La polizia britannica apre alle donne-poliziotto in burqa integrale

La polizia britannica apre alle donne-poliziotto in burqa integrale

Chi sorveglierà le guardie?”, si chiedeva già il poeta romano Giovenale. E anche al giorno d’oggi, in effetti, la domanda è del tutto lecita, soprattutto se si è cittadini inglesi e, a breve, si dovrà affidare la propria sicurezza a poliziotte islamiche armate, abbigliate con burqa integrale.

Non è una barzelletta, ma l’ultima proposta della Polizia delle West Midlands, in Inghilterra, che – in un recente comunicato – ha affermato di voler portare al più presto al 30% la quota di agenti appartenenti a minoranze etniche, in primis musulmani.

In aggiunta, evidentemente preoccupata dal fatto che le aspiranti “reclute” si possano trovare a disagio con le divise comuni, la Polizia inglese si è affrettata a precisare che alle donne-poliziotto che ne facciano richiesta sarà permesso di svolgere le proprie funzioni indossando il burqa integrale, al posto dello hijab, altro tradizionale indumento islamico meno “invasivo”.

Insomma, avete capito benissimo: in Inghilterra, nel prossimo futuro, le forze di polizia saranno composte anche da islamici armati e in burqa integrale.

La scelta, oltre che follemente inopportuna alla luce dell’attuale situazione europea di emergenza terrorismo, appare frutto di una palese schizofrenia degli signori di Oltremanica, che da una parte – in un raro attimo di lucidità – intendono rafforzare i controlli alle frontiere istituendo apposite barriere, e dall’altra – in linea con le politiche buoniste e ingenue tanto care agli attuali Governi – accettano di affidare la propria sicurezza al loro stesso nemico e di dotarlo, per sovrapprezzo, di armi pagate dallo Stato.

Ci si chiede, dunque, quale tranquillità e protezione potrà essere garantita ai cittadini britannici – e a chiunque soggiorni nel Paese – da un corpo di polizia composto in tale maniera, ossia da integraliste islamiche che celano il proprio aspetto e dimostrano, con la loro stessa condotta, la mancanza di qualsiasi volontà di integrazione.

Per fare un paragone, è come se le strade di Riyad fossero pattugliate da suore carmelitane armate di mitra. Un fatto un po’ strano, quantomeno. Eppure, anche questo accade nell’Europa di oggi, che ha perduto completamente il senno.

Del resto, “Se non puoi batterli, unisciti a loro”, dice il proverbio. Ed è proprio la soluzione che gli Inglesi sembrano aver scelto. Gli stessi Inglesi che, ricordiamolo, solo alcuni mesi fa hanno scelto un sindaco musulmano per la loro capitale.

Andando indietro nel tempo, un paragone ricorre alla mente, ed è un paragone amaro, da tempi ultimi e di declino. I Romani, alla fine del loro Impero, avevano accettato – giocoforza – di arruolare sempre più numerosi contingenti di barbari fra i loro soldati, finendo per smarrire qualsiasi identità di stirpe e, da ultimo, venendo sommersi e soggiogati da coloro che essi stessi avevano armato.

Il pretoriano unno sul Campidoglio del IV secolo è la poliziotta araba che, da domani, stazionerà davanti a Buckingham Palace.