La tregua in Siria è già finita

La tregua in Siria è già finita

La guerra civile siriana, che si è delineata sin dall’inizio come un conflitto di interesse mondiale, aveva raggiunto una tregua parziale di una settimana, da rinnovarsi ogni 48 ore. L’accordo era stato raggiunto tra Mosca e Washington, ormai veri protagonisti dello scenario mediorientale, per permettere agli aiuti umanitari delle Nazioni Unite di raggiungere la popolazione di Aleppo e delle altre città in situazione di estrema emergenza.

Le agenzie di stampa riportavano che Russia e Stati Uniti stavano cercando di mantenere la tregua, nonostante il cessate il fuoco fosse stato ripetutamente violato.

L’altra sera, però, la tregua è stata violata, e il grande lavoro diplomatico svolto dalla Russia non è servito a molto, dal momento che l’aviazione statunitense ha bombardato “erroneamente” militari dell’esercito regolare siriano nei pressi di Deir ez-Zor, uccidendone a decine. La situazione è grottesca ed assurda allo stesso tempo, ormai i ruoli sono stati esplicitamente svelati. La guerra in Siria è una guerra per procura, intrapresa dall’America nei confronti del legittimo governo di Assad. I ribelli “moderati” sono un prodotto made in Usa, addestrati ed armati con il solo scopo di rovesciare l’attuale presidente.

Gli Stati Uniti supportano i terroristi islamici di Daesh. È palese e chiaro agli occhi di tutto il mondo, e per raggiungere il loro obiettivo stanno continuando ad alimentare una guerra che ha già provocato centinaia di migliaia di morti e milioni di profughi. Hanno così contribuito alla distruzione di un intero paese.

Non è di certo la prima volta che gli yankee operano in questo modo, ma allora a cosa servono le Nazioni Unite ed enti vari, se questi possono continuare a farlo? Ovviamente, il mondo occidentale ha acconsentito senza troppe remore, e solo l’intromissione di Russia ed Iran ha ostacolato quello che sarebbe stato un finale già visto.

Quale futuro poi? Lasciare un paese in preda a gruppi di milizie islamiche o ad uno solo, forte, che riesca a prendere il potere? Abbiamo già assistito a situazioni del genere ed alle disastrose conseguenze, ad esempio in Libia. Quel che è certo, è che non si può immaginare un futuro prossimo senza Assad alla guida della nazione siriana.

(Foto Polisblog)