Alto orvietano: la dignità calpestata

Alto orvietano: la dignità calpestata

Anche nell’alto orvietano, dove abito e lavoro da ormai molti anni, sono sbarcati gli africani, rigorosamente clandestini, ça va sans dire. Il business è in mano al braccio ”armato” e nascosto del PD locale, la cooperativa Quadrifoglio, che qui si occupa di tutto, dai programmi  più o meno culturali all’assistenza estiva per i bambini fino all’occupazione di “lavoratori” retribuiti il giusto per crepar di fame… ma, come si sa, gli associati non lavorano, cooperano, quindi tutto bene, madama la marchesa, e non ci si azzardi a parlare di sfruttamento, ché partono le denunce. E infatti la chiudo qui e aggiungo anche un bel punto esclamativo a chiarire, intendiamoci bene, che sto solo scherzando!

Poteva l’attivissima cooperativa tralasciare l’affare del momento? Ovviamente no.

E’ lo stesso PD che presenta, a settembre, in un incontro pubblicizzato pressappoco come una riunione della Massoneria, il progetto di alloggiare clandestini in quel di Monteleone di Orvieto… così è deciso! La seduta è tolta!

La riunione, dichiara il Partitone, è stata tenuta allo scopo di informare le associazioni locali della faccenda. Le associazioni locali, purtroppo, si sono dimenticate di darne comunicazione alla popolazione, la quale ne ha potuto aver contezza quando si è trovata gli africani per strada… avanti o popolo alla riscossa, ma bendato evidentemente!

Sarebbe stato cortese dire due parole prima, anche perché i signori di colore sono a Monteleone a spese né del sindaco, né del PD e nemmeno del signor prefetto, ma della gente comune che finanzia i loro tre pasti giornalieri più comodo pernottamento, oltre ovviamente gli stipendi dei prefetti e dei sindaci.

Saggiamente, quelli del PD si fidano poco di questi sconosciuti e in un comunicato apparso su Orvietonews mettono le mani avanti e parlano di necessità di “controllo e prevenzione”, anche se, parole loro, non si può fare né l’uno né l’altra, perché mancano i fondi. Riassumo il piano appena attuato: vi portiamo gente di cui nulla sappiamo, lo facciamo senza informarvi, potrebbero esserci dei rischi, non abbiamo i fondi per affrontarli. Coerenza, ragionevolezza e concretezza tutti in un solo partito!

Che poi anche nel Pd ci siano grossi dubbi sui ragazzi di colore mantenuti a Monteleone, non meraviglia. Non si sa chi siano costoro, lasciamo il beneficio del dubbio: si spazia dalla santità all’onestà più integerrima, fino alla possibilità di aver a che fare con degli stupratori, con degli assassini, con dei pazzi! Non se ne sa nulla, potrebbe essere di tutto!

Logica che non sfugge al Pd locale, che però adotta la stessa cristallina e lungimirante visione politica del sindaco di Milano, Sala, che prima riempie la città di clandestini, poi scopre che si tratta di gente dedita all’uso del machete ed infine pretende l’esercito: la società multiculturale di cui è supporter accanito richiede la presenza di militari con fucili d’assalto! Un successo.

Si tratta delle conseguenze della paciosa, rilassata e serena atmosfera del melting pot, fucina di esperienze di arricchimento culturale, che sfociano in affettuose rivalità tra gang di latinos, cordiali rese dei conti tra spacciatori neri e imprevedibili quanto fantasiosi flash mob di islamici col mito della guerra santa!

Il nostro Pd, a Monteleone, ha intrapreso la gloriosa via del successo milanese (c’è solo da pregare la Provvidenza che i ragazzi africani del Quadrifoglio siano persone per bene!) ed ha persino prospettato un’integrazione attraverso il lavoro, che, piccolo particolare omesso, qui manca anche per le famiglie italiane, visto che la zona, da sempre rossa, è nota per uno sviluppo economico/turistico mai partito, grazie all’altissima competenza degli amministratori locali e regionali.

Per decenni, costoro si sono attivati con successo nell’intento di nascondere, sia ai turisti italiani sia a quelli stranieri, la bellezza dei nostri luoghi, che nulla hanno da invidiare ad altre notissime località di villeggiatura, e sono stati collocati dal buon Dio a metà strada tra le due più spettacolari città del mondo, Roma e Firenze, sulla direttrice della maggior autostrada nazionale. Quasi impossibile mantenere nell’arretratezza un posto del genere! Ma i compagni locali ci sono riusciti ed ancora ci riescono, a dimostrazione che come crea povertà il comunismo nessuno al mondo! Chapeau.

Al momento, gli stessi compagni danno il meglio di sé nell’integrazione dei ragazzi africani di cui sopra, processo che va avanti speditissimo! Un addetto, notato non solo dalla sottoscritta, accompagna gli “ospiti” davanti a due supermercati e lì li lascia tutto il giorno per una proficua e dignitosissima attività di accattonaggio, certamente efficace per realizzare quell’inserimento sociale auspicato dalle colombelle rosse.

Confesso che quei ragazzi davanti ai supermercati a chiedere  la monetina mi fanno rabbia e pena, perché hanno rinunciato o sono stati messi in condizione di rinunciare alla loro dignità, e rabbia e pena mi suscitano gli italiani, ridotti, pure per colpa loro, ad una mandria di contribuenti da spennare per oliare il circolo vizioso di un’accoglienza che è guadagno per pochi e che, anche quando riesce a raggiungere i veri bisognosi, si  trasforma comunque  in aggiogamento e in schiavitù dei popoli: quelli costretti ad accogliere, pagare e subire e quelli costretti a pietire.

Chi, in Africa, con una seria politica di sviluppo, che costerebbe meno di quanto costa la falsa accoglienza e i tragici salvataggi in mare, avrebbe potuto e dovuto studiare, diventare agricoltore o insegnante, infermiere o artigiano, è qui a mangiare gratis negli alberghi e a farsi scarrozzare dal kapò bianco: la sua Africa è sempre più povera, la nostra terra anche; le cooperative mangiano e i Soros governano il mondo. In Italia si chiama integrazione, è firmata PD e requisisce gli alberghi. Finiti quelli, i prefetti andranno a caccia di camere da letto… le vostre, cari italiani! Chiamerete i “fascisti” ad aiutarvi? Chissà….