Cari democratici, vi ricordate? La nemesi americana

Cari democratici, vi ricordate? La nemesi americana

Cari democratici americani, vi abbiamo visto piangere per la vittoria di Trump, ma siamo sinceri: non fate pietà, perché le vostre sono tutte lacrime di coccodrillo. E poi – coraggio! – non avete certo perso in modo definitivo. Non sappiamo se e quanto Trump intenda essere coerente e mantenere le sue promesse strategiche di colpire i grandi speculatori dell’alta finanza, opporsi all’aborto, restaurare i confini infranti dalla globalizzazione, riportare in America la produzione con i milioni di posti di lavoro bruciati nei decenni passati, tornare all’economia reale del popolo contro quella virtuale e speculativa delle borse, avviare un ritorno all’isolazionismo americano, rinunciando a nuove guerre e intromissioni nella vita degli altri popoli. E anche se il tycoon ha veramente questa volontà, ciò non significa che ci riesca. Il Sistema americano – il vostro Sistema – non è solo la Presidenza o il Governo, ma molto di più: apparati di potere economico, amministrativo, poliziesco, spionistico, culturale, mediatico, una massoneria ramificata e onnipresente, centri di potere occulto e palese, una classe politica plasmata a ogni livello dalla ideologia liberal-capitalista. Insomma, il nuovo presidente, anche se proprio vuole, non è detto che riesca a vincerle, le sue battaglie, anche perché nello stesso partito repubblicano non sono pochi i suoi nemici. Trump stesso non potrà essere immune da un americanismo che lo ha partorito come imprenditore e come personalità. E poi, diciamocela tutta: anche Kennedy metteva in crisi questi grandi potenti restituendo allo Stato il potere e la funzione di stampare moneta di popolo e estromettendo la Federal Reserve, ma il suo provvidenziale omicidio ha ristabilizzato il Sistema. Trump ha dimostrato di essere popolare, potrebbe forse in futuro dimostrarsi coerente, ma certo non è immortale.

Dunque, non disperate, ma almeno per il momento continuate pure a piangere: è quello che vi meritate. Anche perché di lacrime ne avete fatte versare tante, troppe al vostro stesso popolo, mentre voi siete restati indifferenti. Vi ricordate? Non avete pianto quando a partire dagli anni ’80 del secolo scorso l’apparato del potere bancario e finanziario, con la copertura di quello politico federale, ha deliberatamente e sistematicamente confiscato le terre a gran parte degli agricoltori bianchi dell’America rurale, con un’operazione di ingegneria sociale che avrebbe fatto invidia ai bolscevichi di Lenin: le manipolazioni della Federal Reserve, i programmi governativi asserviti alle multinazionali hanno letteralmente rovinato e fatto fallire gran parte della classe rurale (un milione di persone cacciate dalle proprie terre solo nel 1986-87), ma voi borghesucci democratici non avevate lacrime per loro. Tra i sintomi della crisi artificiale indotta dalle autorità c’erano la crescita esponenziale della depressione mentale, il quintuplicarsi dei suicidi, la disintegrazione di famiglie che erano state un tempo felici – ma erano quasi tutti bianchi e vivevano fuori dalle grandi metropoli della borghesia progressista, perché impietosirsi? E quando alla scomparsa di gran parte delle classi agricole piccola e media è seguita a ruota la crisi del piccolo commercio delle cittadine rurali e dei trasporti, voi democratici non ve ne siete neppure accorti. Ora, il cibo lo producevano supini dipendenti delle multinazionali che gestivano animali e raccolti come componenti su di una catena di montaggio e sugli scaffali dei supermercati, al posto di prodotti genuini, si trovavano sempre più cibi-spazzatura. Ma voi ci avete fatto presto l’abitudine, alla faccia del vostro falso ecologismo alla moda e a discapito della salute della gente.

E quando tra i rurali bianchi sono sorti movimenti di protesta, le autorità si sono limitate a mandare nelle campagne patetici psicanalisti a “curare” i depressi, agenti e spie dell’FBI a sorvegliare i gruppi di opposizione. Quando Arthur Kirk, un agricoltore del Nebraska che non voleva farsi cacciare dalla fattoria di famiglia, è stato ucciso da un diluvio di proiettili di una squadra SWAT, non avete pianto: era un bianco reazionario aderente al Posse Comitatus (1), che crepasse pure! Quando i federali hanno assediato per giorni la famiglia Weaver e assassinato una donna e un ragazzino, non avete pianto: frequentavano un gruppo “ariano”, come potevate dispiacervi? E potremmo continuare.

Non avete pianto neppure per la strage di innocenti effettuata su scala industriale nelle cliniche abortiste e i militanti prolife li avete sempre visti come fumo negli occhi. Quando la globalizzazione ha portato le industrie americane a delocalizzare (cioè a sfruttare lavoratori sottopagati del terzo mondo), o a sostituire gli operai bianchi con immigrati messicani, bruciando milioni di posti di lavoro di proletari gettati nella disperazione, non avete pianto: più la società diventa multirazziale e più ne siete felici, anche se il costo umano è spaventoso per tutte le parti in causa.  

E ora? Abituati a guardare e ascoltare solo la parte che vi piace della società americana, gli dei e semidei dell’Olimpo capitalista e i loro fedeli – i grandi finanzieri, i politicanti a loro asserviti, i divi dello spettacolo, i giornalisti e gli altri opinion makers, le “minoranze” sessuali e quelle razziali che, ricche o povere che siano, sono per definizione buone perché non sono bianche – avete sempre evitato di guardare le vittime della globalizzazione e del Sistema e ora le vittime inascoltate e dimenticate hanno reagito. In ogni grande evento politico, per un terzo conta quello che l’evento è realmente, per un terzo quello che l’evento sembra che sia e, infine, per l’ultimo terzo ciò che le masse vogliono volontaristicamente e soggettivamente vedervi – in positivo o in negativo. E i disperati dell’America profonda bianca, rurale e proletaria, hanno voluto vedere in Trump la loro vendetta politica contro il Sistema.

Avanti, borghesucci liberal e democratici, continuate a frignare, urlare, strillare, protestare: quanto manca a marchiare a fuoco i sostenitori di Trump di “fascismo”? Facendolo, li renderete più arrabbiati, decisi, più radicali nelle loro convinzioni – e una parte di loro comincerà a considerarsi veramente fascista!  Sarà il vostro capolavoro storico: dopo aver provocato una reazione sociale, ora rischiate di incanalarla politicamente nella direzione più estrema e coerente. Auguri!

Quanto potrà ottenere di concreto questa reazione è presto per dirlo, ma intanto voi bravi borghesucci democratici piangete e protestate, perché la vostra amata democrazia è stata usata nel modo sbagliato (il modo giusto è sempre e solo quello che piace a voi, ovviamente) e perché così sfogate la vostra rabbia isterica. Voi avete creato i presupposti perché nascesse un forte movimento di protesta, voi con la vostra indifferenza lo avete fatto crescere e lo avete, possiamo dire, costretto a reagire per la propria sopravvivenza. Il “fenomeno Trump” è il risultato del vostro fanatismo isterico. Continuate pure a piangere e strillare: ve lo siete meritato.   

NOTE 

1)Il termine “Posse”, come quello di “Tribunale del Popolo”, che in Italia verrebbero associati alla sinistra, in America sono associati all’estrema destra reazionaria, a riprova di come sia spesso arduo “tradurre” dal linguaggio politico americano al nostro.