Io, tedesco, spiego a voi perché Müller ha ragione

Io, tedesco, spiego a voi perché Müller ha ragione

Sempre i soliti tedeschi”, “Non gli è bastato aver scatenato due guerre nell’ultimo secolo”, “Ritengono di essere padroni del calcio, ma poi quando incontrano la nazionale italiana sbagliano sempre”. Più o meno è stato questo il tenore delle critiche espresse al calciatore della nazionale tedesca Thomas Müller, reo di aver denunciato, al termine della sfida con il San Marino, l’inutilità di match come quello disputato per le qualificazioni mondiali, che non avrebbe nulla a che fare con il professionismo e che costituirebbe un rischio inutile per i calciatori. Polemiche alimentate dalla reazione di un tifoso del San Marino che, piccato per la provocazione, ha scelto di rispondere per le rime al calciatore tedesco, invocando la necessità per le federazioni minori di disputare queste partite per beneficiare dei fondi derivanti dai diritti d’immagine e per assicurare la crescita del calcio locale.

Sarà stato probabilmente il tono melenso e retorico utilizzato da Alan Gasperoni, parte del merito sarà certamente della successiva amichevole tra Italia e Germania (giocata ieri sera e terminata 0-0, ndr), che secondo la vulgata non è mai una partita come le altre. Ma l’impressione è che la levata di scudi volta a difendere la piccola nazionale di San Marino, equiparata de facto ad un animale in via d’estinzione, abbia assunto gli stessi toni sensazionalistici e boldriniani utilizzati, ad esempio, da chi difende l’immigrazione “perché in fondo sono migranti che scappano dalle guerre. Il meccanismo è a ben vedere lo stesso: enfatizzare le dichiarazioni choc, fare leva sullo spirito buonista del lettore, convincerlo a sposare in maniera acritica la battaglia di Davide contro Golia o dei buoni contro i cattivi, e in questo modo… ignorare deliberatamente le problematiche che l’autore della critica intendeva sollevare.

Non è retorica, infatti, dire che i calciatori si trovano a disputare un numero eccessivo di partite ogni anno. Né è arroganza sostenere che lo sforzo continuo aumenti il rischio di subire infortuni. Quanto all’utilità di certe partite… beh, alzi la mano chi ha scelto di trascorrere lo scorso sabato sera vedendosi un frizzantissimo Liechtenstein-Italia.

Insomma, a meno di non aggrapparsi alle osservazioni, giuste ma incapacitanti, per cui un calciatore guadagna tanto e, dunque, non ha a priori diritto di lamentarsi, è ragionevole pensare che Thomas Müller abbia ragione nelle cose che dice. Gli Europei 2016 sono, in ordine di tempo, l’ultimo esempio di una competizione che per l’eccessivo numero di partite disputate ha finito per perdere fascino e competitività. L’allargamento del torneo a 24 squadre ha di fatto eliminato l’interesse per la fase a gironi, dove per la qualificazione è stato sufficiente vincere una sola partita. Oppure, alla nostrana serie A, dove, a causa della previsione di un campionato a 20 squadre, il torneo perde interesse già ad aprile, quando tutti i giochi per scudetto, competizioni europee e retrocessione sono praticamente fatti, seppur manchino ancora diverse partite da giocare.

Naturalmente, l’eccessivo numero di partite disputate non deve portare al sacrificio di Nazionali più piccole. Ma visto che il sistema attuale non funziona, occorre avere il coraggio di ripensare l’organizzazione esistente, magari immaginando un girone apposito per squadre con un minor tasso di popolazione (San Marino, Andorra, Malta, Gibilterra, Liechtenstein), che consenta la qualificazione mondiale ed europea alla vincitrice del torneo ad eliminazione. Una scelta di questo tipo potrebbe, a nostro avviso, contribuire ad aumentare lo spettacolo nel calcio: immaginiamo un torneo più combattuto, sfide alla pari, una vetrina mondiale garantita dalla qualificazione e, quindi, anche entrate economiche maggiori.  Basterebbe davvero poco. Certo, questo passo richiede l’acquisizione di una consapevolezza, lontana da considerazioni campanilistiche: che non è per la difesa delle identità nazionali che la Fifa sceglie di far disputare la sfida tra Germania e San Marino.