Due secoli di libertà (sessuale): da Crowley e Huxley al femminismo

Due secoli di libertà (sessuale): da Crowley e Huxley al femminismo

Uno dei punti focali nella storia del moderno concetto di “libertà” è indubitabilmente la Rivoluzione Francese,  la quale, di fatto, va a porre come unico comandamento delle successive democrazie la parola “libertà”. Tuttavia, l’assoluta soggettività del concetto di libertà illuministico – per il quale non è affatto specificato cosa si intenda con “libertà” o in cosa e da chi si possa (o si debba) essere liberi – ha portato a una progressiva distorsione del significato di questo valore.

La prima ed immediata degenerazione che è derivata da questo processo è evidente per quanto attiene alla libertà sessuale. Non è un caso se Aleister Crowley, considerato il padre del satanismo moderno e iniziato presso la Golden Dawn (società para-massonica di stampo magico), ha affermato: “Fa tutto ciò che vuoi sarà la Legge”. Qui si evidenzia l’essenza profonda del concetto di “libertà”, una libertà caotica e non disciplinata, che tende a portare necessariamente all’anarchia, qualora tutti decidano di fare ciò che vogliono (e lo considerino il loro unico Comandamento). Crowley è considerato il padre del satanismo moderno sia per le sue teorie para-religiose, sia per l’impiego di rituali magico-sessuali e di sacrifici (pare anche umani e di bambini). Non è certamente un caso, quindi, se lo stesso Crowley, dopo essere stato espulso dall’Italia, dichiarò: “Finché esisteranno regimi come quello fascista, il satanismo non potrà mai attecchire”.

Con la caduta dei regimi di stampo nazionalista, ripresero piede, in Europa, le democrazie, che continuarono il loro operato incentrato su questo malinteso concetto di libertà. Se dal punto di vista mediatico si può considerare Orwell come il teorico della moderna democrazia (che potremmo definire “oligarchica”), non si può certo trascurare Aldous Huxley che, peraltro, è stato docente di Orwell. Infatti, ne Il mondo nuovo Huxley scrive: “Più un Governo è corrotto, più la libertà sessuale aumenta”. Niente di più vero, se ci guardiamo intorno.

Piano piano, il concetto di “libertà” si associa sempre più alla parola “sesso” e prendono campo vari movimenti, dalle femministe del movimento sessantottino, fino ad arrivare ai giorni nostri con le Femen, ritrovandoci, in realtà, svariati movimenti e svariate associazioni che hanno come unico loro cavallo di battaglia la libertà sessuale spacciata per libertà personale (ma pur sempre “libertà”).

Ma c’è di più, e c’è di peggio. Oggi esiste anche la libertà nel web, che viene considerata la massima libertà possibile. Sul web, si pubblica, si scrive, si “trolleggia” e ci se ne infischia della conseguenze (“ma come, non siamo liberi nemmeno sul web?” dicono molti utenti. “Ma come, non eravate già liberi?” verrebbe da rispondere). E’ qui che si consumano le tragedie lette sui giornali nelle ultime settimane. Ma, mentre molti “intellettuali” main-stream danno la colpa di certi accadimenti ad una società maschilista e sessista (termine che, ancora, non capisco cosa significhi), la verità è che sono secoli che molti ricercano la massima libertà sessuale (anche in pubblico, e raggiunta grazie al web), salvo, poi, fare i moralisti nei confronti di chi fonda la sua morale sulla sfrenatezza della libertà sessuale. Ergo, si ha il diritto di essere completamente liberi, ma con parsimonia e, comunque, si è liberi se lo dicono gli intellettuali main-stream.

Insomma, credo che tutto ciò che accade sia sintomo di trasformazioni più o meno lente, ma, fino ad oggi, concatenate tra loro. Le possibili soluzioni? Beh, Putin ha oscurato alcuni siti pornografici: ognuno trova le sue soluzioni, se vuole.