Madre Teresa

Madre Teresa

Si parla molto in questi giorni di Madre Teresa di Calcutta e non pochi hanno ritenuto necessario sottolineare le ombre di una vita dedicata all’annientamento di sé per servire, in Cristo, i poveri del mondo.

Seppur non trascurabili mi siano parsi certi rilievi, sempre ho davanti le parole bellissime ed indimenticabili che, sunto della bontà del Padre, per ben due volte il Manzoni mette sulle labbra di Lucia: “Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia!”.

La protagonista de “I promessi sposi” si rivolgeva all’Innominato, al gran peccatore, ma valgono, quelle parole di speranza, anche per le nostre vite di gente comune, e persino per i santi i quali, pur precedendoci sulla strada delle virtù, peccano, in quanto uomini, sette volte al giorno! 

E’ per questa nostra natura, segnata dalla caduta dei progenitori, che non è stato certo impossibile pescare nella vita di Madre Teresa lo scandalo del peccato, concretizzatosi nel suo cedimento dottrinale sui punti concernenti l’assoluta necessità del battesimo e la non uguale dignità di tutte le fedi religiose.

Ma se la frase manzoniana vale per l’Innominato, così malvagio da meditare perfino il suicidio nella disperazione della sua lontananza da Dio, come non potrebbero valere per colei che, pur coi mezzi infinitamente poveri della sua umanità, ha voluto, non in un singolo atto, ma con l’impegno di una vita intera, imitare la Madonna, la Madre di Misericordia?

Come non potrebbe valere per lei, che imponeva alle sue monache di pregare tre ore prima di ogni giornata di lavoro (e che lavoro!), perché “senza Cristo non possiamo fare niente”? Come non potrebbe valere per lei che, immersa nei dolori del mondo, dichiarava che più di tutto l’addolorava la Comunione in mano? 

Quell’ineguaglianza delle religioni, sulla quale pare essere inciampata la santa dei poveri, è però palese proprio nel servizio agli ultimi che è stato la costante della sua esistenza.

Madre Teresa è cristiana e altro non avrebbe potuto essere! I missionari sono solo cristiani!

 Non ci sono mai state e mai ci saranno opere missionarie tra gli islamici, per i quali è uomo solo il correligionario, e gli altri sono infedeli da sottomettere o da uccidere.

Non ci sono missionari tra gli indù, convinti che l’aiuto al sofferente, lungi dall’essere un atto di bontà, è una cattiveria, un bastone messo tra le ruote di colui che, vita dopo vita, attraverso il dolore, percorre la via del perfezionamento di sé.

 C’è voluta Madre Teresa per soccorrere il neonato lasciato nell’immondizia di Calcutta!

L’indù non si piega su quel dolore, credendolo, oltre che meritato, benefico per l’anima di chi lo soffre.

Mancano i missionari, per il medesimo motivo, tra i buddhisti, che credono di reincarnarsi fino a potersi finalmente tuffare nel mare del Nulla.

Mancano tra gli ebrei, “popolo eletto”, che descrive il resto dell’umanità con epiteti irriferibili. Donare tempo e denaro per lo sterco del mondo? Per cani e puttane? Per bestie ignobili? Per fetide carogne (Talmud)? Ovviamente, no.

Mancano anche tra gli animisti, la cui preghiera non sa andare oltre il bene della tribù.

Il cristianesimo, che nasce cattolico, cioè universale, e che solo cattolico può essere, è l’unica religione al mondo che ha potuto “produrre” migliaia di Madre Teresa.

Le altre si sono fermate, nel migliore dei casi, ad amare umanamente… ma umanamente il lebbroso maleodorante, il povero che vive nelle discariche, la prostituta della favela, il malato sporco sono inavvicinabili!

“Io non farei quel che fa lei nemmeno per un milione di dollari”, confessava il giornalista.

E Madre Teresa: “Neanch’io!”.

 Lo faceva, infatti, per Cristo…