Pavia ricorda Emanuele Zilli

Pavia ricorda Emanuele Zilli

A 43 anni dalla sua morte, il ricordo di Emanuele Zilli è più vivo che mai. Sabato 5 novembre, infatti, diverse comunità militanti pavesi, unite nello spirito e negli intenti sotto le insegne dell’Associazione Culturale “Recordari”, commemoreranno il giovane attivista missino, morto in circostanze misteriose nel 1973.
La storia di Zilli va inquadrata nel contesto storico dell’epoca, per comprendere l’importanza del suo sacrificio. Nato in provincia di Teramo, si trasferisce nella fredda città lombarda, dove incontra la sua futura moglie, con la quale avrà due bambine. Emanuele lavora in fabbrica, alla Bertani, ma il tempo libero lo occupa per coltivare la sua grande passione: la politica. Rispetto alle grandi città del Nord e del Centro Italia, Pavia si rivela una realtà più tranquilla, anche se i militanti di Lotta Continua e di alcuni gruppi marxisti-leninisti iniziano nell’inverno del 1972 ad alzare la tensione.
Dopo alcuni scontri nel centro storico che provocano feriti da entrambe le fazioni, Emanuele compie il passo più coraggioso, ma allo stesso tempo fatale, della sua esperienza politica: la candidatura alle elezioni comunali. Da quel giorno iniziano le intimidazioni da parte della sinistra extraparlamentare cittadina. Scritte sui muri sotto casa, telefonate minatorie, insulti. Un anno dopo, il 2 novembre 1973, dopo aver finito il turno in fabbrica, i colleghi vedono Zilli salire sul motorino per tornare verso casa. In realtà, verrà trovato esanime vicino casa. Dopo tre giorni di coma, morirà.
Pochi, compreso il giornale cittadino La Provincia Pavese, credono alla certezza dell’incidente. Anzi, la tesi del delitto politico, in un primo periodo, viene vagliata anche dalla magistratura, salvo poi archiviare il caso. Senza entrare nel merito delle diverse prove che avvalorano l’ipotesi dell’omicidio come rappresaglia politica della sinistra, è necessario porre l’accento sul significato del sacrificio di Emanuele. Egli, infatti, incarnava perfettamente l’idea del “soldato politico”. Un uomo integerrimo, umile, pronto al sacrificio, che ha dato la vita per l’Idea senza mai mostrare il minimo segno di cedimento. Anche di fronte alle minacce, alle difficoltà quotidiane, agli ostacoli che il Sistema sapeva benissimo posizionare.
Proprio per questo motivo l’associazione “Recordari” manifesterà anche quest’anno per le vie di Pavia con il consueto corteo ordinato, inquadrato, silenzioso. Affinché il ricordo di Zilli, grazie alla presenza dei suoi camerati, rimanga vivo non solo nei cuori di tutti gli attivisti nazional-popolari, ma anche nelle strade di quella città che, per troppo tempo, non ha saputo rendere omaggio ad un giovane eroe caduto per la libertà.