Soros, ecco chi tira le fila per sovvertire l’ordine mondiale

Soros, ecco chi tira le fila per sovvertire l’ordine mondiale

Lo scoop è di qualche giorno fa, ma sembra che in Italia se ne siano accorti davvero in pochi. Le cause che ruotano attorno ad un disinteresse così marcato, quasi colpevole, sono molteplici, tuttavia pesa come un macigno la totale noncuranza palesata dai nostri media “tradizionali”. Eppure, si tratta di una di quelle notizie capaci di far tremare i vetri delle oscure stanze dove il potere ordisce trame e disegni in grado di stravolgere la nostra quotidianità e le nostre certezze. Parliamo dei documenti pubblicati dal sito “Dc Leaks”, dei migliaia di file trafugati dai database della Open Society Foundation dell’imprenditore ungherese-americano di origine ebraica George Soros.

All’interno dei documenti in questione c’è un po’ di tutto: dai dossier sulle scorse elezioni Europee del 2014, ai report su consultazioni elettorali e dibattiti politici interni ai singoli Stati, passando per centinaia di fascicoli inerenti a finanziamenti elargiti alle organizzazioni non governative di tutto il mondo.
Nella homepage del sito (http://soros.dcleaks.com), DcLeaks ha deciso di pubblicare un post con il quale sono state chiarite le ragioni dell’attacco informatico e della diffusione dei file.

George Soros” – scrivono gli hacker – “è un magnate ungherese-americano, investitore, filantropo, attivista politico e autore, di origine ebraica. Guida più di 50 fondazioni sia globali che regionali. È considerato l’architetto di ogni rivoluzione e colpo di Stato di tutto il mondo negli ultimi 25 anni. A causa sua e dei suoi burattini, gli Stati Uniti sono considerati come una sanguisuga e non un faro di libertà e democrazia. I suoi servi hanno succhiato sangue a milioni e milioni di persone solo per farlo arricchire sempre di più. Soros è un oligarca che sponsorizza il partito Democratico, Hilary Clinton, e centinaia di uomini politici di tutto il mondo. Questo sito è stato progettato per permettere a chiunque di visionare dall’interno l’Open Society Foundation di George Soros e le organizzazioni correlate. Vi presentiamo i piani di lavoro, le strategie, le priorità e le altre attività di Soros. Questi documenti fanno luce su uno dei network più influenti che opera in tutto il mondo”.

Fin qui nulla di nuovo, penserete. Già molte volte sono state trattate le innumerevoli ed oscure tematiche che, nel corso dei decenni, hanno visto come protagonista il magnate George Soros, dai suoi occulti affari alle speculazioni finanziarie che hanno portato sul lastrico le economie di intere nazioni. Tuttavia, ci è sembrato doveroso analizzare più nel dettaglio una notizia di così ampio interesse, lasciata colpevolmente nel dimenticatoio e, quindi, ignorata da quel grande pubblico da sempre fidelizzato ed uniformato nel “pensiero unico” dell’informazione main-stream.

I dossier in questione dipingono un quadro inquietante che, a prima vista, denota l’immagine di un uomo, Soros, completamente estraneo, anzi ostile, a concetti fondamentali quali sovranità nazionale o “democrazia”; veemente sostenitore del fenomeno immigratorio (nelle intestazioni dei file compare spessissimo la parola “immigrazione”), inteso come subdolo strumento finalizzato a manipolare le scene politiche, economiche e sociali in tutto il mondo.

Tra le centinaia di e-mail, ampio spazio viene dedicato a quei movimenti politici, soprattutto europei, considerati avversi ai suoi “progetti” e in grado di ribaltare i piani economici orditi dall’uomo d’affari americano. Tra tutti, spicca il nome dell’eurodeputato Nigel Farage, uno tra i più attivi promotori del referendum sulla c.d. Brexit. Secondo il magnate statunitense, gli unici in grado di osteggiare il grande “disegno economico” sarebbero quei partiti, etichettati come ”populisti”, capaci di far riaffiorare il perduto sentimento “nazionalista” e “patriottico”. Non poteva certamente mancare, poi, una sezione dedicata al leader russo Vladimir Putin, “colpevole “di aver fatto risorgere proprio quel sentimento che, inesorabilmente, stava scemando, dopo la caduta del Muro di Berlino, con l’impietosa omologazione ai modelli consumistici occidentali.

