Sangue e oro

Sangue e oro

Doveva arrivare un robusto milionario americano col ciuffo improbabile e numerosi divorzi alle spalle, perché trovassimo il coraggio di dire che “Bianco is beautiful” e pure “cristiano non è niente male”!

Quello che avrebbero dovuto fare gli intellettuali e i primi della classe l’hanno fatto, col solo mezzo che avevano a disposizione, i contadini dell’Ohio e gli operai del Winsconsin, gente che ha frequentato le peggiori scuole del mondo occidentale, che non sa trovare nemmeno il suo Paese su una cartina geografica e che parla una lingua banale e banalizzante.

Ebbene, costoro sono saliti in cattedra per dire, sapendolo senza averlo studiato, che i feroci bianchi forse un contributo alla civiltà l’hanno dato, e che non meritano d’essere umiliati, impoveriti, ghettizzati.

Trump è riuscito, non so come, a far emergere la sapienza della sua gente, a far inorgoglire, coram populo, del Crocefisso un’America umile, ma religiosissima, seppur spesso nella guasta forma delle mille eresie protestanti.

E’ riuscito, un magnate che non è vissuto né vive da santo, a ritrovare e a far ritrovare una sapienza, una saggezza da poveri, e proprio per questo profonda ed audace, che i signori del nuovo ordine mondiale, i banchieri forti dei soldi altrui e gli Junker avvinazzati, nemmeno sospettano.

Il biondo ha avuto il coraggio di averli attaccati frontalmente e, seppur coperto d’oro, il merito di aver fatto parlare il sangue… e il sangue dei bianchi, quello che in America viene quotidianamente versato per mano dei neri in un rosario di violenze “razziali” che non ha eguali al mondo e che i mass media costantemente nascondono.

E’ un sangue che vale sempre meno, perché quella “caucasica” è una razza odiata… il nuovo ordine mondiale sa bene che se c’è una intelligenza che può capirlo, combatterlo e forse batterlo è la nostra, motivo per cui si sta impegnando per distruggere l’Europa, con massicce infornate di popoli che sarà più facile subordinare.

Che è così, lo hanno ribadito schiere di giornalisti asserviti e, per tutti, quel David Parenzo, ebreo e mondialista, che ha definito il voto per Trump un voto “bianco”, pronunciando quel “bianco” con lo stesso disgusto col quale immagino lo chef Cracco pronunciare le parole “precotto” o “Ketchup”!

Il contadino dell’Ohio e l’operaio del Winsconsin, bianchi, stanchi, umiliati hanno alzato la testa ed hanno detto che non sopportano più di essere fottuti e derisi!

E’ facile: sono stufi marci delle leggi del loro Paese per le quali un nero è favorito ad un concorso pubblico con un punteggio che gli viene regalato a priori, esclusivamente in virtù dell’eccesso di melanina; hanno detto di non poterne più di regolamenti per i quali le avances, ma anche solo un “fuck off” alla collega di lavoro può costare il posto, per non parlare di qualche colorita considerazione  a sfondo “razziale”; hanno trovato il fegato di ribellarsi ad un’economia che li vuole non uomini, ma ingranaggi!

La rabbia dei poteri forti è ora incontenibile e spero non esploda in qualcosa di clamoroso che Trump, onore a lui, sa bene di rischiare e che non oso nemmeno nominare; però ancora una volta emerge, in un momento storico scuro come mai, la voce dei popoli.

Il contadino Bertoldo docet: se la classe non è acqua, non lo è nemmeno il sangue.