Suggestioni cinematografiche

Suggestioni cinematografiche

Vi è una scena del celeberrimo e spassoso film, “Il marchese del Grillo” – pellicola del 1981 diretta da Mario Monicelli e interpretata da uno straordinario Alberto Sordi, nella parte del marchese Onofrio del Grillo, burlone esponente della nobiltà pontificia, e, fra gli altri, dall’ottimo Paolo Stoppa nella parte del Sommo Pontefice Pio VII – che colpisce in maniera particolare per il pathos che la caratterizza.

Ci riferiamo all’irruzione nel Palazzo Apostolico da parte dei soldati francesi, venuti a dichiarare al Papa le condizioni della sua resa, così come dettate da Napoleone Bonaparte.

L’immagine che si presenta alla vista dell’ufficiale bonapartista – appena entrato nel salone del Trono, nel quale attorno al Papa è riunita un’esigua parte della corte pontificia – è indimenticabile, così come lo sono le parole pronunciate da Pio VII (al secolo Barnaba Niccolò Maria Luigi Chiaramonti, 1742 – 1823) in risposta alle condizioni dettate dal Bonaparte al Romano Pontefice: “Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo!”.   

Ecco il dialogo:

Ufficiale francese: “Santità, ho un compito molto sgradevole e penoso.
Ma avendo io giurato fedeltà e obbedienza al mio Imperatore, non posso esimermi di eseguire i suoi ordini.
Di conseguenza, in nome di Napoleone, io Vi devo intimare di rinunciare alla sovranità di Roma e degli stati della Chiesa!

Pio VII: “Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo!

Una scena piena di dignità. La dignità della Chiesa di Cristo, di cui Pio VII è perfettamente consapevole e dinnanzi alla quale anche lo spavaldo ufficiale francese – evidentemente pregno delle “novità” ideologiche scaturite dalla Rivoluzione del 1789 – tentenna.

Come contrasta la scena qui descritta con l’atteggiamento che, nei confronti del potere mondano e anti-cristiano, mette in mostra l’attuale gerarchia cattolica, la cui unica preoccupazione è quella di non dispiacere troppo al mondo che vive come se Dio non esistesse.

Alla ferma risposta “non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo!” di Pio VII, i pontefici del nuovo corso vaticanosecondista avrebbero certamente preferito la logica del dialogo ad oltranza e fine a se stesso.

Oggi, lo scambio di battute tra l’ufficiale napoleonico, rappresentante della prepotente modernità, ed il Sommo Pontefice – ipotizzando Eugenio Scalfari nella parte del soldato francese – lo si potrebbe immaginare così: “Santità, la Chiesa dovrebbe rinunciare a proclamare la regalità sociale di Gesù Cristo e a pretendere di essere la depositaria unica ed esclusiva della Verità; e dovrebbe pure smettere di affermare che extra Ecclesiam nulla salus”.

Quale sarebbe la risposta del Papa aderente al cosiddetto “spirito del Concilio” (Vaticano II) a tale invito? Non c’è bisogno di immaginarla, la si può trovare un po’ ovunque. Dalle dichiarazioni rilasciate dal Card. Ratzinger a Vittorio Messori (1): “Il problema degli anni Sessanta era quello di acquisire i migliori valori espressi da due secoli di cultura liberale. Si tratta infatti di valori che, anche se nati al di fuori della Chiesa, possono trovare il loro posto – epurati e corretti – nella visione del mondo di questa. Ed è quel che è stato fatto”; alle più recenti di papa Bergoglio, rilasciate proprio ad Eugenio Scalfari: “Non avrò molto tempo per portare a termine il lavoro cui debbo attendere, che è la realizzazione degli obiettivi prescritti dal Vaticano II e in particolare quello dell’incontro della Chiesa con la modernità” (2).

Concludiamo questo breve articolo, scaturito dalle suggestioni provocate dal divertente film diretto da Mario Monicelli, proponendo l’istruttivo dialogo tra Onofrio del Grillo e l’anziana madre – la severa ed austera marchesa, interpretata da Elena Daskowa Valenzano – che precede la partenza del marchese alla volta di Parigi.  

Marchese del Grillo: “Mamma il Medioevo è finito. La Chiesa, il Papato e tutti noi siamo finiti. E sò proprio ‘sti Francesi che tu disprezzi che hanno portato una ventata d’aria nuova dappertutto.”

Marchesa: “Noi non abbiamo bisogno d’aria nuova, caro Onofrio, e le finestre de ‘sto palazzo resteranno chiuse finché er Papa non sarà tornato.

Marchese del Grillo: “E allora passerai il resto della tua vita al buio, mamma, perché ricordati che il futuro è nelle mani dei Francesi e in quelle di Napoleone che li guida.

Marchesa: “No. Il nostro futuro è nelle mani del Signore, e quel Napoleone che guida i Francesi, come dici tu, finirà presto o tardi col culo per terra, e ricordati tu invece che, morto un Papa, se ne fa SEMPRE un altro!

Note

  1. Mensile “Jesus”, novembre 1984, p. 72.
  2. Sito “Repubblica.it” del 25 ottobre 2015