Il lato pratico della coerenza

Il lato pratico della coerenza

E’ ormai abitudine consolidata, e sempre irritante, lamentarsi che movimenti considerati “piccoli”, come Forza Nuova, decidano di presentarsi alle elezioni da soli o in coalizioni con altre sigle di dimensioni eguali o inferiori (per lo più liste civiche). I motivi sono sempre gli stessi: scarse possibilità di successo elettorale, poca visibilità, ridotte capacità di accrescere la militanza; ciò spinge i profani della politica a optare per partiti che hanno maggiori probabilità di far eleggere i propri rappresentanti, anche se essi non corrispondono, a livello programmatico e/o ideologico, al loro pensiero.

Questo atteggiamento solo apparentemente può sembrare sensato: infatti, non necessariamente “il nemico del mio nemico è mio amico”. Abbiamo sentito infinite volte chi spingeva non per una coalizione di movimenti nazionalisti e popolari, ma per un calderone di partiti “anti-comunisti” in cui infilare ideologie tra loro diverse, quando non contrastanti; ciò, come detto, con l’unica funzione di “mandare a casa i comunisti”, quasi che questo fosse l’unico e solo obiettivo finale.

Chiediamo a questo punto di far lavorare la mente e di immaginarsi un ipotetico scenario in cui questa soluzione sia attuata, per semplicità supponendo di presentare una lista che contenga Forza Nuova, Lega Nord, Fratelli d’Italia ed altre sigle che sovente vengono accostate all’”idea”. Supponiamo ora che tale lista ottenga una percentuale sufficiente ad eleggere i propri candidati e che nel gruppo eletto vi siano gli esponenti di tutti i partiti (anche se ciò è già di per sé difficilmente realizzabile).

In questa situazione, siamo davvero convinti che i vari partiti del centro-destra appoggerebbero i parlamentari di Forza Nuova nella battaglia per l’attuazione degli 8 punti, o anche solo di alcuni di essi? E ancora ci chiediamo, quante volte i vari leader del centro-destra che si sono avvicendati negli anni hanno chiesto la formazione delle corporazioni del lavoro, la messa fuori legge delle logge massoniche (ricettacoli di politici e imprenditori corrotti, che aggirano la legge talvolta flirtando con la mafia), l’abolizione dell’aborto, il ripristino del Concordato del 1929, l’abolizione delle leggi Mancino e Scelba, il rilancio concreto dell’agricoltura o le politiche di sostegno alla famiglia per la crescita demografica e lo sviluppo sociale?

Sempre nell’ipotesi che questa coalizione sia possibile, è impensabile costruire un’alleanza solo sul contrasto all’immigrazione, che è un punto importante di Forza Nuova di triste attualità quotidiana, ma non certo l’unico, se non in alcune farneticanti narrazioni giornalistiche), o al più sul contrasto alla creazione di nuove tipologie di “famiglia”. E per paradosso, spulciando un po’ i programmi di tutti i partiti minori, è possibile trovare persino alcuni punti in comune con movimenti considerati “nemici”, seppur la filosofia di fondo che porta alla loro formulazione sia molto diversa e segua percorsi intellettuali inconciliabili.

Una federazione di partiti, retta al più da uno o due temi comuni, potrebbe alla fine non solo risultare inutile per la realizzazione completa del programma di Forza Nuova, ma addirittura la potrebbe ostacolare, dovendo essa fare i conti con gli inevitabili contrasti, a livello programmatico, creati dagli “alleati”.

Alla luce di quanto abbiamo constatato, vale davvero la pena rinunciare alla propria identità politica e al programma, in virtù soltanto di un presunto successo elettorale o della realizzazione di uno o due obiettivi a discapito degli altri? E una volta realizzati tali obiettivi, come facciamo ad essere sicuri che i partiti maggiori non scarichino Forza Nuova. prendendosi il merito di aver bloccato i flussi migratori o di aver salvato la famiglia?

Chiaramente, non è possibile dare una risposta definitiva a questa domanda, e si sa che le situazioni cambiano molto velocemente e che ciò che sembrava impossibile pochi anni fa è oggi diventato realtà. Tuttavia, questa riflessione serve a dare una risposta a tutti coloro che giudicano le recenti scelte di Forza Nuova con faciloneria e approssimazione.

Concludiamo con un pensiero. Pur avendo, al momento, percentuali piccole, Forza Nuova sta realizzando molto di più di quel che fanno i partiti con i consensi a due cifre: basti pensare alle attività di Solidarietà Nazionale, del Dipartimento Disabilità, della Lega della Terra, dell’Ass. Evita Peròn, ma anche alle passeggiate per la sicurezza e alla sistemazione volontaria di zone degradate. Tutto ciò forse servirà a far capire a certi “federalisti anticomunisti” che comunque Forza Nuova, pur non avendo ancora posizioni di rilievo nelle istituzioni, è l’unico movimento politico presente su tutto il territorio nazionale che realizza il lato pratico della coerenza.