Finto sacerdote, vero pistolero

Finto sacerdote, vero pistolero

Scrivere di Enzo Bianchi significa, per me, resistere alla tentazione di svolgere l’argomento così come il personaggio meriterebbe, e cioè in due righe da osteria. Ricordandomi però d’essere astemia e di non aver mai frequentato le osterie, mi accingo a qualche più argomentata riflessione.

 Il signor Bianchi è un bizzarro e privato cittadino che gioca a fare il monaco, e tanto ha preso gusto per quel divertimento da essersi creato un suo giocattolo personale, la Comunità di Bose, dalla quale escono così gigantesche castronerie in materia di fede e di cattolicesimo che, in un mondo appena decente, non avrebbero spazio neppure sul Vernacoliere.

Mascherato da abate, di candor vestito davanti al Papa, nominato sacerdote dai giornali, non ha mai professato i voti religiosi.

Eppure colui che, in una Chiesa normale, una Chiesa “alla Padre Pio”, per intenderci, non avrebbe neanche potuto spazzare la sagrestia, è stato nominato dal timoniere della barca di Pietro consultore del pontificio consiglio per l’unità dei cristiani; lui, che Padre Pio avrebbe cacciato a pedate dal confessionale, scrive su giornali importanti, parla (o peggio… pontifica!) nelle parrocchie, disquisisce in trasmissioni radiofoniche seguitissime, viaggia per conto del Vaticano.

Novello Lutero, il finto padre Bianchi, non ha alcuna intenzione di riformare, ma coltiva il proposito di costruire ex novo.

Quel che non gli fa difetto è la chiarezza d’intenti: chi lo ama, chi lo appoggia, i vescovi che lo invitano a parlare nelle loro diocesi, il Papa, non possono non aver apprezzato le “qualità” dell’uomo.

Bianchi, infatti, è tutto fuorché sibillino e le comunità alternative che sogna di notte e pianifica di giorno hanno al centro dei loro pensieri e del loro agire non Cristo, ma il “piano Kalergi”, cioè la devozione allo Straniero, al Diverso e una indomabile passione per i flussi migratori!

La nuova Chiesa “enziana” è una onlus che, lungi dall’”alimentare valori”, deve limitarsi ad offrire servizi ai poveri, ai ragazzi, agli emarginati, quei servizi nei quali lo Stato è carente! 

Depotenziato il Salvatore, abolita l’infallibilità papale, ridotti a barzelletta il Peccato Originale e la ribellione degli angeli, la fede diventa un dono di Dio, il quale decide a chi darlo e a chi negarlo senza che la volontà dell’uomo possa in alcun modo intervenire.

La coscienza del singolo “imperat” su qualsiasi altra autorità, la Comunione eucaristica deve essere concessa a tutti i battezzati, luterani, calvinisti o cattolici che siano, l’assoluzione dei peccati è collettiva, esattamente come gli esami universitari del post-Sessantotto, «l’Islam è una religione di pace e mitezza con una mistica di forza pari a quella cristiana» – come dimostrano mille anni di guerre espansionistiche e centinaia di migliaia di martiri – la Madonna è una donnetta il cui stile di vita  ha fatto il suo tempo ed è oggi improponibile. La Signora è relegata a “ruota del carro”… e di grazia che l’ineffabile non aggiunga “ultima”!

 Il priore di Bose, oltre ad essere molto stimato dall’argentino di bianco vestito, lo è anche dal di lui amico, il giornalista ateo/teologo, Eugenio Scalfari: “Se i cattolici fossero come Enzo Bianchi, io sarei molto rassicurato”… Li chiamavano Trinità!

L’obiettivo è la distruzione della Chiesa Cattolica. Attenzione, perché tutti e tre hanno una gran mira!