Decine e decine di file documenterebbero come Soros abbia interferito sulla scena politica europea, negli anni della “crisi” compresi tra il 2009 e il 2014, finanziando organi di stampa e varie organizzazione non governative particolarmente attive nella promozione dei “valori” europei, nella propaganda pro-UE e nel campo dei c.d. “diritti umani”.

E ancora: stando ai report, Soros, nel 2012, avrebbe cercato di accelerare l’iter per una nuova procedura d’infrazione nei confronti dello Stato italiano.
Un mosaico intricato, quello plasmato dall’uomo d’affari americano, capace di prender forma grazie alle numerose pedine disseminate sullo scacchiere delle istituzioni europee: sono oltre 200 i membri dell’attuale Parlamento Europeo, sodali alla Open Society, significativamente impegnati – sembrerebbe – in un’assidua attività di “pressione” politica. Tra gli italiani figurano la quasi totalità degli europarlamentari del PD. Presente nella lista, anche Barbara Spinella dell’Altra Europa con Tsipras. Ma non solo in Europa: il miliardario statunitense compare come uno tra i maggiori ed influenti finanziatori della candidata Democratica alla Casa bianca, Hilary Clinton, per la quale ha tracciato numerose linee guida in politica estera durante la sua carica a Segretario di Stato, nel periodo della seconda amministrazione Obama.

Tra le tematiche maggiormente dibattute vi sono, come dicevamo, quelle legate al fenomeno dell’immigrazione. Tra le centinaia di e-mail, emerge la mano di George Soros dietro buona parte delle sigle “Open Borders” attive oggi in Europa (le ricorderete, in tempi recenti, attive in occasione degli scontri tra immigrati e polizia nella città di Ventimiglia). In uno dei documenti in questione si legge che, vista la saturazione di Europa e Stati Uniti schiacciati dal peso di un massiccio fenomeno immigratorio e considerata la nascita e il rafforzamento di svariati movimenti ostili all’immigrazione, “è necessario escogitare forme alternative per forzare l’apertura delle frontiere“. A tal proposito, viene trattata la questione delle vittime nel Mediterraneo, quasi ad intendere che il sentimento di “pietà” che questi eventi suscitano nelle popolazioni sia un ottimo strumento tramite il quale favorire nuovi ingressi. È presente, inoltre, un piano triennale (2016-2019) che traccia le future strategie sull’immigrazione in Europa.

Un paio di sorprese: In Italia si scopre che Soros è un generoso finanziatore di un consistente numero Onlus e associazioni tra le quali compare l’Arcigay e l’Associazione 21 luglio, attiva nella promozione dei diritti delle popolazioni Rom e Sinti.
Potremmo sintetizzare il senso di queste considerazioni osservando un inesorabile stravolgimento dell’Ordine, tramite il quale l’interesse di gruppi privati viene anteposto a quello collettivo, con i centri del potere decisionale non più rintracciabili nei parlamenti nazionali, ma racchiusi nelle mani di una piccola élite “oligarchica”, di cui Soros è uno tra i maggiori rappresentanti, impegnata ed unita nella volontà di creare una rete finalizzata a tutelare i loro interessi e a congiungere le istituzioni finanziarie. Questa è una realtà incontrovertibile.

Tutto ciò racchiude la figura di George Soros: “maestro” di destabilizzazione, “eversione”, cospirazione, con buona parte della sinistra mondialista al suo servizio. Capace di smuovere organizzazioni come Black Lives Matter in Usa, No Borders in Europa, innumerevoli ONG criminali sparse in ogni anfratto del globo, e di favorire le primavere arabe ed il golpe in Ucraina. Certo, fa “sorridere” pensare che svariate associazioni immigrazioniste e LGBT nostrane, le quali da anni si ergono ad “unici” paladini e difensori dei diritti di poveri ed emarginati, siano in realtà finanziati cospicuamente da un uomo che sulla povertà e le sofferenze di interi popoli è riuscito a costruire un impero economico che pochi altri possono vantare nel mondo.
L’ipocrisia così come la spietatezza, a volte, non conoscono limite.