Chi pagherà ciò che ha subito la giornalista stuprata a Calais?

Chi pagherà ciò che ha subito la giornalista stuprata a Calais?

Lo stupro della donna e il silenzio assordante da parte dei giornali. Tra colpe del governo e ingiustificati ritardi.

Un’interprete di 38 anni di origini afghane, martedì 18 ottobre, è stata violentata nel campo profughi conosciuto come “la Giungla di Calais”, in Francia. Lo rende noto la procura di Boulogne-sur-Mer, che ha avviato le ricerche, convinta di trovare i colpevoli tra i migranti presenti negli accampamenti. Questi infatti, secondo le ricostruzioni, sarebbero tre uomini provenienti dall’Afghanistan. La dinamica sarebbe stata la seguente. Mentre l’interprete aiutava un giornalista free-lance di France 5 a girare un servizio sulle condizioni dei minori nella Giungla, i due sono stati avvicinati da questi tre profughi, armati di coltello. Dopo l’iniziale richiesta di visionare quanto era stato filmato, la situazione è degenerata e uno dei tre uomini ha costretto la donna ad avere un rapporto sessuale. L’identità dei tre aggressori è ancora sconosciuta. (Aggiornamento: nella giornata di ieri, a Rungis, nei pressi di Parigi, sono stati arrestati proprio tre afghani tra i 30 e i 35 anni, sospettati di essere responsabili di quanto accaduto).

Questa vicenda è stata la goccia definitiva che ha fatto traboccare il vaso, e ne è conseguita la chiusura degli accampamenti. Il tribunale di Lille ha rigettato il ricorso presentato da undici associazioni umanitarie, preoccupate per le condizioni dei 7 mila migranti presenti, che rischiavano di “venire cacciati troppo precipitosamente”, secondo il loro rapporto. Il 24 ottobre è quindi iniziato lo sgombero. Duemila degli abitanti della Giungla sarebbero già stati trasferiti e tutto starebbe procedendo con un’apparente calma, cosa che ha reso Francois Hollande molto soddisfatto. Il Presidente della Repubblica sa bene quanti grattacapi gli arrivino da destra e da sinistra a causa di questa spinosa situazione. E sa anche che l’episodio dello stupro è l’ennesima macchia che ricade sul suo governo, non certo famoso per la prontezza d’intervento in queste situazioni.

Sembra quindi che sia necessaria sempre una tragedia per poter smuovere le acque, in Francia così come in Italia. Quell’enorme campo profughi era in piedi da tempo, come “misura temporanea” per i migranti che volevano raggiungere l’Inghilterra. Ovviamente, come spesso accade quando si parla di immigrazione di massa, le situazioni temporanee tendono terribilmente a diventare alquanto stabili e durature. Così, il lassismo governativo ha cambiato per sempre la vita di una ragazza, ma anche quella dei minori su cui la donna stava facendo il reportage. Venivano denunciate, infatti, proprio le violenze sessuali che questi subivano nella “Giungla”.

E’ evidente che continuare sulla rotta dell’accoglienza a tutti i costi sul suolo europeo di centinaia di migliaia di clandestini, celando i grandi interessi economici dietro un lacrimevole umanitarismo, sta mettendo in pericolo tutti. Il degrado che viene creato è insopportabile, e le sue prime vittime sono proprio gli stessi immigrati (cosa che sfugge alla quasi totalità della sinistra), ma, inevitabilmente, va a ricadere poi anche sui cittadini europei. Il fenomeno, nonostante alcune tiepide tesi contrarie recentemente smentite dagli ultimi dati disponibili, è sempre in crescita  e con numeri spropositati.

Un’ultima riflessione va fatta sul solito silenzio dei media su questi episodi. Un silenzio che li rende complici. Non è che le notizie vengano proprio taciute, è peggio. Queste vicende escono sui media mainstream, ma finiscono sempre relegate in un angolo. Nessuna analisi a tutto tondo, nessun focus. La notizia viene annunciata di sfuggita, poi basta. Come se alcune tragedie valessero più o meno di altre. E il metro di giudizio di una tragedia dipende da quanto sia funzionale la storia ai fini del quadro politico o del gruppo di interesse a cui è legato il giornale. Concentrare l’attenzione su alcuni temi e distoglierla da altri è il primo step per formare nelle menti delle persone un “pensiero unico”. Ed è fondamentale informarsi il più possibile ed esercitarsi a leggere le notizie con occhio critico. Altrimenti, come uno spettatore a uno spettacolo di magia, si finirà per vedere solo quello che ti vogliono far vedere.

(Foto Lifegate)