La polmonite: l’ennesimo ostacolo tra la Clinton e la Casa Bianca

La polmonite: l’ennesimo ostacolo tra la Clinton e la Casa Bianca

Le condizioni di salute della candidata democratica stanno diventando centrali nella corsa alla presidenza degli Stati Uniti.

La campagna elettorale negli Stati Uniti è accesissima. Hillary Clinton e Donald Trump sono perennemente sotto i riflettori e finiscono bersagli dei più svariati attacchi, in qualsiasi ambito. Mai come a questa tornata elettorale poi, si è prestata così tanta attenzione alle condizioni di salute dei candidati. Sicuramente perché sono tra i più anziani di sempre a contendersi la Casa Bianca, ma, in particolare, a preoccupare sono le condizioni di salute della leader democratica.

La caduta di Hillary ha dato il segnale d’allarme. La polmonite della Clinton sembra farla vacillare anche dal punto di vista elettorale. Il vantaggio che aveva nei confronti di Trump, che già stava diminuendo, è sempre più sottile. Non è troppo amata, neppure nell’ambiente democratico, per la sua posizione di “donna delle lobby”. Ora la debolezza fisica viene data in pasto all’opinione pubblica americana, tanto che il presentatore Jimmy Fallon, nel suo Late Show, all’arrivo in studio della candidata, ha indossato una mascherina.

Un modo di fare ironia di pessimo gusto, indicativo del modo di far politica in America. Invece di concentrarsi sul programma elettorale e sulle azioni politiche compiute in passato, ci si concentra sugli strafalcioni e sulle caricature. Trump, il neonazista, contro la Clinton, debole fisicamente e poco empatica. Un modo semplicistico di analizzare politicamente due candidati. Inevitabilmente, la maschera più simpatica ha il favore mediatico. E’un modo sicuramente vuoto per trattare di politica, tutto statunitense, a cui l’Italia, tra l’altro, si sta ovviamente adattando.

Addirittura, la Clinton si troverebbe al centro di una teoria del complotto, secondo cui sarebbe stata sostituita da una sosia. La teoria vuole che le condizioni di salute della candidata sarebbero molto più gravi di quelle che sembrano. Tutto nasce dopo le cerimonie in ricordo dell’11 settembre di quest’anno a Ground Zero, che l’ex First Lady ha disertato dopo un’ora. La Clinton, uscita dalla vettura che l’ha portata via dalla commemorazione da Ground Zero, è apparsa sospettosamente magra, ringiovanita e con qualche piccola differenza, tanto da far nascere l’hashtag #HillarysBodyDouble, per far capire ulteriormente quanto questo punto stia acquisendo un’importanza cruciale.

La tendenza a concentrarsi sul candidato più che sul partito, quindi, mette al centro della campagna elettorale le qualità personali e ogni aspetto della vita privata. E questa, appunto, ha maggior peso rispetto al partito e agli obiettivi che persegue. Una specie di culto della personalità e di ciò che la persona rappresenta, più che di ciò che voglia fare. Mai come quest’anno, poi, dove un personaggio forte e antisistema (piaccia o no) come Trump e la Clinton, rappresentante perfetto dei valori occidentali (piacciano o no), la sfida è totalmente personale. Nulla resta al di fuori della lente d’ingrandimento in cui sono immersi, soprattutto gli aspetti intimi e personali di cui la macchina mediatica si nutre e che poi da in pasto all’opinione pubblica. E sono questi a spostare l’ago della bilancia dell’elettorato.

(Foto Adnkronos)