bello e di conformarvisi.