Dominare l’era del digitale

Dominare l’era del digitale

Non ho la presunzione di inculcarvi una mia opinione, ne tantomeno quella di cambiare la vostra, ma ho la necessità di darvi un punto di vista differente sull’Era del Digitale o, come è chiamata da quelli bravi, il secolo 4.0.

Prima di iniziare questo viaggio è bene equipaggiarsi con una breve premessa.

Queste nuove tecnologie, piattaforme sociali, applicazioni sono il male assoluto? No, ma neanche il bene; sono semplicemente un mezzo, al pari di una penna, un martello o una forchetta. Essendo un semplice strumento, ciò che gli dona un’accezione negativa o positiva è il modo in cui le si utilizza. Va da sé che, in un contesto malato come la società contemporanea, il più delle volte questi strumenti sono più vicini a essere male.

Questa è una semplice, forse stupida, premessa, ma quanto mai necessaria, soprattutto in un ambiente, come il nostro, il più delle volte ostile, se non analfabeta, al digitale, e quindi svantaggiato nella conquista di questo tempo.

Senza divagare troppo, avviamoci in questo nostro viaggio, ma, prima di uscire, copriamoci con un’altra premessa.

Ho parlato di conquista; conquista perché è palese che non siamo noi i dominatori di questo tempo. E perché non siamo i dominatori? Semplice, perché non siamo in grado di governare l’elemento dominante. Semplifico di più, che a volte mi capisco solo io: prendiamo l’Era della Spada. Quest’epoca da chi era dominata? Da coloro che dominavano l’arte della spada. L’Era del Denaro, invece, da chi era dominata? Da coloro che da sempre hanno controllato il “vil denaro”. Noi, purtroppo, fino a poco tempo fa, vivevamo in quest’ultimo tempo e non abbiamo neanche avuto, veramente, la possibilità di dominarlo, poiché non siamo mai stati in grado di essere un reale contropotere economico.

Ma qui, e ora, vengono in soccorso quelle tecnologie e quegli strumenti che i più tra noi disprezzano. Queste ci offrono una possibilità concreta di ribaltare l’inerzia della Storia. Infatti, come vi ho anticipato qualche parola fa, noi non viviamo più nell’Era del Denaro, ma siamo ormai completamente proiettati nell’Era del Digitale. Il denaro sta via via perdendo il suo potere, lasciando il posto alle informazioni, e qui inizia il nostro viaggio.

Chi è avviato ad avere il controllo delle informazioni? Facebook, Google, Microsoft, Sony, insomma le grandi multinazionali e non più le banche o i governi. Basti pensare che già oggi la Apple ha la forza e il potere di vietare agli Stati Uniti d’America di accedere ai dati degli iPhone. Noi stiamo vivendo una transizione, i potenti di ieri stanno passando la mano ai potenti del domani, qualche volpone si sta adeguando, qualcun’altro no, ma una cosa è certa: tra vent’anni e poco più, la piramide del potere sarà completamente diversa da come è oggi.

Un Google e un Facebook, che sono i cavalli su cui puntare, stanno già preparando il terreno per darsi battaglia, e cosa hanno in comune? Entrambi non ottengono informazioni col denaro o con il potere, ma ottengono denaro e potere perché hanno informazioni, e hanno informazioni su tutta la popolazione mondiale perché gliele abbiamo regalate noi, che ci siamo fatti “profilare” volontariamente. Non sto parlando di informazioni segrete rubate dalla CIA, come mostrato da uno Snowden, ma di informazioni riguardanti  ciò che ci piace, come pensiamo, il nostro comportamento, la nostra mente, tutte informazioni che, per esempio, sono utilizzate dalle pubblicità per farci fare qualsiasi cosa.

Lo so che è complicato e non vi spiegherò meglio il significato di queste informazioni e di questa profilazione, perché voglio che vi informiate da soli. Vi basti sapere che se io so come un determinato gruppo pensa, parla, agisce, riuscirò, anche facilmente, a farlo pensare, parlare, agire come io voglio poiché, grazie alla profilazione, saprò esattamente come convincerlo, come invogliarlo a fare e pensare determinate cose. Non me lo sto inventando io, è un dato di fatto.

Chi ha il controllo del dominante, domina sul suo tempo. In non più di 20 anni, il denaro perderà il suo posto in funzione delle informazioni profilate e quindi chi avrà il dominio su queste informazioni dominerà il tempo. Le grandi industrie 4.0 sostituiranno i governi, ma questo era già palese quando il CEO di Facebook, Marc Zuckerberg, è stato ricevuto come un capo di stato in Italia. Questa transizione di potere, poiché ancora non definita, è l’occasione perfetta, quasi quanto la fine della Grande Guerra, per poter ribaltare l’inerzia della Storia, ma per farlo sarà necessario non solo smettere di regalare le nostre informazioni e imparare a usare questi nuovi strumenti, ma bisognerà anche fare innovazione, avendo dalla nostra il vantaggio della comprensione, perché se noi possiamo capire il loro modo di pensare, è ugualmente vero che loro non riusciranno mai a capire il nostro modo di pensare, abituati come sono a considerarci dei pazzi figli del demonio.

Ora vi sembrerà tutto difficile, quasi quanto combattere il dominio dei potentati economici, ma vi dico che abbiamo vent’anni per poter recuperare terreno, abbiamo vent’anni per creare un contropotere digitale e poter, a differenza delle battaglie combattute dal ’45 in poi, avere effettivamente la possibilità non solo di partecipare, ma anche di vincere le battaglie del domani.