Mi ha partorito papà e mamma ci ha messo il semino!

Mi ha partorito papà e mamma ci ha messo il semino!

Ieri, sfinita da un fastidioso malessere, ho passato l’intera giornata sul divano ed ho acceso la televisione.

L’ho fatto di proposito perché, pur essendo piuttosto attenta a non farmi del male, era da molto che sentivo parlare di un’intensa attività di propaganda contro Dio e natura che aveva raggiunto, sui canali SKY, picchi ossessivi ed ossessionanti.

La programmazione alla quale mi sono imposta di assistere è stata, effettivamente, un compendio puntuale della follia gender/atea dei nostri tristissimi tempi.

Ho iniziato la discesa agli inferi nel primo pomeriggio, quando un elegante signore omosessuale ed una bella donna di mezza età hanno dato lunghe lezioni di moda ad un giovane transgender biondo/a.

Lacrimucce e shopping per la nuova Eva dalla voce profonda, finalmente donna al 100% perché ben vestita. Basta poco, evidentemente.

Qualche ora per riprendermi ed ecco, in serata, un bel documentario dell’orrore.

Una commentatrice entusiasta descrive in lungo e in largo, l’avventura di una coppia di travestiti sudamericani che, mantenuti i genitali con i quali il Padreterno li ha creati, hanno un figlio, ma colei che lo ha partorito pretende di essere il padre (e come tale sarà indicato/a ufficialmente) ed il padre biologico, mise da donna e ampie tette al silicone, vuole essere la madre.

“Che coraggio, che meravigliosa famiglia!”, esclama con cadenza fissa la bella voce femminile che racconta il caso.

E poi, non bastasse, parlano loro, la madre/padre e il padre/madre che all’uscita dell’ospedale si indignano perché qualcuno col cervello ancora nella scatola cranica, ha consegnato loro le carte nelle quali ha descritto la partoriente come madre del piccolo e chi l’ha messa incinta come padre! Che cose strane accadono sui documenti ecuadoriani!

Non sia mai detto e soprattutto scritto, hanno replicato i due: “Io sono il padre!” ha sottolineato la tipa con pizzetto, vagina e taglio cesareo, e “io non esco di qui se su questo foglio non sarà scritto che sono la madre!”, ha insistito la donna con pene e testicoli così ben funzionanti da aver dato la vita ad un bel maschietto, il quale, ci informano i due, appena possibile dovrà sapere che ha una madre con genitali maschili attivi e funzionanti ed un  padre con utero e  vagina, altrettanto attivi e funzionanti!

A questo punto la voce narrante si entusiasma e un po’, onestamente, mi entusiasmo anche io, perché ancora una volta, ma ora in maniera inequivocabile, sono i protagonisti della gendermania a darci la prova che si tratta di un grave disordine mentale.

Se chi ha portato in grembo un bimbo per nove mesi e poi l’ha partorito sente di essere un padre, è chiaro che versa in una situazione ben più preoccupante del proverbiale vecchietto che crede d’essere Napoleone. Con una differenza fondamentale: il finto Napoleone non ha una lobby alle spalle che imponga di considerarlo davvero Napoleone, la partoriente che sostiene di essere diventata padre, invece sì!

Ormai allo stremo, ricevo il colpo del KO con la famiglia poliamorosa, due “lei” bisessuali che convivono con un uomo.

Non vi dico l’entusiasmo della solita commentatrice! Non vi dico il mio quando li propongono tutti e tre nel lettone!

La faccenda, debbo dire, non mi è parsa nuova.

Tempo fa, mi pare la si chiamasse ammucchiata… oggi “splendida, innovativa, originalissima famiglia allargata” (testuale).

Anche presso i poliamorosi, ciò che vince è la bugia. Come i travestiti ecuadoriani che semplicemente affermano il falso, così i poliamorosi.

Nato il bambino da una delle due, l’altra va in ospedale e si presenta al piccolino come la mamma: in quella famiglia i bambini, quattro, hanno tutti due madri ed un padre.

Mi sento quasi sollevata: tra i poliamorosi va meglio che tra i travestiti.

Lì la bugia è totale, qui una parte di verità la si dice: il padre è davvero il compagno delle due… forse!

(Foto Notizie ProVita)