Terremoto e trivellazioni: alcune considerazioni ragionate

Terremoto e trivellazioni: alcune considerazioni ragionate

Prima di addentrarci nel merito di questioni così delicate, come la possibile correlazione tra un eccessivo uso di trivellazioni e lo scatenamento di forti terremoti – a pochi giorni dal nuovo terremoto che ha scosso il centro Italia, causando gravi danni ma, per fortuna, nessuna vittima – è bene fare alcune premesse:

  1. Lo scrivente non è un geologo, bensì uno studente di Ingegneria
  2. Alcune delle questioni di cui tratteremo sono state discusse in aula durante il corso di Fisica 1 (tenuto da un docente considerato uno dei maggiori fisici teorici viventi): per quanto in rete si trovino versioni “complottistiche” di questo argomento, è importante distinguere ciò che è oggetto di studio universitario da ciò che è frutto di fantasia. 
  3. I terremoti sono causati, presumibilmente, dai movimenti delle cosiddette “placche tettoniche”, in base alla teoria della tettonica delle placche.

Prima di tutto, è necessario introdurre alcuni concetti basilari della Fisica. 

Il momento d’inerzia (di massa)

Quando un corpo è in rotazione attorno ad un asse (come la Terra), il momento d’inerzia (di massa) è una rappresentazione di come la massa (del corpo) sia distribuita attorno all’asse di rotazione. Di fatto, è un indice di quanto sia difficile mettere in rotazione il corpo in questione: più il momento d’inerzia è elevato, più è difficile far ruotare il corpo (a parità di altre condizioni).

Facciamo un esempio: si considerino le giostre per bimbi, quelle che hanno i seggiolini. Se provate a far ruotare la giostra, ci riuscirete senza troppa fatica. Se vostro figlio si siede su un seggiolino, dovrete fare più fatica di prima. Ancor di più, se tutti i seggiolini saranno occupati dagli amici di vostro figlio.

Le differenze con la Terra

Rispetto al caso precedente (quello della giostra), la Terra presenta due enormi differenze:

  1. Il suo momento d’inerzia non è costante. Per comprendere ciò, basta rendersi conto che la giostra è d’acciaio e l’acciaio non si muove rispetto a sé stesso (ovvero, non si dilata né si restringe in maniera considerevole). La Terra, invece, è fatta di acqua, e di terra (poi ci sono le zone d’entroterra laviche, ecc) e, come abbiamo detto, la terra si muove (teoria tettonica), gli oceani si muovono e, quindi, la distanza di ogni “pezzo di terra” o di ogni “zona d’acqua” non è fissa rispetto all’asse di rotazione. Infine, dobbiamo considerare che ad ogni terremoto vi è un riassestamento della terra (e del sottosuolo), e quindi nelle zone che subiscono un terremoto (o uno tsunami) la massa della terra si distribuisce attorno all’asse di rotazione in maniera diversa rispetto a com’era disposta prima dell’evento.
  2. L’asse di rotazione terrestre non è fisso. Mentre la giostra ruota attorno ad un asse che è fissato a terra e non può cambiare durante il moto della giostra, lo stesso non può dirsi della Terra. Essa, infatti, ruota nello spazio ed il suo asse di rotazione potrebbe mutare. Infatti, ad esempio, dopo lo tsunami di Fukushima, l’asse terrestre è risultato inclinato di un certo angolo rispetto alla condizione precedente lo tsunami.

Come può cambiare l’asse di rotazione e cosa succede se cambia

L’asse di rotazione di un corpo cambia in base a come si distribuisce la massa attorno all’asse di rotazione durante il moto. Per avere un’idea migliore di questo concetto, si può anche effettuare un piccolo esperimento: si prenda una bottiglia di acqua (meglio se di plastica) vuota almeno per metà e la si lanci in aria, cercando di farla ruotare. Si vedrà che, a causa del movimento dell’acqua, la bottiglia tenderà a cambiare asse di rotazione nel moto (e anche che cambierà la velocità di rotazione attorno a sé stessa.

In alternativa, si prenda un oggetto a forma di parallelepipedo, per esempio un libro (meglio se con la copertina rigida). Si lanci il libro in aria cercando di farlo ruotare attorno al suo lato più lungo, poi attorno a quello più corto, poi a quello di media lunghezza. Si noterà che, nei primi due casi, le rotazioni sono “stabili”, mentre nell’ultimo caso (quando l’asse di rotazione è il lato di media lunghezza), le rotazioni sono “instabili”. In gergo tecnico, si dice che, nei primi due casi, il corpo – il libro, nel nostro caso – ruota attorno ad assi principali d’inerzia, mentre nell’ultimo caso ruota attorno ad un asse non principale d’inerzia).

La Terra e le trivellazioni

Detto tutto ciò, credo sia plausibile ipotizzare che, trivellando la Terra, ovvero togliendo massa dall’entroterra – che sia petrolio o gas, per esempio – la Terra possa anche reagire con piccoli terremoti per compensare questo scompenso, i quali potrebbero, a loro volta, generarne altri. E, infatti, molti studiosi si stanno interrogando su ciò, specie in zone abbastanza “fragili” come può essere l’Italia.

Sicuramente, inoltre, togliendo massa dall’entroterra, si va a modificare il momento d’inerzia della Terra. Questo è abbastanza ovvio: si va togliendo massa da una zona in cui prima c’era qualcosa, e quindi la distribuzione della massa di quella zona attorno all’asse di rotazione terrestre è diversa.

Rotazioni instabili e terremoti

Questa è una veloce e approssimativa spiegazione scientifica delle correlazioni esistenti tra eventi sismici e azione umana di trivellazione del suolo. Ovviamente, questo NON significa in alcun modo che, come scritto da qualcuno, il terremoto in centro Italia sia stato causato dalle trivellazioni, o cose simili che, purtroppo, spesso su internet si diffondono senza controllo e con scarsissime basi scientifiche. Tuttavia, bisogna prendere atto che, a livello universitario, esistono studi che ipotizzano una possibile correlazione (concetto ovviamente diverso dalla causazione diretta) tra i due fattori. 

Ovviamente, nel caso fosse dimostrata una correlazione maggiormente diretta di quella di cui attualmente possiamo essere sicuri, si presenterebbe anche un improbabile ma suggestivo scenario apocalittico. Se, infatti, anche a causa delle trivellazioni (ma soprattutto, a causa dei terremoti e degli tsunami), l’asse di rotazione terrestre mutasse e diventasse quello delle “rotazioni instabili”, è evidente cosa succederebbe: l’alternanza delle stagioni non sarebbe più la stessa. Di più: l’alternanza giorno e notte non sarebbe più la stessa. La velocità di rotazione della Terra attorno a sé stessa (ma anche attorno al Sole) potrebbe cambiare. Si creerebbero, cioè, enormi scompensi sulla Natura e sulla vita del Pianeta.

Si tratta, verosimilmente, di nulla più di una suggestione da film hollywoodiano. Ma è comunque un bene che la comunità scientifica stia iniziando a studiare meglio l’eventuale correlazione tra terremoti e trivellazioni, e sarebbe bene – ma forse è una vana speranza – che si cerchi, a prescindere da tutto questo, di rispettare di più la Natura. La sua forza, tragica e terribile fino a creare il concetto di sublime nel Romanticismo, non tollera troppe invasività che alterino il suo, già a volte precario, equilibrio. 

(Foto Vincenzo Livieri-La Presse)